Newsletter150926: SERBIA “UE, Mosca e la piazza premono su Vucić”

BALCANI I funerali di Ratko Mladić, il boia di Srebrenica, per il governo e i nazionalisti serbi sono stati un flop: meno di 20 mila persone, mentre l’opposizione sociale continua a riempire le piazze mobilitandone anche mezzo milione. E nei giorni scorsi ha annunciato che correrà alle elezioni del 25 ottobre. Ne parliamo con Zoran, sindacalista e militante anarchico attivo nel movimento. Ci parla tra l’altro dei plenum, le strutture assembleari che dirigono la mobilitazione. Per approfondire l’argomento abbiamo tradotto un’analisi pubblicata su Balkan Insight pochi mesi dopo l’inizio della lotta, che, pur cercando di circoscriverne il ruolo, fornisce notizie interessanti. MEDIO ORIENTE In Siria il nuovo regime “democratico” approfitta del caos post Assad e dell’attenzione puntata su Hormuz per mettere il paese nelle mani di gruppi immobiliari e finanziari vicini alle èlites politiche locali. Per Elena Rusca c’è da chiedersi: “Chi sono i nuovi i padroni della Siria?”

Newsletter080926: Sahara occidentale, un modello di turistificazione per Gaza

SOCIETÀ In questa newsletter due articoli di due nostri collaboratori usciti nel periodo della pausa estiva su argomenti apparentemente lontani ma entrambi riconducibili allo sfruttamento capitalistico del territorio. Elena Rusca ci parla della turistificazione del territorio a uso politico nel Sahara Occidentale, dove i resort che Trump vuole costruire a Gaza ci sono già, nell’indifferenza generale, insieme a una highway dedicata proprio a Donald J. Da Genova Antongiulio Mannoni interviene in un dibattito apertosi dopo alcune risse e aggressioni nel centro storico, episodi a cui la destra risponde evocando i vigilantes e la “sinistra” invocando la polizia o balbettando. Anche qui la trasformazione di un quartiere popolare in una vetrina per i turisti e la movida fa la sua parte.

Newsletter100726: SUDAN La catastrofe e il silenzio

INTERNAZIONALE Un aggiornamento di Elena Rusca sulla guerra in Sudan, una catastrofe umanitaria non meno barbara e devastante di quella che avviene a Gaza, ma di cui nessuno parla. Gli Stati non si muovono e questo non deve stupirci. Ma possibile che anche la sinistra, il movimento pacifista e quello per i diritti umani non dicano una parola e soprattutto non si mobilitino? Non molto distante dal Sudan, in Congo, Eni e Lukoil, una delle principali compagnie petrolifere russe, fanno affari in società estraendo e commercializzando GNL. PuntoCritico è stata la prima testata italiana a denunciare il silenzio ipocrita dei media su questa collaborazione col “nemico”, in nome della sicurezza energetica dell’Italia, proprio mentre in Africa se ne celebrava l’avvio. Alessandro Siglioccolo analizza l’impatto di queste politiche energetiche sia sui proletari del Congo sia su quelli italiani. La loro sicurezza non ne esce in alcun modo rafforzata. Cresce al contrario la sicurezza degli azionisti di Eni e Lukoil che faranno soldi a palate.

Newsletter190626: IRLANDA “La destra cavalca la crisi sociale”

POLITICA Gli attacchi alle comunità di stranieri in Irlanda e nel Regno Unito si moltiplicano: i raid a Belfast la scorsa settimana sono solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Del contesto socio-politico in cui maturano episodi di questo genere, dell’avanzata dell’estrema destra, ma anche delle responsabilità politiche della sinistra PuntoCritico ha parlato col deputato socialista irlandese Paul Murphy. ECONOMIA Il controllo di Hormuz, che coi 14 punti firmati in questi giorni sembra essere ormai ufficialmente nelle mani dell’Iran, implica la capacità di strozzare l’economia mondiale, ma come sempre sono i paesi più deboli a farne le spese più di tutti. Elena Rusca riassume i punti salienti del recente rapporto UNCTAD.

Newsletter100426: IRAN Proletari sotto le bombe

GUERRA Nel conflitto sospeso da un fragile cessate il fuoco i lavoratori iraniani sono colpiti due volte: dalle bombe lanciate da Stati Uniti e Israele e dall’impatto economico della guerra. Due testimonianze tradotte dal sito slingerscollective: quella di un addetto alle pulizie e quella di un operaio di una fabbrica di componenti per auto. Non troppo lontano un’altra guerra che si trascina da anni ed è legata ai conflitti in Medio Oriente per la sua posizione geografica, ma è coperta da una coltre di omertà. Elena Rusca fa un resoconto della visita di una delegazione del Darfur alle Nazioni Unite a Ginevra e descrive un paese in fase di disintegrazione, un sanguinoso conflitto finanziato tra milizie armate da soggetti esterni come gli Emirati Arabi Uniti, l’illusione che la “comunità internazionale” possa fare qualcosa.

Newsletter060226: Israele, come la guerra plasma la psicologia di massa

GUERRA&MILITARISMO In un’intervista al sito +972 la psicologa Dana Amir spiega in che modo e con quali effetti lo Stato di Israele utilizzi il perenne stato di guerra per plasmare psicologia e coscienza degli israeliani, neutralizzandone in larga parte la capacità di giudizio critico. In Germania la seconda giornata di sciopero degli studenti contro il servizio militare obbligatorio e la militarizzazione della scuola segna una nuova fase nella lotta. SOCIETÀ Mentre in Italia si discute ancora della “famiglia nel bosco” Elena Rusca fa alcune osservazioni sull’illusione di potersi autoisolare dal capitalismo e su come essa colpisca non solo singoli individui, ma in qualche misura, anche gruppi e organizzazioni della sinistra.

Newsletter031025: ROMA “Su Gaza la scuola non resti neutrale”

SCUOLA A Roma gli insegnanti di quattro licei lanciano un testo in cui chiedono che su Gaza la scuola non resti neutrale e al governo stop ad accordi e invio di armi a Israele, sostegno agli attivisti della Flotilla e no a PCTO con aziende della Difesa. Marco Veruggio intervista una delle promotrici. LAVORO Il Corriere pubblica un bel reportage di Goffredo Buccini sulle decine di migliaia di palestinesi che continuano a lavorare in Israele scavalcando ogni giorno il muro di confine, rischiando la vita, arricchendo caporali palestinesi e imprenditori israeliani: il business non guarda alla nazionalità. CAPITALISMO Elena Rusca ci racconta come l’ultimo rapporto OIL certifichi il fallimento del modello liberale nel mondo.

Newsletter300925: Lula, tra l’Amazzonia e la Cina

AMBIENTE Mentre si prepara a ospitare la Cop30 nel cuore dell’Amazzonia il Brasile di Lula è attraversato dalla contraddizione tra programmi green e una partnership economica con la Cina che impone di sacrificarli. Di ritorno dal Brasile Caterina Maggi descrive trattative in corso, potenziali terreni di collaborazione e ricadute ambientali ed economiche. CISGIORDANIA Elena Rusca riassume un recente rapporto ONU sul ruolo delle corporation americane ed europee nella colonizzazione israeliana della Cisgiordania, che va avanti a ritmo incalzante approfittando del fatto che i riflettori della stampa internazionale si concentrano su Gaza.

Newsletter230925: Gaza e lo striscione della discordia

INTERNAZIONALISMO Dopo il riuscito sciopero di USB ieri torniamo indietro di qualche giorno. A sinistra ha suscitato polemiche uno striscione della FIOM genovese sull’ “unità dei lavoratori israeliani e palestinesi”. Una buona occasione per una discussione di strategia politica sul Medio Oriente. GUERRE Mentre i riflettori su Gaza restano accesi in Sudan prosegue nel disinteresse generale una guerra in cui, come ci ricorda Elena Rusca, solo nei primi sei mesi dell’anno sono stati uccisi 3.300 civili.

Newsletter070325: BALCANI Macedonia del nord, in rotta verso l’UE

POLITICA In Italia si parla tanto di Europa. Elena Rusca è andata in uno dei paesi in rotta verso l’UE, la Macedonia del Nord, e ci racconta le tensioni etniche, la competizione USA-UE nei Balcani ancora segnati dalle guerre degli anni ‘90, cosa pensano politici di governo e di opposizione. LAVORO Il secondo capitolo dell’inchiesta di Caterina Maggi sullo sfruttamento del lavoro nelle redazioni: salari da fame e pochi o zero diritti costringono molti giovani aspiranti giornalisti a vendersi, con evidenti conseguenze sulla “libertà di informazione”.

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