Newsletter150119: Roma-Parigi: su Fincantieri chi è più sovranista?

ECONOMIA L’UE indagherà sull’acquisizione di STX France da parte di Fincantieri. L’ultimo atto nella lunga guerra sotterranea tra Parigi e Roma per il controllo degli Chantiers de l’Atlantique e, parallelamente, per la supremazia nel campo dell’industria della Difesa, proietta un’altra luce sullo scontro politico in Europa alla vigilia delle elezioni. Europeisti moderati contro sovranisti reazionari o nazionalismo dei salotti buoni contro sovranismo plebeo? SOCIETA’ Il Macron che chiede a Bruxelles di risolvergli il problema STX con l’Italia è un Macron indebolito dagli scandali e dalle manifestazioni di piazza, non solo quelle dei gilet gialli, ma anche quelle dei poliziotti mandati in piazza a garantire l’ordine pubblico. Un particolare di cui la stampa italiana non si è accorta… POLITICA Mentre una sinistra in crisi d’identità, di cui l’assemblea antifascista de L’Espresso a Roma ha dato una rappresentazione plastica, si interroga sull’ascesa dell’estrema destra in Europa senza trovare risposte, il lavoro di alcuni ricercatori dell’Università di Pisa indica tra le ragioni di quell’ascesa la capacità di organizzazioni come Jobbik e CPI di intervenire con efficacia nelle contraddizioni sociali. La destra insomma si sviluppa negli spazi lasciati deserti dalla sinistra.

Newsletter110119: Afghanistan, bilancio di una guerra dimenticata

INTERNAZIONALE L’Afghanistan è solo una delle tante guerre dimenticate che continua a mietere vittime e a generare costi sociali ed economici enormi per i paesi che vi sono impegnati, tra cui USA e Italia, i primi due attori per numero di effettivi impegnati sul terreno. CINEMA Per giustificare i costi dell’Afghanistan e di tante altre spedizioni militari all’estero l’apparato propagandistico americano da sempre utilizza anche il cinema. Una strategia fine, che cerca di evitare manipolazioni troppo evidenti, adotta persino spunti autocritici per rendersi credibile e marginalizza i film scomodi boicottandone la distribuzione. LAVORO La mobilitazione dei sindacati confederali a Reggio Calabria e la denuncia di USB a Pisa portano a galla la violazione delle leggi e dei contratti da parte di AVR Group, azienda romana attiva nel settore strade e igiene ambientale cresciuta grazie agli appalti pubblici all’ombra delle giunte di centrosinistra (ma non solo). L’ennesima vicenda di privatizzazione a spese dei lavoratori e dei cittadini. TRASPORTI Mercoledì a Torino è andato in fiamme il terzo autobus della GTT in 24 giorni, a dimostrazione che i ‘flambus’ non sono un’esclusiva di Roma. Tagli ed esternalizzazione delle manutenzioni tra le cause di un fenomeno che colpisce quasi tutte le città italiane.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter080119: Compromesso fiscale premia Salvini

POLITICA Partito a lancia in resta all’assalto di Bruxelles sulla Legge di Bilancio il Governo è dovuto venire a più miti consigli, ripiegando su obiettivi modesti, che mettono fortemente a rischio le promesse elettorali di primavera. Mentre sono in fase di stesura le misure sul reddito di cittadinanza e sulle pensioni, il testo approvato a fine anno fornisce alcuni elementi di giudizio su un altro punto decisivo per la maggioranza: il fisco. Tolta la flat tax dal tappeto, ciò che rimane è soprattutto un’estensione del regime forfettario introdotto dal centrosinistra, che dovrebbe far risparmiare al piccolo lavoro autonomo circa 5 miliardi di euro. Un atto che premia soprattutto le partite IVA del nord e quindi la Lega. Insomma per ora Salvini pareggia con Bruxelles, ma vince il derby con Di Maio. TRASPORTI La nostra inchiesta di novembre su Flixbus, leader europeo del trasporto su gomma low cost, ha suscitato la piccata risposta dell’azienda tedesca. Ma la replica non fa che confermare i rischi provocati non da una singola società, bensì da un modello di trasporto basato sulla compressione dei costi ottenuta anche grazie a dumping e subappalti. Come confermano anche la denuncia del sindacato svizzero e l’inchiesta condotta dal governo regionale del Nordrhein-Westfalen in Germania.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter211218: Gilet gialli e sindacato, un rapporto difficile

POLITICA&SOCIETA’ Da un mese a questa parte si discute molto del movimento dei gilet gialli, l’informazione perlopiù insiste sulle manifestazioni, gli scontri con la polizia e l’impatto della mobilitazione su Macron e sulla politica in generale, magari sulle prossime elezioni europee. Nelle newsletter precedenti PuntoCritico ha scelto di adottare un altro punto di vista, concentrandosi piuttosto su un aspetto specifico e più sostanziale: chi sono e che cosa rappresentano socialmente i gilet gialli? Non per un intellettualismo da sociologi, bensì perché pensiamo sia opportuno comprendere la sostanza di qualunque fenomeno sociale, di individuarne punti di forza e debolezze per anticiparne i possibili sviluppi e capire quale atteggiamento assumere nei suoi confronti. Nel numero di oggi ci occupiamo in particolare di un aspetto di cui l’informazione francese ha iniziato a occuparsi pochi giorni fa, cioè del rapporto tra gilet gialli e sindacato, dopo che i due soggetti, superate almeno in parte le iniziali diffidenze, hanno cominciato ad annusarsi e a prendersi le misure, coi conseguenti contraccolpi  interni, soprattutto nel movimento sindacale, tra le diverse organizzazioni dei lavoratori e all’interno di alcune di esse, la CGT in particolare, tra base e apparato, istanze nazionali e territoriali. SINDACATO Il futuro dei lavoratori Piaggio Aero non è ancora chiaro e la loro mobilitazione quindi non si ferma. Ne parliamo con un lavoratore e militante della FIOM.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter181218: Ungheria, populisti con la BMW

POLITICA Lavoratori ungheresi in piazza contro il Governo dopo l’approvazione di una riforma delle regole in materia di flessibilità oraria che aumenta lo straordinario consentito in un anno da 250 a 400 ore e ne procrastina il pagamento di due anni. Il mito di Orbàn che duella con Bruxelles per difendere il ‘popolo ungherese’ dai burocrati e dall’invasione straniera crolla miseramente sotto i colpi della realtà: invece del popolo difende BMW, Audi e VW. GIOVANI Affrontare la tragedia del Lanterna Azzurra di Corinaldo col moralistico richiamo al senso di responsabilità dei titolari dei locali e alla severità delle istituzioni è il modo migliore per far sì che dopo qualche mese di maggiori controlli tutto riprenda come prima. Il problema è che anche il tempo libero è diventato un’industria, per cui quando arriva la crisi non resta che tagliare sulla sicurezza. Ma mercato è sicurezza non vanno mai a braccetto e non solo in Italia. CULTURA Né serve a qualcosa indignarsi perché centinaia di adolescenti rischiano la vita per andare ad ascoltare le insulsaggini di Sfera Ebbasta. La degenerazione del rap, dalla contestazione del potere all’esaltazione dei soldi e dei capi griffati è l’altro versante di quello stesso processo di mercificazione. Una caduta che ricostruiamo con un rapper vecchio stampo, Nio degli Zero Plastica. TRASPORTI Dalla GTT di Torino all’ATM di Messina commissariata, accolto come un salvatore della patria. Risultato: ATM va in liquidazione e lui rientra alla GTT come amministratore delegato nominato dalla giunta Appendino. Insomma: come Democratici, No Ponte e 5 Stelle smantellano il trasporto pubblico di due città, tutti insieme appassionatamente.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter141218: Io spio che tu spii che egli spia

I recenti polveroni su Huawei e sull’assassinio di Jamal Khashoggi ci forniscono un esempio emblematico di quanto l’informazione ufficiale sia ridotta a mera propaganda. La stampa e tanto più l’informazione televisiva, che oggi, secondo i dati a disposizione, costituisce il primo canale di diffusione delle notizie, citano in modo asettico sia le accuse americane alla compagnia telefonica cinese sia l’articolo del Washington Post che accusa un’azienda italiana di avere fornito a Ryadh software utilizzato per spiare gli oppositori politici del regime. Brevi citazioni in punta di piedi prima di tornare alle notizie che contano: il papà di Di Maio, l’ultimo tweet di Salvini, Minniti che si ritira, lo spread, Renzi fonderà un nuovo partito? Nell’era della saturazione informativa non c’è bisogno della censura per occultare la verità e le alchimie del Potere, quello con la p maiuscola, che sta dietro e sopra le aule parlamentari. Basta affogarle sotto un cumulo di notiziole frivole e cronache politiche gossipare. Basta omettere una parte di ciò che scrive il Washington Post e cioè che la citata società italiana leader nel mercato mondiale della ‘sicurezza offensiva’ e partner dello Stato italiano (così come delle peggiori dittature del mondo), in un momento di crisi è stata risollevata da investitori sauditi e che due anni fa Foreign Policy pubblicava lungo ritratto, intitolato ‘Abbiate paura di quest’uomo’, del suo fondatore, che in Italia è meno conosciuto dell’autista di papà Renzi. E bisogna ricorrere a un organo del capitalismo americano come Bloomberg per leggere un’osservazione di buon senso sul caso Huawei, cioè che la Cina non ha bisogno di un proprio produttore di telefoni per spiare l’Occidente, dal momento che i cellulari dei maggiori brand internazionali sono fatti di componenti cinesi e che, soprattutto, nel mondo tutti spiano tutti, a partire dagli Stati Uniti. Intendiamoci, non apparteniamo alla schiera degli esterofili: anche la stampa estera fa il gioco dei suoi padroni e dei suoi politici di riferimento. Anche negli USA le notizie perlopiù si trovano sui organi di informazione specializzati e scritti per ristrette cerchie. Ma allo stesso tempo è vero che un capitalismo straccione, che lascia crollare i ponti e svende i gioielli di famiglia (ultima la siderurgia), non può che avere (con lodevoli quanto rare eccezioni) una stampa stracciona. Nella lunga newsletter di oggi PuntoCritico vi racconta ciò a cui la stampa italiana blasonata dedica un trafiletto a pagina 12 o un breve articolo sul web.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter111218: PTB, la sinistra che scuote l’establishment

POLITICA Le elezioni svoltesi a ottobre in Belgio, oltre che confermare il trend positivo dei verdi e della destra nazionalista, hanno apportato un elemento di novità, rappresentato dalla forte crescita del PTB, il Partito del Lavoro, un’esperienza, poco nota in Italia, di svecchiamento di una vecchia organizzazione maoista. Il motivo per cui abbiamo deciso di dedicare questa newsletter al PTB è che questa vittoria elettorale, che riflette processo di crescita e consolidamento politico e organizzativo portato avanti nel corso di lunghi anni, è la dimostrazione lampante di quanto il modello del partito leggero – liquido direbbe qualcuno –  che si è affermato progressivamente negli ultimi 20 anni, anche a sinistra, si riveli incapace di rivaleggiare quello di un partito capace di adeguarsi ai tempi, ma allo stesso tempo di mantenere il fulcro del proprio intervento nel cuore della società e in particolare, nel caso della sinistra, nel mondo del lavoro, tra i giovani e nei quartieri popolari. L’ampio materiale che vi proponiamo è la più palese conferma di questa affermazione e ci sembra che fornisca più elementi di riflessioni di tante chiacchiere che abbiamo ascoltato in questi anni a proposito della crisi della politica e dei partiti tradizionali. L’intervento del PTB nel sindacato e iniziative sociali come Médecin pour le Peuple testimoniano quanto pesi sul giudizio dei lavoratori e dell’elettorato di sinistra l’immagine di un partito che è in grado di rappresentare le loro istanze, ma anche di rispondere alle principali tra queste anche su un terreno concreto.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter071218: Congresso CGIL, Landini non basta

SINDACATO C’erano tempi in cui i congressi della CGIL suscitavano interesse all’esterno e una certa partecipazione tra i lavoratori. La crisi del sindacato sembra aver ridotto il tutto alla celebrazione di una liturgia d’altri tempi, finalizzata solo al ricambio di gruppi dirigenti sempre più deboli col passare degli anni. In quest’ottica anche la probabile incoronazione di Maurizio Landini segretario generale il prossimo gennaio potrebbe creare un certo entusiasmo tra gli iscritti, ma non risolvere una crisi di identità e di direzione che affonda le radici in scelte strategiche fatte molti anni fa, ma anche in un’incapacità di affrontare le sfide del presente. ECONOMIA Un recente rapporto diffuso dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro conferma che la ripresa economica degli ultimi anni non ha avuto alcun effetto sulle retribuzioni del lavoro dipendente: nel 2017 la crescita dei salari è stata più lenta che negli anni in cui scoppiò la crisi. Per quanto riguarda il gender gap le donne continuano a guadagnare il 20% meno dei loro colleghi maschi e nei settori a manodopera prevalentemente femminile anche gli uomini ricevono paghe più basse. POLITICA Tre anni dopo la trionfale inaugurazione del nuovo stabilimento a Villanova d’Albenga, ‘il più avanzato al mondo’ disse Renzi in quell’occasione, Piaggio Aero, 1200 dipendenti, ha dichiarato lo stato d’insolvenza ed è in amministrazione controllata, con oltre 600milioni di debiti e senza più commesse. Ricostruiamo l’intera storia, ma soprattutto le responsabilità politiche e sindacali.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter041218: DeMa apre la caccia ai delusi dal M5S

SINISTRE Luigi De Magistris è ‘sceso in campo’ sabato scorso presentandosi all’affollata assemblea del Teatro Italia con carisma e intelligenza, ma senza essere in grado di chiarire i contenuti del suo progetto politico. Un progetto che d’altra parte basa le sue possibilità di successo proprio sull’abilità del sindaco di Napoli di rimanere nell’ambito del ‘dire e non dire’ e così facendo attirare settori politicamente e socialmente eterogenei verso un’avventura elettorale che guarda ai delusi della sinistra, ma anche ai ‘traditi’ dal M5S. Intanto però vacilla il rapporto con Varoufakis e quello coi centri sociali napoletani che hanno dato vita a PaP. ECONOMIA La dittatura dello spread e l’idea che i mercati finanziari di tutto il mondo stiano col fiato sospeso a interrogarsi sulle scelte del governo italiano sono il frutto di un propagandismo economico che con la scienza economica non ha nulla a che fare, ma anzi trae un’apparente credibilità dal fatto che in Italia il 90% dei corsi di studio superiore e universitario non prevede l’insegnamento dell’economia. Se l’Italia fa fatica a vendere i BTP ci sono ragioni ben più profonde del reddito di cittadinanza e dei tweet di Salvini. CULTURA In un’intervista a Emanuele Giacopetti, autore di fumetti e collaboratore di Graphic News, proviamo a capire se in Italia c’è spazio per un utilizzo politico del linguaggio dei comics, anche al servizio di un’informazione alternativa.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter301118: UCRAINA, perché una nuova crisi

GEOPOLITICA Questa newsletter è integralmente dedicata alle tensioni tra Russia e Ucraina esplose domenica scorsa col sequestro di tre imbarcazioni militari ucraine da parte di unità dell’FSB e della marina russa nel Mar Nero. Una scelta dovuta in parte allo scarso risalto dato dalla stampa italiana a questo episodio, in parte alla rappresentazione artefatta e tutta in chiave esclusivamente geopolitica che viene data, ancora una volta, della situazione ucraina. Per la stampa internazionale lo scontro tra Kiev e Mosca si spiega esclusivamente come scontro tra gli apparati politici e militari dei due paesi sotto l’occhio attento delle altre potenze regionali e globali, USA in prima fila, mentre le popolazioni si muovono mosse in primo luogo da motivazioni legate alla questione nazionale. Andando a scavare, tuttavia, sotto la crosta dello scontro tra opposti nazionalismi emerge prepotente la questione sociale. A cozzare tra loro infatti sono due regimi che riflettono le contraddizioni sociali della transizione dall’economia pianificata al mercato e la consegna degli apparati produttivi della Russia e dell’Europa dell’est a un pugno di oligarchi e, talvolta, a grandi gruppi industriali multinazionali. E’ il caso delle miniere del Donbass e dell’acciaieria ArcelorMittal di Kryviy Rih, di cui ci occupiamo. Guerra e nazionalismo si riconfermano come una delle più tradizionali strategie per depotenziare e tenere sotto controllo il conflitto sociale, quando esso arriva a sfiorare i limiti di guardia. Ma la storia non è fatta solo di cancellerie, ambasciate e stati maggiori. Esistono anche le masse dei lavoratori e dei comuni cittadini, che, anche quando non riescono a far sentire la propria voce aldilà dei propri confini, spesso riescono a condizionare le scelte dei propri governanti.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi