Newsletter150526: Da Genova a Roma la guerra è uno show

MILITARISMO Dall’Adunata nazionale degli alpini a Genova (cronaca di Caterina Maggi) al Bombing Day di Sant’Oreste vicino a Roma (note di Marco Veruggio), l’idea che la guerra sia uno show e che i soldati italiani, a differenza di altri, siano simpatici difensori della Pace, come gli alpini appunto, è sempre più parte di una narrazione che sotto sotto ha un unico obiettivo – riabituarci all’idea del conflitto – e passa anche attraverso piccoli gesti: un selfie su un carro armato, la simulazione di un bombardamento davanti agli occhi di grandi e piccini, una sfilata a cui partecipano anche, come nulla fosse, gruppi di “rievocatori storici della Wehrmacht”. L’imperialismo prepara le sue guerre anche così.

Newsletter120526: GERMANIA La polizia contro i cortei studenteschi

MILITARISMO Il terzo sciopero degli studenti tedeschi contro il servizio militare è caratterizzato una lieve flessione della partecipazione e da un aumento della repressione: a Monaco parapiglia con due contusi al comizio finale, interrotto per 20 minuti; a Berlino tre studenti minorenni fermati in strada mentre tornavano dalla manifestazione. La protesta dei sindacati. In Italia modesta partecipazione allo sciopero di USB, OSA e Cambiare Rotta. MILITARI Da Pechino arriva la notizia della condanna a morte (con pena sospesa) per due ex ministri della difesa cinesi. Dal 2022 sono oltre 100 gli alti ufficiali epurati da Xi Jinping. Ragioni e potenziali conseguenze politiche e militari del fenomeno nell’analisi degli esperti internazionali.

Newsletter080526: Proletari dell’algoritmo nel sudest asiatico

LAVORO Più che produrre “disoccupazione tecnologica” automazione e intelligenza artificiale sostituiranno lavoro qualificato e relativamente ben remunerato e stabile con occupazione sottopagata, sempre più precaria e senza diritti. È il caso di chi passa la giornata alla ricerca di un breve incarico per addestrare algoritmi, un lavoro particolarmente diffuso nel sud del mondo, di cui ci parla un articolo dell’Asian Labor Review. Poi ci sono lavori manuali più duri, usuranti, pericolosi che conviene continuare ad affidare a lavoratori stranieri, sottopagati, esposti quotidianamente a rischi letali, come chi macella bovini in catena di montaggio per preparare bistecche e costine per i consumatori americani. La cronaca di Labor Notes del primo sciopero di 3800 lavoratori di 57 nazionalità in un sito del maggior produttore di carni degli Stati Uniti. Lavoratori molto diversi tra loro, invisibili, ma essenziali per far funzionare l’economia. Un asset strategico per il movimento operaio.

Newsletter050526: Hormuz non brucia ricchezza, la redistribuisce

GUERRA&ECONOMIA Due articoli dal sito del Royal United Services Institute for Defence and Security Studies (il RUSI è il più antico think tank della difesa nel mondo, fu fondato nel 1831): il primo descrive il modo in cui il capitalismo si adatta alle condizioni imposte dal blocco dello Stretto di Hormuz e dagli attacchi degli Houthi al traffico commerciale, facendone una fonte di profitti aggiuntivi, in cui chi ha accesso alle informazioni per primo può lucrare somme enormi, e rimodellando l’intero sistema di assicurazioni e noli delle grandi navi petroliere e portacontainer; il secondo analizza usi militari dell’IA, pervasività, impatto geopolitico e implicazioni etiche, anche a partire dal suo impiego nell’attuale conflitto con l’Iran.

Newsletter280426: Il partito di classe di Calenda

POLITICA In quest’ultimo anno Carlo Calenda si è distinto come uno tra i massimi sostenitori dell’impegno italiano nella guerra in Ucraina e del riarmo europeo. Se andiamo a spulciare tra gli sponsor del suo partito non è difficile capire perché. ANTIMILITARISMO L’8 maggio gli studenti tedeschi tornano in piazza contro il servizio militare obbligatorio e la guerra, ma stavolta qualcosa si muove anche in Italia.

Newsletter240426: Da Washington a Roma, il riarmo strategia globale

GUERRA&CAPITALE Il centro di comando del capitale finanziario americano ha scelto il riarmo come chiave dello sviluppo economico: produzione militare, IA, computer quantistici, farmaceutica, energia e infrastrutture – ci spiega Alessandro Siglioccolo – sono componenti di un’unica strategia che, aldilà delle intemperanze verbali di Trump – punta a unificare l’Occidente in funzione anticinese e relega la politica a intervenire a valle delle decisioni prese altrove. In Italia i progetti di riconversione militare dell’automotive, di “dual use” dei siti produttivi e non più solo dei prodotti, di approvvigionamento di materie prime strategiche (come i semiconduttori), di logistica militare e di potenziamento dell’insegnamento delle materie STEM – ce ne parlano Emiliano Gentili e Federico Giusti – rientrano dentro questa stessa evoluzione del quadro politico internazionale. Per capire gli eventi di questi giorni una newsletter dedicata a ciò che si muove sotto la superficie, sotto il chiacchiericcio della politica di cui la pseudo-informazione ci impesta ogni giorno.

Newsletter210426: UNGHERIA Operai cinesi come schiavi

LAVORO Chissà se i 4 mila operai cinesi impegnati nel cantiere per la costruzione della fabbrica di auto elettriche BYD in Ungheria e trattati come schiavi (lo denuncia un recente dossier di China Labor Watch) hanno festeggiato la cacciata di Orbàn, che ha spalancato al colosso cinese dell’auto elettrica le porte dell’Ungheria. Oggi il suo ex braccio destro, Peter Magyar, ha ringraziato Pechino “per aver riconosciuto la volontà del popolo ungherese”, ma ha parlato di reset degli investimenti cinesi nel suo paese. Intanto a Los Angeles il sindacato dei lavoratori del Sofi Stadium, in vista dei Mondiali di calcio, denuncia la FIFA e i gestori dell’impianto e minaccia di scioperare se gli agenti dell’ICE non verranno tenuti fuori dal loro luogo di lavoro e dall’evento sportivo.

Newsletter170426: Trump shock, driver colpiti dal caro benzina

LAVORO&GUERRA Tra le vittime (ignorate) dell’impennata dei prezzi dei carburanti ci sono i driver di Uber e più in generale delle piattaforme di ride-hailing, che come ‘lavoratori autonomi’ pagano di tasca loro il pieno di benzina ma non fissano loro il prezzo delle corse. Un resoconto tratto da Gig Economy Project. Nel secondo pezzo di questa newsletter Stefano Boero traccia un panorama delle condizioni di lavoro nel settore della ricerca in Liguria, sede dell’IIT, da cui spiccò il volo l’ex ministro e poi ad di Leonardo (ancora per poco si dice) Roberto Cingolani. Una regione che riassume in sé l’andamento del settore a livello nazionale: la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica non sono una priorità per il capitalismo italiano.

Newsletter140426: ROMICS Arruolare con un fumetto?

GUERRA&MILITARISMO A Romics, Fiera del Fumetto e del Videogioco svoltasi nel weekend a Roma, un ampio dispiegamento di arruolatori dell’Esercito per convincere giovani e giovanissimi che il servizio militare è come un videogioco. Oltre alle suggestioni un ampio ventaglio di argomenti: valori, opportunità di lavoro, emancipazione femminile e relazioni sociali. E sfoderano anche una graphic novel: Naja Comics. Gianni Alioti ci parla del sistema di combattimento aereo GCAP, per cui l’Italia spenderà decine miliardi di euro e il cui rifinanziamento è stato approvato in Commissione Difesa dalla maggioranza di centrodestra e da metà dell’opposizione.

Newsletter100426: IRAN Proletari sotto le bombe

GUERRA Nel conflitto sospeso da un fragile cessate il fuoco i lavoratori iraniani sono colpiti due volte: dalle bombe lanciate da Stati Uniti e Israele e dall’impatto economico della guerra. Due testimonianze tradotte dal sito slingerscollective: quella di un addetto alle pulizie e quella di un operaio di una fabbrica di componenti per auto. Non troppo lontano un’altra guerra che si trascina da anni ed è legata ai conflitti in Medio Oriente per la sua posizione geografica, ma è coperta da una coltre di omertà. Elena Rusca fa un resoconto della visita di una delegazione del Darfur alle Nazioni Unite a Ginevra e descrive un paese in fase di disintegrazione, un sanguinoso conflitto finanziato tra milizie armate da soggetti esterni come gli Emirati Arabi Uniti, l’illusione che la “comunità internazionale” possa fare qualcosa.

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