Newsletter051021: Da Berlino a Evergrande grandi manovre sulla casa

CASA&FINANZA Da Berlino a Shenzen la speculazione finanziaria sulla casa è protagonista. L’accordo tra due colossi immobiliari svedesi per la cessione di 28.000 appartamenti, 3.000 nella capitale tedesca, suggerisce che i grandi gruppi del settore non siano troppo preoccupati per l’esito del referendum berlinese del 26 settembre, che ha dato indicazione di espropriare chi possiede più di 3.000 appartamenti e tornare alla gestione pubblica. Intanto in Cina scoppia il caso Evergrande, il colosso immobiliare privato sovraindebitato, sintomo della bolla finanziaria e immobiliare che pesa sull’economia cinese e che Xi Jinping potrebbe sfruttare per imprimerle un parziale cambio di rotta e al contempo rafforzarsi politicamente. SALARIO MINIMO Bruno Manganaro, dirigente della CGIL genovese polemizza col governatore Toti, ma manda anche un segnale al sindacato: “Il salario minimo – è la sua tesi – non indebolisce ma rafforza la contrattazione collettiva”.

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Newsletter050719: da New York a Roma emergenza casa

SOCIETA’ Anche in Italia il fenomeno della cosiddetta ‘gentrificazione’, la trasformazione delle grandi metropoli e in particolare dei centri storici, in quartieri vetrina per lo shopping, gli uffici di rappresentanza e le zone residenziali per famiglie a reddito medio-alto, è ormai un fenomeno consolidato. Si tratta di un fenomeno diffuso nelle grandi economie di mercato occidentali, acuito dalla finanziarizzazione dell’economia, che ha insufflato la bolla immobiliare esplosa nel 2007-2008 negli USA colpendo l’intera economia mondiale. In quegli anni stuoli di ‘esperti’ ed economisti liberali pontificavano spiegando che l’unico modo per abbassare i prezzi delle case in un’economia di mercato è costruirne di nuove. Qui in Italia Roma è, insieme a Milano, uno degli esempi più eclatanti dello stesso fenomeno. Come ci spiega Angelo Fascetti, coordinatore nazionale di ASIA, l’organizzazione degli inquilini dell’Unione Sindacale di Base, la responsabilità pesa soprattutto su una politica che qui da sempre deve una buona dose del proprio potere all’eterno patto coi palazzinari romani. Il risultato è che il patrimonio abitativo pubblico nella Capitale è un quinto di quello degli altri grandi paesi europei e ora la Regione Lazio di Zingaretti e il Comune a guida Raggi stanno mettendo all’asta a prezzi di mercato quel poco che ne rimane.

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