Newsletter200421: La Cina riduce il gap degli armamenti

INTERNAZIONALE Nella crescente tensione internazionale tra potenze globali un fattore cruciale è il livello di sviluppo dell’industria militare cinese. Le cronache hanno dato ampio spazio al caso di Walter Biot, l’ufficiale italiano colto in flagrante mentre passava materiale riservato a un agente russo, mentre ha ignorato la condanna di un agente estone accusato di essere al servizio dei cinesi, che fino al 2020 era vicepresidente di un istituto di ricerca sottomarina della NATO con sede a La Spezia. L’episodio mostra che la modernizzazione tecnologica è uno dei fulcri sui cui Pechino sta puntando per ottenere la parità militare, ma anche che gli effetti della crescente tensione internazionale non risparmiano il nostro paese. LAVORO&COVID Le ultime tabelle pubblicate da Eurostat sull’impatto del covid sull’Europa indicano che nel 2020 la massa salariale in Italia è diminuita del 7,5%, quattro volte la media europea.

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Newsletter190321: Geopolitica dei vaccini

COVID&GEOPOLITICA Un lungo articolo pubblicato la scorsa settimana da Foreign Affairs analizza la “diplomazia dei vaccini” con cui Pechino sta cercando di ampliare la propria influenza nel mondo, a partire dai paesi coinvolti nel grande piano infrastrutturale della Via della Seta, e così facendo rischia anche di entrare in rotta di collisione con l’India, primo produttore di vaccini al mondo e protagonista ignorata della gara vaccinale. E’ significativo che una chiave di lettura (geo)politica sia stata adottata anche da alcune autorevoli voci del capitalismo italiano (ad esempio sul Corriere) per spiegare lo scontro in atto sul vaccino AstraZeneca. La conferma che sia effettivamente così richiede delle prove, che al momento nessuno sembra essere in grado di fornire, ma questi interventi rivelano un aspetto della questione assai sottovalutato: la competizione sui vaccini può diventare un fattore centrale negli assetti di potere globali e per gli USA costituisce una potenziale occasione di far pesare la sua residua supremazia in alcuni settori ad alta tecnologia.

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Newsletter260121: Cina, radiografia di una lotta operaia

LOTTE&STRATEGIA A due anni di distanza dal drammatico epilogo della lotta degli operai della Jasic di Shenzen e degli studenti marxisti, la cui repressione ebbe una certa risonanza anche all’estero e di cui ci siamo occupati, alcune testimonianze rivelano che essa fu il frutto di un decennio di militanza politica clandestina di alcune decine di militanti maoisti “infiltratisi” nelle fabbriche della regione del Delta del Fiume delle Perle. E’ una rivelazione che getta una luce sull’esistenza di una sinistra semiclandestina che cerca coi limitati mezzi a disposizione, grandi rischi e qualche contraddizione di organizzare i lavoratori cinesi, vittime di uno sfrenato sfruttamento da parte di aziende cinesi e occidentali, alla base dell’impetuoso sviluppo capitalistico di quel paese. Allo stesso tempo pone un interrogativo più generale sul possibile impatto del conflitto di classe sull’economia cinese, la stabilità politica del regime e i rapporti di forza globali.

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Newsletter271020: Sul covid anche Berlino litiga coi Laender

GERMANIA Anche nel paese indicato come modello nella lotta alla pandemia in Europa il conflitto tra l’autorità centrale dello Stato federale e i governi regionali complica la gestione della crisi sanitaria. Anche se qui c’è anche chi, ad esempio il governatore della Baviera, propone di trasferire competenze dalla periferia al centro invece del contrario. GRAN BRETAGNA Nelle aree più povere del paese il numero dei morti è più del doppio rispetto alle regioni più ricche. Lo denuncia Mark Serwotka, segretario generale di PCS, uno dei maggiori sindacati britannici, che attribuisce le responsabilità politiche di questa situazione a Boris Johnson, ma sottolinea anche l’assenza di un’opposizione energica da parte dei laburisti. CINA Sembrava che la Cina fosse ormai definitivamente al riparo e pronta ad approfittare della rapida uscita dalla crisi sanitaria per consolidare il proprio primato economico nel mondo, ma le notizie di un nuovo focolaio indicano che quanto meno il rischio di una ricaduta è presente. Qui poi i nuovi casi, ufficialmente tutti asintomatici, si sono registrati nello Xinjiang, regione agitata dalle tensioni tra Pechino e l’etnia uigura.

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Newsletter290920: Pechino pensa alla guerra?

POLITICA&GUERRA Un recente editoriale del tabloid del Partito Comunista Cinese Global Times, pubblicato 10 giorni prima che Xi Jinping tessesse le lodi del multilaterialismo all’ONU, esprime un concetto molto chiaro: la Cina deve prepararsi militarmente e spiritualmente a una guerra. L’articolo sembra riflettere il timore di Pechino che gli USA possano adottare contro la Cina una strategia indiretta: invece di un’iniziativa frontale, ad esempio contro le relazioni commerciali globali di Pechino, l’intervento di alleati americani nella regione sui molteplici focolai di tensione presenti all’interno o ai confini della Cina. Elena Rusca ci parla di uno di essi, lo Xinjiang, intervistando la figlia di un prigioniero politico uiguro e ricostruendo i contorni del problema. Red Mirror, il saggio di Simone Pieranni sull’uso che Pechino fa delle nuove tecnologie digitali per irrigidire il controllo sociale, fa luce su un altro versante di quel timore. La nostra recensione del libro.

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Newsletter040920: Lo ‘sporco lavoro’ del gruppo Carlyle

ECONOMIA&GEOPOLITICA Capitali. Capitali che viaggiano rapidamente da una parte all’altra del mondo – grazie alle moderne tecnologie digitali oggi basta un semplice clic – e condizionano le vite di piccoli territori come di interi paesi, ma soprattutto dei lavoratori e delle classi sociali più vulnerabili che li popolano. Potrebbe essere questo il filo conduttore di questa newsletter: dagli investimenti italiani del colosso finanziario Carlyle, che a fine luglio ha annunciato di voler delocalizzare la produzione di Betafence Italia in Polonia, cancellando 300 posti di lavoro nel teramano (ce ne occupiamo anche intervistando un rappresentante sindacale) agli investimenti delle grandi compagnie di Stato cinesi, usati per accaparrarsi materie prima ma anche, forse soprattutto, per condizionare classi dirigenti che ne traggono benefici certo superiori a chi governano (oggi parliamo in particolare dell’America Latina).

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Newsletter230620: Parigi, esplode scandalo dei tranvieri schedati

SINDACATO Lo scandalo che ha colpito RATP, la società pubblica del trasporto pubblico parigino, accusata di aver schedato illegalmente migliaia di dipendenti e di voler colpire gli iscritti al sindacato, si allarga. Il problema presto potrebbe riguardare anche i 5.000 tranvieri delle aziende di TPL toscane. RATP Dev infatti si è aggiudicata la gara per il trasporto pubblico regionale in quel territorio e nei prossimi mesi dovrebbe subentrare agli attuali gestori. GEOPOLITICA&LOTTE La seconda parte dell’intervista a due marxisti cinesi su Cina e Hong Kong (la prima è nella newsletter di venerdì scorso) affronta un tema decisivo: perché la popolazione della Cina continentale esprime un atteggiamento di diffidenza nei confronti del movimento per la democrazia nell’ex colonia.

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Newsletter190620: ONU indagherà USA sui diritti umani?

GEOPOLITICA I paesi africani e alcuni organismi ONU chiedono l’istituzione di una commissione d’inchiesta internazionale sulla violazione dei diritti umani negli USA. Le democrazie occidentali difendono l’alleato, ma la vicenda riflette un mutamento dei rapporti di forza in campo internazionale, che rende possibile ciò che fino a pochi anni fa sarebbe stato inconcepibile. Per Washington sarà più difficile accusare la Cina di reprimere con violenza i manifestanti a Hong Kong, come Trump ha fatto spesso in quest’ultimo anno. Su Hong Kong la prima parte di una lunga intervista a due marxisti cinesi sul significato interno e internazionale del movimento nell’ex colonia per la Cina continentale. Il Partito Comunista Cinese è alla ricerca di un nuovo modello di comando capitalistico di fronte alla crisi delle società liberali e su questo terreno gioca anche la sua partita per l’egemonia mondiale. Per questo la discussione all’ONU assume un carattere che va ben oltre il caso Floyd.

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Newsletter160620: Dietro Floyd la ‘giustizia americana’

SOCIETA’ Mentre proseguono in tutto il mondo le manifestazioni di protesta contro l’assassinio di George Floyd PuntoCritico apre una finestra su ciò che c’è dietro l’ininterrotta serie di episodi di brutalità poliziesca, che si confermano un fattore strutturale nel sistema della giustizia americano. I numeri del fenomeno dell’incarcerazione di massa negli USA secondo due recenti rapporti. SINDACATO Una cinquantina di lavoratori, delegati e dirigenti sindacali italiani scrivono a Union Members for #JusticeforGeorgeFloyd, esprimono solidarietà alla mobilitazione antirazzista negli USA e affermano che i lavoratori di tutto il mondo devono lottare insieme contro ogni forma di discriminazione. Il testo del documento e come firmare. GEOPOLITICA Si parla molto di Hong Kong, ma da maggio per Pechino c’è anche un altro fronte di tensione internazionale, pur meno noto: il confine tra India e Cina. Soldati cinesi hanno occupato una valle di importanza strategica nel Kashmir, ingannando l’intelligence indiana con una finta esercitazione vicino alla linea del confine.

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Newsletter050520: Cina, dietro il COVID un welfare in crisi

ECONOMIA POLITICA Un lungo saggio di un marxista cinese analizza l’evoluzione del sistema delle assicurazioni sociali in Cina e in particolare del sistema pensionistico nella ventennale  transizione verso la definitiva instaurazione di un’economia di mercato. E’ un testo estremamente interessante perché aiuta a cogliere le contraddizioni del sistema di assistenza sociale (sanità inclusa) che ha fatto da sfondo allo scoppio dell’epidemia di coronavirus a fine 2019. L’Hubei, la provincia di cui Wuhan è la capitale, viene citata come una delle provincie con un saldo previdenziale negativo. Ma  anche una risposta a chi si ostina a considerare la Cina un’organizzazione socio-economica di tipo non capitalistico. A questo proposito colpisce scoprire che il dibattito sulle pensioni in Cina veda imporsi, pur in un contesto differente, la stessa propaganda dei lavoratori anziani che pesano sulle spalle dei più giovani a cui siamo abituati in Europa. Uno sguardo sui meccanismi di funzionamento di una società la cui evoluzione condizionerà il mondo, ma di cui poco o nulla si conosce.

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