Newsletter290920: Pechino pensa alla guerra?

POLITICA&GUERRA Un recente editoriale del tabloid del Partito Comunista Cinese Global Times, pubblicato 10 giorni prima che Xi Jinping tessesse le lodi del multilaterialismo all’ONU, esprime un concetto molto chiaro: la Cina deve prepararsi militarmente e spiritualmente a una guerra. L’articolo sembra riflettere il timore di Pechino che gli USA possano adottare contro la Cina una strategia indiretta: invece di un’iniziativa frontale, ad esempio contro le relazioni commerciali globali di Pechino, l’intervento di alleati americani nella regione sui molteplici focolai di tensione presenti all’interno o ai confini della Cina. Elena Rusca ci parla di uno di essi, lo Xinjiang, intervistando la figlia di un prigioniero politico uiguro e ricostruendo i contorni del problema. Red Mirror, il saggio di Simone Pieranni sull’uso che Pechino fa delle nuove tecnologie digitali per irrigidire il controllo sociale, fa luce su un altro versante di quel timore. La nostra recensione del libro.

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Newsletter040920: Lo ‘sporco lavoro’ del gruppo Carlyle

ECONOMIA&GEOPOLITICA Capitali. Capitali che viaggiano rapidamente da una parte all’altra del mondo – grazie alle moderne tecnologie digitali oggi basta un semplice clic – e condizionano le vite di piccoli territori come di interi paesi, ma soprattutto dei lavoratori e delle classi sociali più vulnerabili che li popolano. Potrebbe essere questo il filo conduttore di questa newsletter: dagli investimenti italiani del colosso finanziario Carlyle, che a fine luglio ha annunciato di voler delocalizzare la produzione di Betafence Italia in Polonia, cancellando 300 posti di lavoro nel teramano (ce ne occupiamo anche intervistando un rappresentante sindacale) agli investimenti delle grandi compagnie di Stato cinesi, usati per accaparrarsi materie prima ma anche, forse soprattutto, per condizionare classi dirigenti che ne traggono benefici certo superiori a chi governano (oggi parliamo in particolare dell’America Latina).

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Newsletter230620: Parigi, esplode scandalo dei tranvieri schedati

SINDACATO Lo scandalo che ha colpito RATP, la società pubblica del trasporto pubblico parigino, accusata di aver schedato illegalmente migliaia di dipendenti e di voler colpire gli iscritti al sindacato, si allarga. Il problema presto potrebbe riguardare anche i 5.000 tranvieri delle aziende di TPL toscane. RATP Dev infatti si è aggiudicata la gara per il trasporto pubblico regionale in quel territorio e nei prossimi mesi dovrebbe subentrare agli attuali gestori. GEOPOLITICA&LOTTE La seconda parte dell’intervista a due marxisti cinesi su Cina e Hong Kong (la prima è nella newsletter di venerdì scorso) affronta un tema decisivo: perché la popolazione della Cina continentale esprime un atteggiamento di diffidenza nei confronti del movimento per la democrazia nell’ex colonia.

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Newsletter190620: ONU indagherà USA sui diritti umani?

GEOPOLITICA I paesi africani e alcuni organismi ONU chiedono l’istituzione di una commissione d’inchiesta internazionale sulla violazione dei diritti umani negli USA. Le democrazie occidentali difendono l’alleato, ma la vicenda riflette un mutamento dei rapporti di forza in campo internazionale, che rende possibile ciò che fino a pochi anni fa sarebbe stato inconcepibile. Per Washington sarà più difficile accusare la Cina di reprimere con violenza i manifestanti a Hong Kong, come Trump ha fatto spesso in quest’ultimo anno. Su Hong Kong la prima parte di una lunga intervista a due marxisti cinesi sul significato interno e internazionale del movimento nell’ex colonia per la Cina continentale. Il Partito Comunista Cinese è alla ricerca di un nuovo modello di comando capitalistico di fronte alla crisi delle società liberali e su questo terreno gioca anche la sua partita per l’egemonia mondiale. Per questo la discussione all’ONU assume un carattere che va ben oltre il caso Floyd.

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Newsletter160620: Dietro Floyd la ‘giustizia americana’

SOCIETA’ Mentre proseguono in tutto il mondo le manifestazioni di protesta contro l’assassinio di George Floyd PuntoCritico apre una finestra su ciò che c’è dietro l’ininterrotta serie di episodi di brutalità poliziesca, che si confermano un fattore strutturale nel sistema della giustizia americano. I numeri del fenomeno dell’incarcerazione di massa negli USA secondo due recenti rapporti. SINDACATO Una cinquantina di lavoratori, delegati e dirigenti sindacali italiani scrivono a Union Members for #JusticeforGeorgeFloyd, esprimono solidarietà alla mobilitazione antirazzista negli USA e affermano che i lavoratori di tutto il mondo devono lottare insieme contro ogni forma di discriminazione. Il testo del documento e come firmare. GEOPOLITICA Si parla molto di Hong Kong, ma da maggio per Pechino c’è anche un altro fronte di tensione internazionale, pur meno noto: il confine tra India e Cina. Soldati cinesi hanno occupato una valle di importanza strategica nel Kashmir, ingannando l’intelligence indiana con una finta esercitazione vicino alla linea del confine.

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Newsletter050520: Cina, dietro il COVID un welfare in crisi

ECONOMIA POLITICA Un lungo saggio di un marxista cinese analizza l’evoluzione del sistema delle assicurazioni sociali in Cina e in particolare del sistema pensionistico nella ventennale  transizione verso la definitiva instaurazione di un’economia di mercato. E’ un testo estremamente interessante perché aiuta a cogliere le contraddizioni del sistema di assistenza sociale (sanità inclusa) che ha fatto da sfondo allo scoppio dell’epidemia di coronavirus a fine 2019. L’Hubei, la provincia di cui Wuhan è la capitale, viene citata come una delle provincie con un saldo previdenziale negativo. Ma  anche una risposta a chi si ostina a considerare la Cina un’organizzazione socio-economica di tipo non capitalistico. A questo proposito colpisce scoprire che il dibattito sulle pensioni in Cina veda imporsi, pur in un contesto differente, la stessa propaganda dei lavoratori anziani che pesano sulle spalle dei più giovani a cui siamo abituati in Europa. Uno sguardo sui meccanismi di funzionamento di una società la cui evoluzione condizionerà il mondo, ma di cui poco o nulla si conosce.

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Newsletter130320: Da Taiwan all’Iran, lezioni del virus

POLITICA&VIRUS Oggi ci occupiamo dell’epidemia di COVID-19 da un punto di vista inedito. Perché, soprattutto quando ci troviamo dinanzi a fenomeni globali, per capire cosa succede a casa propria è utile guardare cosa succede fuori e come paesi diversi reagiscono alla stessa sollecitazione, in questo caso il virus. In questa newsletter ci concentriamo su due paesi molto diversi tra loro, Taiwan e l’Iran. La prima, che per la vicinanza con la Cina continentale si presumeva sarebbe stata uno dei paesi più colpiti, finora ha avuto una sola vittima e alcune decine di contagiati (una quindicina guariti). Lo deve a un piano di emergenza elaborato dopo l’epidemia di SARS nel 2003 e basato sulla ricerca dei potenziali contagiati tramite l’incrocio di big data e banche dati pubbliche e l’uso di nuove tecnologie geolocalizzazione e codici QR, senza chiudere i confini né istituire zone rosse. L’Iran al contrario ha seguito la strada intrapresa inizialmente dalla Cina continentale, quella di occultare la verità, salvo poi non essere in grado di emulare la terapia d’urto praticata da Pechino in un secondo tempo. Oggi l’epidemia sta diventando un catalizzatore delle esplosive contraddizioni interne al paese e allo stesso regime.

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Newsletter140220: Cina, i lavoratori contro il virus

LAVORO Se informazione e politica stanno dando grande spazio alle conseguenze economiche della crisi sanitaria in Cina, nessuno accende i riflettori su chi ha a che fare direttamente col coronavirus. China Labour Bulletin ha pubblicato alcune interessanti corrispondenze che, al contrario, fanno luce sulla situazione dei lavoratori cinesi impegnati in prima fila, a rischio della vita, nella lotta per arginare l’epidemia e al contempo garantire il funzionamento dei servizi e dell’economia. Sfruttati cinicamente anche nell’emergenza e abbandonati dalle autorità. CINEMA&POLITICA Il trionfo di Parasites, il film del regista Bong Joon-ho sulle stridenti contraddizioni di classe nella Corea del sud, è l’occasione per riflettere sulla situazione politica americana in vista delle presidenziali di novembre. Hollywood è sempre stata una cartina di tornasole degli umori che si respirano nel paese e, in particolare, nell’entourage democratico. Siamo di fronte a una svolta ‘socialista’ dello star system o al preoccupato attendismo di un settore rilevante del capitalismo americano che comunque dovrà fare i conti col prossimo inquilino della Casa Bianca?

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Newsletter310120: Pechino e Wall Street in ansia per il PIL

ECONOMIA La provincia di Wuhan da sola rappresenta il 4% del PIL cinese e questo preoccupa Xi Jinping quanto i mercati finanziari. Ma per il governo di Pechino, il cui potere poggia in larga misura sul mito dell’invincibilità della burocrazia comunista, tenere sotto controllo l’epidemia di coronavirus esplosa a dicembre assume anche un significato eminentemente politico. AMBIENTE Un ricercatore e attivista ecosocialista americano di recente ha pubblicato un articolo in cui sostiene, dati alla mano, che il nucleare sarebbe la fonte energetica più conveniente a cui affidarsi per risolvere la crisi climatica che affligge il pianeta. CINEMA Jojo Rabbit: raccontare il nazismo con ironia e usando lo sguardo ingenuo e sognante di un bambino può essere un’arma più graffiante di tanto antifascismo da parata. La nostra recensione.

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Newsletter060919: Financial Times: ‘L’UE aiuti il Conte 2’

ITALIA Dopo l’endorsement di Trump a ‘Giuseppi’ al Conte 2 arriva un riconoscimento internazionale da due tra le più autorevoli voci del capitalismo globale. Il Financial Times chiede all’UE di concedere al nuovo governo italiano uno spazio di manovra finanziario pur di negare uno spazio di manovra sociale all’opposizione di Salvini. Christine Lagarde (in trasloco dal FMI alla BCE) apprezza preventivamente la nomina all’Economia di Roberto Gualtieri, PD, già uomo di punta di Bruxelles su dossier come Fiscal Compact e MES. CINA Il governo di Hong Kong annuncia il ritiro definitivo della legge antiestradizione, ma il futuro dell’ex colonia è ancora incerto. E’ una partita a tre strategicamente complessa tra Pechino, Hong Kong, sottomessa ma con un punto di vista in qualche misura autonomo, e  l’opposizione (dalle diverse anime). Xi Jinping non può ricorrere a un repressione modello Tienanmen, ma neppure lasciar passare l’idea che la mobilitazione di piazza possa piegare Pechino. PuntoCritico fa un’incursione nel dibattito internazionale sul tema.

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