Newsletter100126: Xi epura i vertici delle forze armate. Perché?

CINA Mentre il mondo occidentale si prepara a un conflitto di lunga data con l’imperialismo cinese in ascesa, anche la Cina compie una lunga serie di atti propedeutici al momento in cui deciderà di adottare un approccio più diretto rispetto ai suoi grandi competitor internazionali. Xi Jinping epura i vertici dell’Esercito Popolare di Liberazione e avoca a sé un controllo sempre più esclusivo sulle forze armate cinesi. In questa newsletter: 1) una lunga disamina del possibile significato e delle conseguenze del colpo di mano, che avviene in un momento delicato per il colosso cinese, sia sul piano internazionale che su quello interno; 2) un’analisi della strategia di Pechino nel settore dell’IA (di interesse cruciale anche dal punto di vista militare): l’intervento dello Stato centrale si combina con quello dei governi locali e delle aziende private.

Newsletter130126: Venezuela, il ‘non regime change’ di Trump

POLITICA Il 2026 inizia con una rapida accelerazione degli eventi che accresce il caos delle relazioni internazionali. In questa newsletter ci concentriamo sul Venezuela con alcune osservazioni emerse nella riunione di redazione di PuntoCritico, una dettagliata analisi tecnico-militare del raid del 3 gennaio proveniente da ambienti militari cubani e un articolo di Romeo Orlandi, sinologo e vicepresidente di Osservatorio Asia, che esce oggi su Officina Primo Maggio e PuntoCritico. SOCIETÀ Massimiliano Cacciotti sull’altro episodio che ha fatto discutere in questo primo scorcio dell’anno, la strage di Crans-Montana, ed evoca tragedie passate.

Newsletter211125: Da Shenzen a Parigi, sfruttamento via app

LAVORO Nella terza parte del rapporto su lavoro e lotte sindacali in Cina il rapido deteriorarsi delle condizione di lavoro nella gig economy (quasi 85 milioni di addetti, il 21% della forza-lavoro) dal food delivery ai servizi di trasporto passeggeri tipo Uber, dai corrieri alle miniserie televisive. Le nuove regole introdotte dal governo colpiscono più i lavoratori che le aziende. CINEMA Anche in Italia arriva su piattaforma ‘Storia di Souleymani’. Presentato l’anno scorso a Cannes il film racconta la vita di un migrante sans papiers che lavora come fattorino a Parigi prendendo in affitto un account su una piattaforma di food delivery e versando circa il 50% dei suoi guadagni a un caporale digitale.

Newsletter171025: Brasile-Cina: soia, Tiktok e pannelli solari…

GEOPOLITICA Caterina Maggi intervista Igor Patrick, columnist brasiliano del Folha de Sao Paolo ed esperto di relazioni Asia-Brasile, sui rapporti tra Brasile e Cina. Rapporti guidati essenzialmente da interessi materiali, in cui destra e sinistra c’entrano poco e a cui anche settori sociali bolsonaristi guardano con attenzione. SINDACATO Il leader dei lavoratori dell’auto americani Shawn Fain dà alcune anticipazioni sulle strategie future del sindacato: un programma politico indipendente dei lavoratori centrato su salario, orari più brevi, sanità e pensioni e la proposta di coordinare le scadenze contrattuali per arrivare a un grande sciopero intercategoriale alla vigilia delle prossime presidenziali.

Newsletter300925: Lula, tra l’Amazzonia e la Cina

AMBIENTE Mentre si prepara a ospitare la Cop30 nel cuore dell’Amazzonia il Brasile di Lula è attraversato dalla contraddizione tra programmi green e una partnership economica con la Cina che impone di sacrificarli. Di ritorno dal Brasile Caterina Maggi descrive trattative in corso, potenziali terreni di collaborazione e ricadute ambientali ed economiche. CISGIORDANIA Elena Rusca riassume un recente rapporto ONU sul ruolo delle corporation americane ed europee nella colonizzazione israeliana della Cisgiordania, che va avanti a ritmo incalzante approfittando del fatto che i riflettori della stampa internazionale si concentrano su Gaza.

Newsletter090925: FRANCIA I nuovi gilet gialli?

POLITICA In Francia li chiamano già i nuovi gilet gialli. Il movimento Bloquons tout, figlio dei 44 miliardi di euro di tagli alla spesa pubblica decisi da Bayrou a luglio, che ne hanno segnato il destino, è diventato oggetto di contesa e imbarazzo nella sinistra francese. LAVORO In un rapporto sulle lotte sindacali in Cina, pubblicato ogni anno da un gruppo di militanti anonimi e tradotto in inglese dal blog marxista Chuang gli autori scrivono che per la classe operaia cinese il 2024 non sarebbe potuto andar peggio: la crisi colpisce auto tradizionale ed elettrica, costruzioni, media, finanza e settore pubblico. Il primo capitolo del dossier.

Newsletter110725: La lotta di classe in Cina, la stretta di Xi, sfide e opportunità

LAVORO&LOTTE Una lunga intervista a Manfred Elstrom, docente alla British Columbia University, attento analista delle lotte operaie in Cina, a cui ha dedicato un saggio, delinea sfide e opportunità per i lavoratori e il sindacalismo indipendente nel paese che ormai è una locomotiva dello sviluppo capitalistico globale e una potenza politico-militare in ascesa. Tra gli aspetti affrontati le differenze geografiche e anagrafiche della classe operaia cinese, le principali lotte nei primi vent’anni del secolo, il Covid e la stretta di Xi Jinping, infine la ripresa, a dire il vero un po’ in sordina, degli scioperi. Anche la lotta di classe è un fenomeno globale, con un epicentro sulla fascia costiera che da Pechino corre a Shenzen.

Newsletter100625: Shein, dalla Cina con furore

ECONOMIA&LAVORO La guerra commerciale tra USA e Cina passa anche attraverso l’e-commerce. Il colosso cinese del fast fashion Shein, entrato alla chetichella nei mercati internazionali, ormai insidia Amazon, grazie un catalogo in cui accanto agli abiti figurano anche articoli per la casa, elettronica di consumo ecc., ma a prezzi fino a 4-5 volte più bassi. Un successo basato su un abile utilizzo della tecnologia per accelerare il ciclo produttivo, ma anche sullo sfruttamento massiccio dei lavoratori migranti impiegati nei 4.000 laboratori di Guangzhou: cottimo, turni fino a 17-18 ore al giorno, un solo riposo al mese, condizioni di sicurezza precarie.

Newsletter230525: Berlino va alla guerra, i tedeschi meno…

GUERRA Il nuovo governo tedesco annuncia spese militari al 5% del PIL e una nuova leva volontaria che renderà la Bundeswehr “l’esercito più forte d’Europa”. Ma i giovani tedeschi non sembrano inclini ad arruolarsi, molte reclute abbandonano e sale la protesta contro il proselitismo nelle scuole. GUERRA COMMERCIALE Si combatte anche a colpi di dazi e qui le vittime sono coloro che non possono scaricare le perdite su chi è più debole. Un pezzo di CLB sui lavoratori cinesi dell’abbigliamento evoca la responsabilità delle imprese, ma è un appello destinato a cadere nel vuoto.

Newsletter250325: Ventotene, mito e realtà

POLITICA Che cosa c’è scritto nel Manifesto di Ventotene che tutti citano perlopiù senza averlo letto, a partire dalla Meloni. Che modello sociale ci è indicato e in che modo ciò condiziona il senso della formula “Stati Uniti d’Europa”? ECONOMIA Qualche settimana fa pubblicavamo un articolo dell’economista marxista Michael Roberts, che enfatizzava la potenza dell’economia cinese. Oggi Alessandro Siglioccolo ne analizza, invece, sempre in termini marxisti, contraddizioni e vulnerabilità.

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