INTERNAZIONALE Un aggiornamento di Elena Rusca sulla guerra in Sudan, una catastrofe umanitaria non meno barbara e devastante di quella che avviene a Gaza, ma di cui nessuno parla. Gli Stati non si muovono e questo non deve stupirci. Ma possibile che anche la sinistra, il movimento pacifista e quello per i diritti umani non dicano una parola e soprattutto non si mobilitino? Non molto distante dal Sudan, in Congo, Eni e Lukoil, una delle principali compagnie petrolifere russe, fanno affari in società estraendo e commercializzando GNL. PuntoCritico è stata la prima testata italiana a denunciare il silenzio ipocrita dei media su questa collaborazione col “nemico”, in nome della sicurezza energetica dell’Italia, proprio mentre in Africa se ne celebrava l’avvio. Alessandro Siglioccolo analizza l’impatto di queste politiche energetiche sia sui proletari del Congo sia su quelli italiani. La loro sicurezza non ne esce in alcun modo rafforzata. Cresce al contrario la sicurezza degli azionisti di Eni e Lukoil che faranno soldi a palate.
guerra
Newsletter230626: AAA Carne da cannone cercasi
CARNE DA CANNONE I dati diffusi dalla polizia ucraina ad aprile ci dicono che gli attacchi alle squadre di reclutatori che battono le strade del paese a caccia di disertori in un anno un anno sono triplicati. Bloomberg documenta come la ‘resistenza ucraina’ sia sempre più una ‘resistenza coatta’ di soldati inviati al fronte con la forza. Ma anche sul versante russo, come racconta un reportage di Deutsche Welle, i lauti compensi pagati ai soldati per andare a morire in Ucraina sono sempre meno efficaci e per evitare una nuova ondata di arruolamenti coatti la Russia ricorre addirittura ad agenzie che reclutano lavoratori in Africa, perlopiù come guardie private, ma, una volta a destinazione, li costringono a firmare contratti militari, li inviano al fronte e li usano nelle missioni più disperate. Del resto anche gli ucraini per Bloomberg prevedono di ricorrere a combattenti stranieri e prima o poi anche i paesi europei potrebbero farci un pensierino.
Newsletter160626: ROMANIA “Ai proletari il riarmo non piace”
PROLETARI&GUERRA Dagli opposti versanti del fronte in Europa orientale due testimonianze sulla guerra: PuntoCritico intervista Rares, giovane lavoratore e attivista rumeno, sull’impatto sociale dei droni caduti a Galati e a Costanza e su come politica e media, lavoratori e sindacato guardano alla guerra e al massiccio riarmo in atto nel paese grazie ai prestiti di Bruxelles. Sul sito della Rosa Luxemburg Stiftung Azamat Ismailov, giornalista ed esule russo, analizza l’atteggiamento dei sindacati russi verso la guerra e la crescente repressione del dissenso e delle più o meno sotterranee forme di resistenza dei lavoratori al regime di Putin.
Newsletter120626: MONDIALI Il capitalismo italiano alla finestra
CALCIO&CAPITALISMO La crisi del capitalismo italiano si riflette anche nel calcio. Antongiulio Mannoni analizza i limiti strutturali dello sport più amato dagli italiani, che, oltre a smuovere passioni e tifo, mobilita anche miliardi di euro. GUERRA&CINEMA Un mese fa il quotidiano britannico The Guardian rivelava che sono in corso incontri tra funzionari NATO e produttori, sceneggiatori e registi per arruolare il cinema americano ed europeo. In Italia RAI Cinema annuncia il film che celebra gli agenti segreti italiani in azione a Gaza, mentre Crosetto lancia la Netflix dei militari.
Newsletter220526: La guerra vista dal lavoro, dall’Ucraina al Medio Oriente
GUERRA&LAVORO La geopolitica stabilisce il perimetro dei conflitti, il lavoro ne paga la durata, scrive Alessandro Siglioccolo, nelle sue riflessioni sull’impatto della guerra russo-ucraina sui lavoratori dei due paesi. Vale anche per il Medio Oriente, come testimonia un reportage della BBC sui lavoratori migranti nei paesi del Golfo, schiacciati tra la paura di morire e la necessità di continuare a lavorare per inviare le proprie rimesse alle famiglie nei paesi d’origine. E come ribadisce con forza la nota diffusa mercoledì dallo storico sindacato dei tranvieri di Tehran, dopo un lungo silenzio dovuto al blocco di internet da parte delle autorità iraniane. La liberazione dei lavoratori di quel paese – scrivono – verrà dalla loro capacità di lottare, non certo dall’intervento militare dell’imperialismo.
Newsletter280426: Il partito di classe di Calenda
POLITICA In quest’ultimo anno Carlo Calenda si è distinto come uno tra i massimi sostenitori dell’impegno italiano nella guerra in Ucraina e del riarmo europeo. Se andiamo a spulciare tra gli sponsor del suo partito non è difficile capire perché. ANTIMILITARISMO L’8 maggio gli studenti tedeschi tornano in piazza contro il servizio militare obbligatorio e la guerra, ma stavolta qualcosa si muove anche in Italia.
Newsletter170426: Trump shock, driver colpiti dal caro benzina
LAVORO&GUERRA Tra le vittime (ignorate) dell’impennata dei prezzi dei carburanti ci sono i driver di Uber e più in generale delle piattaforme di ride-hailing, che come ‘lavoratori autonomi’ pagano di tasca loro il pieno di benzina ma non fissano loro il prezzo delle corse. Un resoconto tratto da Gig Economy Project. Nel secondo pezzo di questa newsletter Stefano Boero traccia un panorama delle condizioni di lavoro nel settore della ricerca in Liguria, sede dell’IIT, da cui spiccò il volo l’ex ministro e poi ad di Leonardo (ancora per poco si dice) Roberto Cingolani. Una regione che riassume in sé l’andamento del settore a livello nazionale: la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica non sono una priorità per il capitalismo italiano.
Newsletter100426: IRAN Proletari sotto le bombe
GUERRA Nel conflitto sospeso da un fragile cessate il fuoco i lavoratori iraniani sono colpiti due volte: dalle bombe lanciate da Stati Uniti e Israele e dall’impatto economico della guerra. Due testimonianze tradotte dal sito slingerscollective: quella di un addetto alle pulizie e quella di un operaio di una fabbrica di componenti per auto. Non troppo lontano un’altra guerra che si trascina da anni ed è legata ai conflitti in Medio Oriente per la sua posizione geografica, ma è coperta da una coltre di omertà. Elena Rusca fa un resoconto della visita di una delegazione del Darfur alle Nazioni Unite a Ginevra e descrive un paese in fase di disintegrazione, un sanguinoso conflitto finanziato tra milizie armate da soggetti esterni come gli Emirati Arabi Uniti, l’illusione che la “comunità internazionale” possa fare qualcosa.
Newsletter310326: SPAGNA Lo sciopero decentrato piega Amazon
LOTTE Dalla Spagna una corrispondenza di Labor Notes: la cronaca di una lotta operaia e una riflessione su come i lavoratori organizzati possono piegare un colosso come Amazon adottando una tattica basata su scioperi intermittenti senza preavviso decisi da singoli gruppi di lavoratori nei reparti senza una pianificazione centralizzata. LETTURE ‘Imperialismo digitale’ di Dario Guarascio è una documentata ricostruzione del ruolo giocato dal ‘complesso militar digitale’ nell’attuale fase di tensioni geopolitiche e conflitti militari. E allo stesso tempo un’analisi dialettica del rapporto tra Stati e grandi monopoli privati nell’era di internet e dell’IA.
Newsletter270326: Referendum, hanno vinto (soltanto) i giudici
POLITICA Alcune riflessioni sul voto: il governo ha perso; l’opposizione ha guadagnato una boccata d’ossigeno; i veri vincitori sono i giudici, che si vedono confermato il ruolo politico di moralizzatori delle aule che la destra vuole negare loro e la sinistra finge di non vedere. CASA Soverchiata dagli ultimi clamori della campagna referendaria è passata inosservata la notizia che il governo ha bloccato un miliardo di euro destinati alla manutenzione delle case popolari “a causa della guerra con l’Iran”. Il Parlamento europeo intanto approva un rapporto sulle politiche abitative che continua a demandare la questione abitativa al mercato.