Newsletter240326: Resilienza dell’Iran e il rischio nucleare

GUERRA Mentre in Italia la “sinistra” era troppo concentrata sulla guerra tra politici e magistrati per accorgersene (sul referendum scriveremo nei prossimi giorni), il mondo si avvicinava a un conflitto nucleare come non mai dai tempi della Guerra Fredda. Perché la resilienza del sistema di difesa iraniano “a mosaico”, illustrata nel primo articolo di questa newsletter da un autore apocrifo ma ben documentato, pone il governo iraniano, spiega un ex corrispondente dell’Economist da Tehran, di fronte a un dilemma: “soccombere a un nemico che vuol smembrare l’Iran oppure vincere una guerra convenzionale e provocare un’escalation, che potrebbe assumere la forma di un attacco nucleare”.

Newsletter170326: Energia e imperialismo, una storia lunga oltre un secolo

GUERRA&CAPITALISMO La guerra evidenzia ancora una volta il ruolo geopolitico del gas e del petrolio, i loro effetti redistributivi, i mutamenti di fase nell’economia mondiale. Alessandro Siglioccolo ci spiega quanto incide l’energia sui rapporti tra e negli Stati. GUERRA&LAVORO I missili che si abbattono sul Medio Oriente colpiscono anche lavoratori spesso lasciati privi di protezioni perché la produzione deve andare avanti. Un’ampia ricostruzione di Francesco Barbetta delle condizioni in cui operano i lavoratori israeliani e i 240mila lavoratori stranieri in queste settimane di guerra. POLITICA Domenica a Roma sono scesi in piazza gli iraniani che dicono no alle dittature di oggi e di ieri e agli interventi militari esterni e rivendicano il diritto di abbattere da sé i propri oppressori. Il servizio di Rainews24.

Newsletter060226: Israele, come la guerra plasma la psicologia di massa

GUERRA&MILITARISMO In un’intervista al sito +972 la psicologa Dana Amir spiega in che modo e con quali effetti lo Stato di Israele utilizzi il perenne stato di guerra per plasmare psicologia e coscienza degli israeliani, neutralizzandone in larga parte la capacità di giudizio critico. In Germania la seconda giornata di sciopero degli studenti contro il servizio militare obbligatorio e la militarizzazione della scuola segna una nuova fase nella lotta. SOCIETÀ Mentre in Italia si discute ancora della “famiglia nel bosco” Elena Rusca fa alcune osservazioni sull’illusione di potersi autoisolare dal capitalismo e su come essa colpisca non solo singoli individui, ma in qualche misura, anche gruppi e organizzazioni della sinistra.

Newsletter030226: Ofer Cassif (Hadash): “Israele, rischio guerra civile”

MEDIO ORIENTE Politica dei due tempi, rischio di guerra civile e un appello a sostenere chi in Israele lotta contro genocidio e Occupazione: sono alcuni temi della nostra intervista a Ofer Cassif, deputato comunista di Hadash alla Knesset israeliana, reduce da una sospensione di quasi un anno dai lavori parlamentari per aver criticato la politica di Netanyahu. Tra le tante contraddizioni che attanagliano la società israeliana c’è anche la crescente violenza della criminalità organizzata ai danni delle comunità arabo-israeliane, un fenomeno che la polizia di Ben Gvir si guarda bene dal reprimere, usandola come un’arma “ibrida” con cui colpirle. Un articolo di Francesco Barbetta sulla manifestazione di sabato: a Sakhnin la società arabo-israeliana in piazza contro le gang criminali e l’inerzia del governo.

Newsletter230126: Ucraina e Israele, ondata di disertori e obiettori

POLITICA&GUERRA Mentre i paesi europei parlano di reintroduzione della leva, a Kiev il nuovo ministro della Difesa ammette che in Ucraina ci sono due milioni di disertori e 200mila ‘assenti ingiustificati’, in totale circa un quarto della popolazione maschile in età di obbligo militare. Una pesante smentita della retorica degli ucraini che ‘vogliono combattere l’invasore russo’, di cui si alimenta anche il dibattito politico italiano. Un dato che già lo scorso aprile, prima del cessate il fuoco a Gaza, trovava conferma anche in Israele, con un’ondata senza eguali da decenni di refusenik e di riservisti che non si presentano alla chiamata (per qualcuno addirittura il 40%-50%). E che conferma un trend storico: all’inizio di ogni guerra il sostegno per la soluzione armata può essere elevato anche tra i proletari, ma quando si sperimentano le conseguenze esso è destinato ad abbattersi drasticamente.

Newsletter041125: ISRAELE Tra guerra e lotta di classe, intervista a D. Filc (Standing Together)

MEDIO ORIENTE L’intervista di Francesco Barbetta a Daniel Filc, docente universitario, fondatore di Standing Together. organizzazione politica che in Israele raduna ebrei e arabi palestinesi che si battono per la pace e la fine dell’Occupazione, ma anche contro le politiche neoliberali e lo sfruttamento del lavoro: le contraddizioni del sistema politico e sindacale israeliano, i lavoratori e la guerra, il lavoro migrante e le politiche di privatizzazione e precarizzazione che avanzano. Due schede su Standing Together e sul sindacato multietnico Koach LaOvdim. Perché il conflitto interno è l’arma più efficace per fermare le aggressioni dell’ imperialismo israeliano ai popoli del Medio Oriente.

Newsletter020925: ISRAELE Le proteste di agosto e il sindacato

MEDIO ORIENTE Il mese di agosto ha visto una rapida ascesa della mobilitazione contro il governo Netanyahu in Israele: centinaia di migliaia, per alcuni milioni di persone, scese in piazza per chiedere non solo un cessate il fuoco non solo per la liberazione degli ostaggi, ma anche esponendo i ritratti dei bambini palestinesi uccisi dall’IDF. Un lungo articolo di Francesco Barbetta in due parti (oggi la prima) ricostruisce i fatti, il contesto e approfondisce in particolare il ruolo di Histadrut, la potente centrale sindacale israeliana, e della sinistra nella mobilitazione e mette in luce le contraddizioni interne di entrambe, radicate nella loro storia.

Newsletter270625: Come Leonardo occupa scuole e atenei

SCUOLA Con quali iniziative e quali strumenti Leonardo, la holding della Difesa italiana, occupa scuole e università, arruola giovani talenti e si mette in condizione di condizionare anche ricerca e insegnamento. POLITICA Investire sulle divisioni sociali interne allo Stato di Israele o sulla contrapposizione tra popoli, palestinese e israeliano? Qual è la strategia capace di metter fine a 70 anni di occupazione e apartheid? In un testo del 1974, scritto poco dopo un’azione simile a quella del 7 ottobre, una piccola organizzazione socialista israeliana, Matzpen, affronta questo tema.

Newsletter260625: Medio Oriente, proletari carne da cannone degli imperialismi

MEDIO ORIENTE Proletari iraniani, palestinesi e israeliani vittime delle bombe e della violenza brutale della guerra tra imperialismi: comunicati dei sindacati iraniani indipendenti e dei prigionieri di Evin a Tehran (dove sono detenuti i prigionieri politici); la deportazione a sud della popolazione di Gaza, attuata dal governo israeliano per svuotare la Striscia, facendo leva sulla fame e sulla “distrazione” a causa del conflitto con l’Iran; la carenza di rifugi antiaerei in Israele, soprattutto nelle città a maggioranza palestinese e negli edifici più vecchi abitati dalle fasce più povere della popolazione.

Newsletter200625: Se Meloni piange Schlein non ride

ITALIA Il governo Meloni comincia a mostrare la corda e sul ‘campo largo’ pesano profonde contraddizioni, prima tra tutte un’ambiguità di fondo sul tema della guerra. Un bilancio di Antongiulio Mannoni. MEDIO ORIENTE Un articolo su +972 Magazine spiega i retroscena del quotidiano massacro di palestinesi presso i punti di distribuzione degli aiuti a Rafah, controllati da una milizia jihadista legata all’ISIS e armata da Israele.

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