Newsletter071221: Geopolitica della transizione energetica

GEOPOLITICA&AMBIENTE Un lungo articolo su Foreign Affairs affronta uno dei tanti aspetti trascurati della transizione energetica: le sue conseguenze geopolitiche. L’abbandono dei combustibili fossili muterà i rapporti di forza spostando gli equilibri dagli attuali produttori di gas e di petrolio ai detentori di minerali strategici come litio e cobalto, ma questo processo non sarà lineare e potrebbe prevedere temporanei fenomeni in controtendenza. LAVORO Dopo Alitalia un altro episodi in cui un’azienda pubblica aggira le regole che lo Stato dovrebbe preservare. In questo caso si tratta delle regole nuove di zecca che il ministro Orlando sta introducendo nel campo dello smart working, ma che a Sogei, l’azienda dell’informatica di Stato, non piacciono.

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Newsletter121121: Auto elettrica, ma non col litio europeo

AMBIENTE Mentre alcuni ambientalisti chiedono ai capi di Stato riuniti a Glasgow di accelerare sulla transizione energetica, altri ambientalisti in Germania, Spagna, Serbia e Portogallo contestano lo sfruttamento dei giacimenti del litio necessario per produrre le batterie necessarie a realizzarla. È la contraddizione di un ambientalismo secondo cui per salvare il pianeta basta cambiare il modo in cui produciamo l’energia, senza mettere in discussione l’economia di mercato. SINDACATO L’ondata di attivismo sindacale che attraversa gli USA colpisce anche Starbucks: da mercoledì per un mese i lavoratori di tre caffè di Buffalo votano  per il riconoscimento del sindacato.

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Newsletter160321: Che effetti avrà il Green New Deal italiano?

POLITICA L’Europa vara il Recovery Fund, di cui il 57% vincolato alla transizione energetica e alla digitalizzazione, mentre negli USA Biden conferma un pacchetto di misure da 2 miliardi di dollari per il Green New Deal. Greta e i giovani di Fridays for Future hanno convinto governi e organismi sovranazionali che bisogna cambiare strada o è semplicemente la ricetta per rilanciare la redditività degli investimenti e ristrutturare i rapporti di forza nei mercati globali? E in Italia che conseguenze avrà sull’economia e sulla struttura sociale, a partire dal mondo del lavoro? E’ una domanda che sinistra e sindacato dovrebbero porsi, perché è la risposta a questa domanda che delimiterà il campo e le regole del gioco politico di qui ai prossimi 15-20 anni. E perché i dati mostrano quanto siano intrecciate questione ambientale e sociale: secondo un recente studio pubblicato negli USA un miliardario produce circa 1.300 volte la quantità di CO2 di un americano medio.

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