Newsletter030420: Svizzera ‘Non usate il covid contro i lavoratori’

LAVORO Anche nella puntigliosa Confederazione Elvetica la maggior parte dei lavoratori, anche quelli impiegati nei servizi non essenziali, continua a lavorare e a vedere le misure di sicurezza previste dal governo inattuate dalle proprie aziende. Lo denuncia UNIA, il maggiore sindacato svizzero. Le organizzazioni datoriali, anzi, approfittano della crisi per mettere in discussione leggi e norme contrattuali. ECONOMIA Un saggio di due ricercatori londinesi ipotizza che l’impatto del COVID-19 sull’economia americana potrebbe far esplodere una nuova bolla, legata al debito delle imprese, in particolare quelle di medie e piccole dimensioni, accelerando il processo di concentrazione di capitale già in atto. Le conseguenze potrebbero essere pesantemente negative, perché – come dimostrano i dati – le grandi società non finanziarie quotate in Borsa negli USA sono quelle che da decenni investono di meno prediligendo la distribuzione dei dividendi agli azionisti.

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Newsletter310320: Sorvegliati digitali come in Israele?

POLITICA Il Governo ha istituito una task force che dovrà elaborare una strategia per la sorveglianza digitale antivirus, ha pubblicato un bando per le aziende in grado di fornire le tecnologie richieste e – secondo un sito di intelligence francese – i nostri 007 avrebbero incontrato i servizi segreti israeliani per chiedere loro assistenza tecnica. L’autorizzazione a spiare gli spostamenti degli italiani potrebbe essere concessa dal Parlamento nei prossimi giorni eppure nessuno ne parla: va bene a tutti il Grande Fratello? LAVORO Mentre molti addetti della web economy continuano a lavorare mettendo a rischio la salute c’è chi già pensa di cogliere l’occasione per cancellare quei pochi diritti che questi lavoratori sono riusciti a strappare in questi ultimi anni. Tra questi l’Istituto Bruno Leoni, roccaforte del liberalismo più cinico, che ha appena pubblicato un pamphlet con cinque proposte di riforma del settore. A Genova invece a metà marzo un folto gruppo di fattorini che consegnano pizze a domicilio ha deciso di smettere di lavorare senza protezioni adeguate, ha scritto una lettera alla stampa e alle autorità e ora riflette sulla possibilità di organizzarsi in modo permanente per dire no al lavoro nero, alla precarietà e all’assenza di diritti. Ne abbiamo intervistato uno.

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Newsletter200320: ‘Cura Italia’: le misure sul lavoro

LAVORO&VIRUS Il decreto ‘Cura Italia’ garantisce ammortizzatori ai lavoratori che rimangono a casa, ma a chi è rimasto in servizio nel suo posto di lavoro riserva la pacca sulla spalla del ‘premio’ da 100 euro. Le famose 20.000 assunzioni nella sanità sono a tempo, insomma vieni a lavorare in condizioni infernali rischiando il contagio e tra 6 mesi te ne torni a casa. Nella newsletter di oggi una sintesi e un commento delle principali misure del decreto che riguardano il lavoro dipendente. I lavoratori della sanità dei maggiori paesi europei sono incensati e mandati allo sbaraglio a combattere un’epidemia senza avere i mezzi. In GRAN BRETAGNA, come racconta un articolo di The Tribune c’è chi è costretto a comprarsi guanti e mascherine, mentre in GERMANIA, come riportava ieri Die Junge Welt, ci sono associazioni datoriali che, in vista del diffondersi dell’epidemia, disdettano un accordo collettivo appena siglato coi sindacati dei medici per risparmiare su straordinari e turni di reperibilità. E’ il liberalismo sanitario.

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Newsletter210220: In Cile ENEL è meno green

AMBIENTE Non c’è spot pubblicitario in cui le aziende non facciano a gara nel mostrarsi più attente all’ambiente e sensibili al problema del clima. Fulminate da Greta Thunberg sulla via di Damasco o impegnate in una nuova strategia di marketing? ‘Solo energia da fonti rinnovabili’ recitano, ad esempio, gli spot di ENEL. La storia della centrale di Coronel in Cile mostra come la sensibilità della multinazionale italiana in realtà si fermi superati i confini europei. LOTTE La mobilitazione dei sindacati francesi contro la riforma delle pensioni di Macron va avanti, ma comincia a mostrare qualche segnale di stanchezza da parte dei sindacati. Riflessioni e cronache da una Francia in cui entrambe la parti si giocano il tutto per tutto, forse, paradossalmente, spinte alla prova di forza proprio da una debolezza di fondo.

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Newsletter170120: Francia, la mossa tattica di Macron

POLITICA La notizia del ritiro temporaneo dell’età di equilibrio per la pensione dal progetto di riforma che ha scatenato la reazione dei sindacati francesi in Italia è stata accolta con eccessivo entusiasmo. Qualcuno vi ha visto una sconfitta del Governo e di Macron. In realtà è troppo presto per dirlo. La mossa di Edouard Philippe è tattica e mira chiaramente a dividere il fronte sindacale, obiettivo in qualche misura conseguito. E’ nelle prossime settimane che si giocano le sorti di questa mobilitazione. LAVORO Quello dei contratti-pirata è un fenomeno poco noto, ma il cui impatto sul mondo del lavoro si sta facendo rapidamente significativo. Si parla di 2 milioni di lavoratori coinvolti e 3 miliardi sottratti allo Stato ogni anno. Dalla Toscana arriva una sentenza della magistratura che potrebbe porvi un argine, almeno per quando riguarda il settore della cooperazione. Maurizio Magi, della Filcams CGIL fiorentina, ci spiega il caso dell’hotel Minerva, dove una decina di lavoratori in appalto ha impugnato l’imposizione di un contratto farlocco e si è vista riconoscere l’applicazione di quello firmato da sindacati e associazioni di categoria maggiormente rappresentativi.

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Newsletter061219: Francia, scontro sulle pensioni

LOTTE Da ieri i lavoratori francesi e le loro organizzazioni sindacali sfidano Emmanuel Macron e il governo francese con un ampio ventaglio di agitazioni che potrebbe prolungarsi a tempo indeterminato. Al centro dello scontro, i cui risvolti per certi versi travalicano i confini nazionali, c’è, come nel 1995, soprattutto la riforma delle pensioni. Di che cosa si tratta? Quali sono i settori interessati e i primi risultati dello sciopero? MERCATO Un’interessante analisi di un ricercatore africano avanza l’idea che gli enormi campi profughi del Kenya siano stati trasformati in enormi laboratori per la sperimentazione di un nuovo ambito di applicazione delle politiche neoliberali: il capitale privato può vendere servizi finanziari e concedere mutui a centinaia di migliaia di rifugiati somali approfittando dei tagli agli aiuti internazionali. Tra i protagonisti: Mastercard, Western Union, alcune ONG e perfino l’UNHCR.

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Newsletter261119: fusione FCA-PSA, la posta in gioco

ECONOMIA La fusione FCA-PSA va avanti nel disinteresse del Governo (visto quel che sta combinando la politica in ILVA forse dovremmo tirare un sospiro di sollievo?). Si tratta di un’operazione industriale che, come per l’acciaio, si inquadra in una fase di rapida evoluzione dell’industria mondiale, con un impatto rilevante anche sull’economia italiana. SINDACATO Oltreoceano GM ha reagito alla fusione FCA-PSA accusando l’ex ad di FCA Marchionne di aver corrotto il sindacato per influire sulle strategie del gruppo di Detroit. Si tratta di un singolo episodio in una vicenda di corruzione su cui da tempo indagano i giudici americani e che la settimana scorsa ha portato il presidente del sindacato United Auto Workers (UAW) a dimettersi. In carcere già alcuni funzionari sindacali e dirigenti di Fiat-Chrysler. TRASPORTI L’ultima edizione del rapporto annuo del Centro Studi di Mediobanca sui servizi pubblici nelle 10 maggiori città italiane smentisce il mito dell’efficienza della gestione privata. Firenze, dove il trasporto pubblico è stato interamente privatizzato, si rivela una delle città con le peggiori performance.

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Newsletter041019: Roma, Raggi allo scontro coi lavoratori

LAVORO&POLITICA: lo sfondamento di un picchetto dei lavoratori di una piccola azienda partecipata del Comune di Roma da parte della polizia, per permettere a un emissario della sindaca Raggi di comunicare la sua messa in liquidazione e i 50 licenziamenti che ne conseguono, ha fatto traboccare il vaso di una situazione carica di tensioni. Il 25 ottobre ci sarà lo sciopero di tutte le aziende partecipate. Ci siamo già occupati diffusamente di AMA e di ATAC. Oggi parliamo con un dipendente di Roma Metropolitane e con un delegato sindacale di Farmacap. IDEOLOGIA Qualche giorno fa ha sollevato un certo scalpore la notizia dell’approvazione della risoluzione del Parlamento Europeo ‘contro i totalitarismi’. Più che l’equiparazione tra comunismo e nazismo colpisce il tentativo di dettare una storiografia ufficiale di Bruxelles a supporto di un’identità comune che molti degli stessi paesi-membri contestano. ESTERI Il voto in Austria segna una sola certezza, cioè la sconfitta della destra ‘sovranista’. Per il resto tutto è possibile, incluso un ritorno della stessa destra ‘sovranista’ al governo. Paradossi dell’era ‘postideologica’…

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Newsletter160719: Lotte di fazione tra europeisti

POLITICA Alla vigilia del voto, tutto tranne che scontato, per l’elezione del presidente della Commissione Europea, l’autorevole sito Politico.eu pubblica un lungo articolo sullo scandalo delle consulenze facili al ministero della difesa tedesco guidato dalla candidata alla presidenza Ursula von der Leyen. Un sintomo delle divisioni latenti all’interno del fronte europeista, con la fazione più conservatrice pronta a trattare col satana ‘populista’ pur di assicurarsi i ruoli chiave a Bruxelles. LAVORO&SINDACATO Ieri il CdA di Ferrovie dello Stato ha ‘scelto come partner’ Atlantia e Delta Airlines, che insieme al MEF guideranno Alitalia nei prossimi anni. In questo modo FS potrebbe diventare il cuore di un intreccio di partecipazioni azionarie che controllerà trasporto ferroviario, aereo, strade e una parte del trasporto pubblico locale (e, se consideriamo Atlantia, anche autostrade e aeroporti). E’ il frutto di un’accorta strategia aziendale (e politica) messa in atto a partire dagli anni ’90, di cui lavoratori e passeggeri hanno pagato e pagano il prezzo più alto. Per evitare il peggio ora servirebbe una controstrategia, in particolare da parte del sindacato.

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Newsletter050419: Brexit, cosa dicono i sindacati?

EUROPA Theresa May strappa finalmente un risultato ottenendo per un solo voto un impegno della Camera dei Comuni a evitare un’uscita non concordata dall’UE. Era una delle richieste portate avanti dai sindacati e dalla stessa confindustria britannica. I sindacati, che tre anni fa, a differenza dei loro iscritti, avevano preso posizione contro la Brexit in modo compatto, oggi affrontano quella contraddizione adottando un atteggiamento pragmatico: proteggere posti di lavoro, retribuzioni e diritti dei lavoratori britannici e dei lavoratori europei che vivono nel Regno Unito. POLITICA Dopo la breve parentesi ministeriale e il tentativo abortito di intervenire positivamente nella crisi del PD, Fabrizio Barca ritorna in campo con un’iniziativa, ’15 proposte per la giustizia sociale’, che riflette la crisi delle classi dirigenti e delinea un interessante bilancio di 30 anni di politiche neoliberali. Un progetto che oscilla tra il disegno utopistico di un nuovo modello economico tracciato a tavolino e il tentativo neanche troppo nascosto di creare un nuovo movimento politico entro la fine naturale della legislatura. Ma con quali radici nella società? LOTTE Il primo aprile Berlino è rimasta paralizzata dallo sciopero dei 15.000 dipendenti del trasporto pubblico locale, impegnati in una trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nel Land in cui chiedono forti aumenti salariali e una riduzione significativa dell’orario di lavoro settimanale all’amministrazione rosso-verde che governa la capitale. Ancora un caso internazionale in cui la lotta per il salario occupa il centro della scena.

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