Newsletter041022: NORD STREAM Berlino isolata nella partita a scacchi del gas

GEOPOLITICA Se la Russia invade l’Ucraina allora non ci sarà più un Nord Stream 2. In che modo? In qualche modo faremo, ve lo assicuro”. Sono le parole pronunciate da Biden il 7 febbraio, in occasione della prima visita ufficiale del cancelliere tedesco Scholz a Washington. Parole che in molti hanno ricordato dopo il sabotaggio del gasdotto per opera (finora) di ignoti. Aldilà del cui prodest o della ricostruzione giornalistica finalizzata a individuare i colpevoli in questa newsletter cerchiamo di ricapitolare gli eventi, di ricostruire gli interessi in campo, il ruolo dei protagonisti, collettivi e individuali. Se ne ricava l’ennesima conferma che nel conflitto scoppiato il 24 febbraio il vero anello debole è l’Europa, di cui la Germania è la locomotiva economica, con una borghesia divisa al suo interno per ragioni politiche e interessi economici divergenti sulla partita dell’energia.

Newsletter031221: Trattato del Quirinale, Berlino preoccupata

EUROPA Gli italiani qualche giorno fa si sono svegliati apprendendo che il loro paese aveva concluso un trattato di collaborazione con la Francia che prevede addirittura la partecipazione di ministri italiani al consiglio dei ministri francese e viceversa. Che cos’è il Trattato del Quirinale, cosa pensano di ricavarne i due contraenti e qual è l’atteggiamento del terzo escluso, la Germania? SINDACATO Dopo dieci giorni di sciopero a oltranza, segnato dalla violenta repressione del governo di sinistra contro i lavoratori e il sindacato, i metalmeccanici di Cadice, in Spagna, sotterrano l’ascia di guerra, ma attorno all’accordo siglato da CC.OO. e UGT divampano le polemiche. (immagine Governo.it, licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

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Newsletter191121: La crisi dei profughi e il dilemma tedesco

IMMIGRAZIONE Sembrano lontani i tempi in cui l’Europa si commuoveva per i profughi afghani. Oggi, con migliaia di rifugiati, anche afghani, stretti tra soldati bielorussi e polacchi ai confini dell’UE, il cinico gioco dello scaricabarile è ripreso come nulla fosse. In Germania la destra chiede “rigore”, mentre verdi e socialdemocratici vorrebbero che la Merkel risolvesse loro il problema per evitare di doversene occupare loro. LAVORO L’ennesima commedia burocratica dell’assurdo: i 20 operatori dell’Istituto Statale Sordi di Roma, unica struttura pubblica che si occupa di sordità a 360 gradi,assunti ogni anno per 11 mesi con contratto di collaborazione, sono senza contributi dal 2019, senza stipendio da sei mesi, in un edificio fatiscente e senza riscaldamento (per morosità) perché… in 20 anni il governo italiano non è riuscito ad approvare un regolamento di riordino dell’ente.

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Newsletter191021: L’eredità turca di Angela

POLITICA In Germania è arrivata una prima intesa tra SPD, verdi e liberali per la creazione di una coalizione di governo “semaforo” (rossa, verde e gialla) e cominciano a circolare le prime indiscrezioni su alcuni punti del programma economico. Ma quale sarà la politica estera del nuovo governo tedesco? L’ultima visita ufficiale di Angela Merkel e un articolo pubblicato il giorno delle elezioni ci forniscono alcune indicazioni in proposito. SINDACATO Il Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste nei giorni scorsi è stato protagonista dello scontro sul green pass. Uno scontro che ha assunto tratti specifici legati alla peculiarità di una città caratterizzata dalla presenza di una solida tradizione autonomista e, anche per effetto di quest’ultima, dal protagonismo di un organismo di rappresentanza dei lavoratori dalla natura più politica che sindacale.

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Newsletter210921: Germania, voto e governo mai così incerti

POLITICA Un risultato elettorale quanto mai incerto per la Germania e per il suo futuro governo, il primo dell’era post Merkel. Un documento della Friedrich Ebert Stiftung ipotizza addirittura cinque possibili coalizioni. Il collante potrebbe essere la “transizione ecologica”. Ma in questo quadro gli equilibri nell’asse francotedesco in Europa potrebbero mutare. LAVORO Immagini e riflessioni dalla manifestazione dei lavoratori della GKN di sabato. Grande simpatia e solidarietà, ma l’azienda tira dritto e la politica non va oltre le parole. La sentenza della magistratura però potrebbe riaprire la partita.

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Newsletter100921: SALARIO MINIMO In Germania piace alla grande impresa

ECONOMIA Secondo un recente studio proveniente da Londra l’introduzione del salario minimo in Germania nel 2015 non solo non ha prodotto un innalzamento del tasso di disoccupazione, ma ha determinato una parziale riorganizzazione del sistema delle imprese, spingendo fuori mercato un certo numero di aziende di dimensioni ridotte e scarsa efficienza economica. Un’osservazione che spiega l’opposizione che il mondo economico e la politica in Italia hanno fatto all’assunzione di misure analoghe. SINISTRA Un viaggio nella sinistra afghana dalle origini fino alle difficili condizioni poste dall’occupazione: la seconda e ultima parte del saggio che abbiamo iniziato a pubblicare nell’ultima newsletter.

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Newsletter180621: Chi ha paura di Pedro Castillo?

POLITICA La notizia dell’elezione, pur contestata, di Pedro Castillo alla presidenza del Perù ha sollevato entusiasmi e speranze nelle fasce più povere della popolazione peruviana e nella sinistra internazionale. Perciò è singolare che nei giorni scorsi Foreign Policy abbia pubblicato un’analisi in cui invita i mercati a non preoccuparsi eccessivamente, sottolineando che in realtà l’ascesa di Castillo potrebbe essere un argine alla crescita di una sinistra più radicale e, stavolta, davvero pericolosa. LAVORO Negli USA lo scontro tra Amazon e i lavoratori organizzati da Amazonians United sul nuovo sistema di turnazione Megacycle segna un punto a favore dei lavoratori e ci riserva un insegnamento: la chiusura del magazzino in cui AU è nata e si è sviluppata, col chiaro interno di depotenziare la sua azione, pare aver sortito l’effetto opposto. SEGNALAZIONI Mentre in Italia si discute del Ponte sullo Stretto il primo computer quantistico IBM fuori dal territorio degli USA arriva in Germania ed è a disposizione di studiosi e centri di ricerca tedeschi, mentre è francese il primo modello prodotto in Europa. 

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Newsletter271020: Sul covid anche Berlino litiga coi Laender

GERMANIA Anche nel paese indicato come modello nella lotta alla pandemia in Europa il conflitto tra l’autorità centrale dello Stato federale e i governi regionali complica la gestione della crisi sanitaria. Anche se qui c’è anche chi, ad esempio il governatore della Baviera, propone di trasferire competenze dalla periferia al centro invece del contrario. GRAN BRETAGNA Nelle aree più povere del paese il numero dei morti è più del doppio rispetto alle regioni più ricche. Lo denuncia Mark Serwotka, segretario generale di PCS, uno dei maggiori sindacati britannici, che attribuisce le responsabilità politiche di questa situazione a Boris Johnson, ma sottolinea anche l’assenza di un’opposizione energica da parte dei laburisti. CINA Sembrava che la Cina fosse ormai definitivamente al riparo e pronta ad approfittare della rapida uscita dalla crisi sanitaria per consolidare il proprio primato economico nel mondo, ma le notizie di un nuovo focolaio indicano che quanto meno il rischio di una ricaduta è presente. Qui poi i nuovi casi, ufficialmente tutti asintomatici, si sono registrati nello Xinjiang, regione agitata dalle tensioni tra Pechino e l’etnia uigura.

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Newsletter201020: Germania, Ver.Di chiede aumenti del 4,8%

LAVORO In Germania il sindacato Ver.Di chiede aumenti salariali del 4,8% (rispetto al contratto del 2018) per i lavoratori ‘essenziali’ del pubblico impiego e della sanità che nell’era del coronavirus ‘fanno andare avanti la baracca’. Mentre in Italia gli operatori della sanità privata dopo 14 anni senza contratto ottengono il 4,1%, di cui metà a carico delle regioni. Ma nei giorni scorsi dal Lazio arriva la notizia che già sette strutture hanno dato disdetta al contratto e starebbero per firmare un contratto-pirata con organizzazioni sindacali di comodo. Da Genova la storia di un lavoratore del turismo alle prese con gli effetti del Covid e con le procedure INPS. Ha diritto sia alla cassa integrazione in deroga che ai 600 euro, ma rischia di non prendere né l’una né gli altri. Perché?  Per un problema di formulazione dell’apposito modulo di richiesta sul sito dell’istituto previdenziale.

Newsletter170720: Europa degli scandali, Wirecard

ECONOMIA&POLITICA Lo scandalo Wirecard, il gruppo tedesco dei pagamenti online fallito a giugno, dopo aver scoperto che quasi due miliardi di euro registrati a bilancio ‘probabilmente non ci sono’, ci interroga sul vero significato degli scandali e della letteratura giornalistica specializzata nella nostra società. Nella vulgata cara ai Travaglio lo scandalo è sempre l’eccezione che conferma la regola di un liberalismo ideale, migliore dei mondi possibili, insidiato solo dalla disonestà di qualche lestofante e a cui fanno da scudi umani giudici, giornalisti d’assalto e cittadini onesti. Al milionesimo episodio registrato a ogni possibile latitudine i sostenitori del capitalismo etico ripeteranno che si tratta di un’eccezione, di una questione morale e che queste cose succedono soprattutto in Italia. Una recente inchiesta del Financial Times sull’ex dg di Wirecard mette in luce la commistione tra affari e geopolitica nel paese additato dai più come il modello del rigorismo, non solo economico ma anche morale, in Europa: la Germania. Quando si mescolano finanza, cooperazione internazionale, guerra in Libia e attentati in Gran Bretagna, immigrazione, manager, ministri, spie e mercenari pensiamo davvero che il problema sia la malvagità sempre in agguato nelle segrete profondità dell’animo umano? Un po’ come nel dibattito di questi giorni su Autostrade: la colpa è della gestione di mercato o degli avidi Benetton?

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