Newsletter200522: Spagna luci e ombre della Reforma laboral

LAVORO Si parla tanto della riforma del lavoro spagnola, che avrebbe praticamente eliminato i contratti di lavoro a tempo determinato. Ma è davvero così? I lavoratori spagnoli possono aver ottenuto una grande vittoria senza una grande mobilitazione? Siamo andati a verificare. OLIGARCHI 4 Che cosa ci racconta Wikipedia sulla vita, gli affari e le relazioni col potere politico di Igor Kolomoyskyi, l’oligarca che ha inventato Zelenski come politico nel 2019.

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Newsletter170522: OIL, la guerra brucia milioni di posti di lavoro

LAVORO Un recente rapporto dell’OIL si sofferma sugli effetti che la guerra in Ucraina sta dispiegando non solo sui posti di lavoro nel paese aggredito, ma anche nei paesi confinanti, in quelli che dipendono economicamente dalle rimesse degli emigrati in Russia e anche nel resto del mondo. Anche per quanto riguarda gli effetti sul mercato del lavoro il conflitto è già mondiale. OLIGARCHI 3 Un articolo scritto nel 2014 da un parlamentare ucraino, giornalista e attivista anticorruzione, legato all’ex presidente Poroshenko spiega come gli oligarchi abbiano continuato a governare il paese dopo la rivolta di Maidan e racconta la parabola ascendente di uno di essi, Igor Kolomoiski, padrino politico dell’attuale presidente Zelenski.

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Newsletter130522: “Scuola e pandemia. La scuola non aiuta gli studenti”

SCUOLA Gli effetti del rapido succedersi della pandemia e della guerra e un’istituzione scolastica che non aiuta a decifrare eventi così complessi e ad affrontare lo smarrimento che ne deriva. Ne parliamo con Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi. ECONOMIA I dati dell’Economist smentiscono le previsioni su un rapido crollo dell’economia russa sotto il peso delle sanzioni. OLIGARCHI 2 La contesa sul Donbas al centro di una fitta trama di alleanze (e di conflitti) tra oligarchi russi e ucraini e tra oligarchi ucraini proiettati ai vertici del governo di Kiev. Un articolo di otto anni fa che ci aiuta a capire più in profondità una guerra in cui gli “interessi dei popoli” non potrebbero contare di meno.

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Newsletter100522: Oligarchi 1, le origini

INTERNAZIONALE Quali interessi materiali si celano dietro i due principali protagonisti della guerra in Ucraina e ne spiegano le scelte? Per rispondere a questa domanda a partire da questa newsletter pubblicheremo una serie di materiali di approfondimento di varia provenienza sul fenomeno che caratterizza il capitalismo russo e ucraino e, più in generale, le società dei paesi ex sovietici: gli oligarchi. In questa prima parte del dossier ci concentriamo sulle sue origini: la brusca transizione dall’economia pianificata al capitalismo più selvaggio tra la fine degli anni ’80 e il decennio successivo crea dal nulla una nuova classe di capitalisti, figure intermedie tra affaristi e gangster. LETTURE Un libro pubblicato tre anni fa da tre storici e un esperto di dati francesi e tradotto in italiano, Infografica della Seconda guerra Mondiale, ci fornisce parecchi spunti metodologici per lo studio scientifico dei conflitti, una disciplina di cui oggi emerge con forza la necessità, ma anche una soluzione originale per esporne i risultati.

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Newsletter030522: I rischi della polveriera ucraina

POLITICA Due articoli tratti dalla stampa americana e israeliana ci forniscono spunti di riflessione interessanti circa i rischi della polveriera ucraina. Foreign Policy analizza i possibili effetti dell’invio massiccio di sistemi d’arma tra i più sofisticati e foreign foghters in un paese da tempo protagonista di traffici d’armi illegali. Mentre Haaretz documenta le dichiarazioni di Zelenski secondo cui l’Ucraina del dopoguerra imiterà Israele e “non sarà assolutamente uno Stato liberale all’europea”. STORIA Un articolo di Amedeo Rossi, prendendo le mosse dalle consuete polemiche alla vigilia delle celebrazioni del 25 aprile, recensisce un recente volume e analizza la storia della Brigata Ebraica e il suo utilizzo propagandistico.

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Newsletter290422: Macron piace ai più ricchi e più anziani

POLITICA Macron si aggiudica, abbastanza prevedibilmente, il secondo turno delle elezioni francesi, ma i numeri dicono che è il candidato eletto con meno consensi da oltre mezzo secolo, con uno zoccolo duro di elettori soprattutto nelle fasce più ricche e più anziane della popolazione. TEORIA La guerra in Ucraina ha riportato al centro uno dei temi più controversi nella storia del movimento operaio: la questione nazionale. Lo stesso Putin il 22 febbraio dedica una cospicua parte del suo lunghissimo discorso televisivo a criticare la politica di Lenin in materia, accusandolo sostanzialmente di avere creato il problema ucraino e il focolaio di tensione nel Donbass. Piero Acquilino ripercorre un dibattito che va avanti ormai da quasi due secoli nella sinistra marxista, sottolineando come proprio lo scorrere del tempo renda inevitabile affrontare questo tema alla luce delle condizioni materiali che caratterizzano l’attuale sviluppo capitalistico.

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Newsletter220422: Tempo da lupi

GUERRA L’ipocrisia, la manipolazione della realtà e il doppiopesismo sono una componente fondamentale di ogni guerra e l’Ucraina non fa eccezione. Amedeo Rossi fa un’approfondita e documentata disamina di questo aspetto del conflitto, partendo da una riflessione sulle radici sociali del putinismo come reazione agli anni della perestrojka. CULTURA Se ne è andato Valerio Evangelisti. Piero Acquilino ci ricorda che oltre che autore di romanzi e racconti è stato anche uno storico del movimento operaio che ci ha lasciato contributi originali, anche se meno noti.

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Newsletter120422: CIBO&ENERGIA La guerra economica mondiale è già iniziata

ECONOMIA DI GUERRA In Italia per ora se ne parla soltanto, ma nel resto del mondo – dall’Africa al Medio Oriente fino all’America Latina – le conseguenze della “guerra economica mondiale” si fanno sentire: penuria di beni di prima necessità e inflazione scatenano rivolte e scioperi. Nello Sri Lanka e in Perù i governi hanno decretato lo stato di emergenza. Foreign Policy avverte: le tensioni sui prezzi dei generi alimentari da sempre si accompagnano a disordini e instabilità politica e stavolta le conseguenze potrebbero essere ben più aspre di quelle delle primavere arabe di un decennio fa. Nel frattempo in Italia, mentre Draghi chiede di scegliere tra Pace ed energia e il ministro Cingolani a proposito degli aumenti tariffari parla di truffe, scopriamo che le prime a speculare sono le imprese pubbliche. Ne parliamo col presidente dei piccoli azionisti di IREN, la multiutility dei comuni di Genova, Torino, Parma e Reggio Emilia.

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Newsletter290322: Armare Zelenski dopo aver armato Putin

GUERRA&ARMAMENTI Diversamente dall’idea che ci viene veicolata in questi giorni il riarmo italiano non inizierà a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, ma è già iniziato da tempo, così come le scelte dell’industria militare nazionale e dei governi (a cui spetta autorizzare le esportazioni) non sembrano essere mai state influenzate da considerazioni circa il tasso di democrazia degli Stati acquirenti. L’Italia ha venduto mezzi militari alla Russia di Putin persino dopo l’entrata in vigore dell’embargo del 2014, alcuni dei quali sono finiti a milizie sciite in Siria, altro oggi sono sui campi di battaglia dell’Ucraina. Quanto all’embargo europeo, anch’esso si ispira alla vecchia massima latina “pecunia non olet”. Eppure oggi in Italia vi sarebbero le forze per una contestazione di massa della politica del governo e alcuni casi internazionali, nel pieno della pandemia, mostrano che la riconversione dal militare al civile è possibile. Ne parliamo con un ricercatore del SIPRI di Stoccolma e con Gianni Alioti, ex responsabile dell’ufficio internazionale della FIM CISL.  

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Newsletter250322: Zelenski, l’eroe che cancella i contratti di lavoro

QUALE DEMOCRAZIA? L’attuale dibattito sullo scontro tra democrazia e dittatura e sulla “legalità internazionale” visto da due diversi punti di vista, ma con risultati analoghi. Nel primo articolo raccontiamo come alla vigilia della crisi culminata con l’invasione russa il presidente ucraino Zelenski stesse cercando di cancellare i contratti collettivi, liberalizzare i licenziamenti ed emarginare il sindacato, violando accordi e standard internazionali a tutela dei lavoratori. Intanto, protetto dal clamore della guerra in Ucraina, il premier socialista spagnolo Sanchez consegna il Sahara Occidentale al Marocco, violando il mandato di decolonizzare quel territorio conferito alla Spagna dall’ONU. Una flagrante rottura della legalità internazionale ai danni di un popolo da sempre “aggredito”, ma a cui però nessuno fa caso e che oggi si intreccia col tema della competizione per il gas naturale.

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