Newsletter160922: Afghanistan un anno dopo, il rapporto ONU

INTERNAZIONALE A un anno esatto dal ritiro delle truppe di occupazione l’Afghanistan precipita in una crisi economica, sociale e di civiltà che gli effetti della guerra e dell’ondata inflazionistica aggravano ulteriormente. A dirlo è il Relatore Speciale dell’ONU Richard Bennett con un rapporto i cui dati denunciano impietosamente gli effetti dell’imperialismo occidentale. Eppure oggi, a differenza di un anno fa, dell’Afghanistan non parla più nessuno. Il resoconto di Elena Rusca. GUERRA “La fine rivoluzionaria di questa guerra criminale avverrà quando i combattenti si ribelleranno, insieme, alla sofferenza. Sono loro che gettando contemporaneamente i fucili possono rompere il cerchio dei pregiudizi, degli interessi, dei simboli vani, delle bugie. Sono loro che rifiutando di combattere spazzeranno, con il soffio del loro possente respiro di vittime, di sacrificati, il cerchio degli interessi che a Mosca e a Kiev non sono i loro.” Lo ha scritto, coraggiosamente, il 30 luglio, Domenico Quirico su La Stampa e sono parole che oggi, di fronte al tributo di sangue pagato dai giovani ucraini nella controffensiva che tutti cinicamente celebrano suonano ancor più attuali.

 

Newsletter130922: “Con la morte di Elisabetta si chiude il 900”

POLITICA  Aldilà degli aspetti sentimentali e della retorica dalla Gran Bretagna trapela il timore che la scomparsa di Elisabetta faccia emergere contraddizioni a lungo sopite dell’ex potenza imperiale in crisi da ormai settant’anni. Un vuoto amplificato da una classe politica scadente quanto quella italiana. Ne parliamo con Alberto Pantaloni, storico e conoscitore del movimento operaio britannico. GUERRA Un lungo reportage del Washington Post raccoglie i racconti dei soldati feriti nei primi giorni della controffensiva su Kherson e contribuisce a farci intravvedere un’altra realtà, rispetto ai toni trionfalistici dei comunicati ucraini, che la stampa occidentale non può verificare, dal momento che le autorità militari hanno vietato l’accesso dei corrispondenti al fronte.

Newsletter090922: CILE Perché è fallito il referendum costituzionale? E ora?

POLITICA Un articolo di Elena Rusca inquadra la bocciatura della nuova costituzione cilena, avvenuta domenica scorsa, riassumendone il percorso preparatorio, incerto e contraddittorio, che spiega in parte l’esito del voto e ragiona sui suoi esiti politici: Boric ne esce sconfitto, più debole e sotto ricatto da parte dell’opposizione di destra, come testimoniano le vicende del rimpasto di governo. I cileni torneranno in piazza come nel 2019? UCRAINA La seconda parte dell’analisi pubblicata sulla Marine Corps Gazette sui primi due mesi di operazioni russe in Ucraina capovolge la lettura che ne viene data dai media e dalla politica italiani: guerra lampo fallita o manovra strategica per dividere le forze avversarie?

Newsletter060922: Gorbacev e la manipolazione della storia

POLITICA&STORIA La scomparsa di Michail Gorbačëv ha dato la stura a una lunga serie di prese di posizioni, celebrazioni e prese di distanza, un dibattito svoltosi su un terreno reso “politicamente sensibile” dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni globali sull’energia. Tra i tanti interventi ci ha colpito quello di Slavoj Žižek, intellettuale sloveno di riferimento della sinistra progressista, ma apprezzato, pur in modo controverso, anche da settori della “sinistra radicale”. Nel suo intervento Žižek spiega la fine dell’URSS come effetto dell’ammissione dei suoi “crimini fondanti” da parte di Gorbačëv e tenta di reclutare a sostegno di questa lettura addirittura uno dei protagonisti della Rivoluzione russa, Lev Trotsky. Una manipolazione storica che però offre interessanti spunti di riflessione. GUERRA La Marines Corps Gazette pubblica due articoli sulla prima fase della guerra in Ucraina, riletta alla luce delle teorie dello stratega americano John Boyd. Gli articoli capovolgono la lettura corrente: quella della fallita guerra-lampo per l’annessione dell’intera Ucraina. E offrono spunti di riflessione anche per comprendere la successiva strategia russa.

Newsletter150722: La NATO vincerebbe una guerra convenzionale?

POLITICA&STRATEGIA Coi suoi bellicosi proclami la NATO assomiglia alla rana di Fedro, solo che a scoppiare, se li lasciamo fare, saremo noi. Un lungo saggio e un articolo scritti da due ex ufficiali americani, pubblicati nelle scorse settimane da siti specializzati e ricchi di dati e informazioni preziose, ci spiegano perché i militari USA seguono con proccupazione gli avvenimenti in Ucraina e lacerano il velo della retorica, mostrandoci la cruda realtà: le guerre si vincono con migliaia di uomini pronti a immolarsi in lunghi conflitti d’attrito e col PIL, che significa in particolare un solido tessuto manifatturiero, non con le chiacchiere da talk show e le sbruffonate pronunciate ai meeting NATO a Bruxelles. Proprio il terreno su cui le grandi potenze asiatiche stanno accumulando un vantaggio crescente sull’Occidente.

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Newsletter080722: INFLAZIONE L’Economist teme instabilità sociale e politica

POLITICA&ECONOMIA L’Economist prevede che l’inflazione scateni un’ondata di instabilità politica e sociale ed esprime preoccupazione. Ma invece di interrogarsi su questa diagnosi la sinistra italiana pensa alla composizione del prossimo Parlamento. L’articolo dell’Economist stila un elenco di paesi a rischio e colloca l’epicentro dell’instabilità nei grandi centri urbani dei paesi poveri. A questo elenco si aggiunge il Senegal, paese comunemente giudicato “tranquillo”, ma le elezioni di fine e mese e i contraccolpi economici e geopolitici dell’Ucraina potrebbero spingerlo verso il caos.

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Newsletter100622: Sul filo del rasoio. Medio Oriente e guerra in Ucraina

GEOPOLITICA Si parla tanto degli effetti della guerra in Ucraina nel mondo, ma nel farlo si trascura un’area in cui, per ragioni diverse, tali effetti potrebbero essere più esplosivi: il Medio Oriente, dove, per fare un solo esempio, in Siria i soldati americani e russi combattono a diretto contatto tra loro e un banale incidente potrebbe avere conseguenze drammatiche. CULTURA&SOCIETÀ Il cinema può essere uno specchio della società che cambia, talora più sensibile nel registrare alcuni aspetti del mutamento delle stesse socienze sociali. Con Andrea Pergolari, autore di un recente volume sulla commedia all’italia, parliamo della progressiva marginalizzazione dei proletari dallo schermo e della loro sostituzione col “ceto medio” e, più in generale, degli aspetti sociali e politici di questo genere cinematografico nell’Italia del dopoguerra.

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Newsletter070622: IMMIGRAZIONE Biden invia braccia americane alle imprese spagnole

IMMIGRAZIONE L’amministrazione Biden e il governo di Pedro Sánchez sarebbero in procinto di siglare un accordo per “esportare” forza-lavoro dall’America centrale e soddisfare le esigenze produttive delle imprese spagnole. Il governo che “abolisce la precarietà” importerà manodopera precaria? INTERNAZIONALE Gli effetti della guerra sulle relazioni greco-turche, l’inflazione che colpisce i lavoratori greci e una sinistra che ancora deve riprendersi dalla catastrofe Tsipras. Ne parliamo con Andros Payiatsos, marxista e dirigente della sinistra greca. INFORMAZIONE Michelle Bachelet, Alta Commissaria ONU per i diritti umani, non risponde alle domande dei giornalisti sulla sua recente visita in Cina. Elena Rusca trae spunto dall’episodio per fare alcune riflessioni sulla libertà di stampa e, di riflesso, sulla libertà di espressione.

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Newsletter270522: UCRAINA Se anche i sindacati “radicali” si arruolano…

SINDACATO&GUERRA Alcune organizzazioni sindacali e politiche occidentali di “radicali” utilizzano il “diritto all’autodifesa” dei lavoratori ucraini per teorizzare che questi debbano subordinarsi agli interessi degli oligarchi locali e dell’imperialismo americano ed europeo. Un approccio esemplificato da un’intervista di Herbert Claros, dirigente di CSP Conlutas e del PSTU brasiliano, pubblicata ad aprile da alcuni siti italiani. Le tesi di Claros vengono smentite da un recente reportage di openDemocracy. L’articolo conferma che in Ucraina la guerra guerreggiata contro la Russia non ha portato a una sospensione, neppur temporanea, della guerra di classe. Imprese nazionali ed estere, pubbliche e private usano la legislazione speciale approvata a marzo per scaricare i costi del conflitto sui lavoratori, mentre il governo e i parlamentari di Zelenski mandano i sindacalisti al fronte e preparano una nuova controriforma del lavoro per il dopoguerra. Insomma c’è chi a sinistra teorizza che i lavoratori ucraini debbano allearsi col governo di Kiev. Ma il governo di Kiev ad allearsi coi lavoratori non ci pensa proprio.

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Newsletter200522: Spagna luci e ombre della Reforma laboral

LAVORO Si parla tanto della riforma del lavoro spagnola, che avrebbe praticamente eliminato i contratti di lavoro a tempo determinato. Ma è davvero così? I lavoratori spagnoli possono aver ottenuto una grande vittoria senza una grande mobilitazione? Siamo andati a verificare. OLIGARCHI 4 Che cosa ci racconta Wikipedia sulla vita, gli affari e le relazioni col potere politico di Igor Kolomoyskyi, l’oligarca che ha inventato Zelenski come politico nel 2019.

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