Newsletter230126: Ucraina e Israele, ondata di disertori e obiettori

POLITICA&GUERRA Mentre i paesi europei parlano di reintroduzione della leva, a Kiev il nuovo ministro della Difesa ammette che in Ucraina ci sono due milioni di disertori e 200mila ‘assenti ingiustificati’, in totale circa un quarto della popolazione maschile in età di obbligo militare. Una pesante smentita della retorica degli ucraini che ‘vogliono combattere l’invasore russo’, di cui si alimenta anche il dibattito politico italiano. Un dato che già lo scorso aprile, prima del cessate il fuoco a Gaza, trovava conferma anche in Israele, con un’ondata senza eguali da decenni di refusenik e di riservisti che non si presentano alla chiamata (per qualcuno addirittura il 40%-50%). E che conferma un trend storico: all’inizio di ogni guerra il sostegno per la soluzione armata può essere elevato anche tra i proletari, ma quando si sperimentano le conseguenze esso è destinato ad abbattersi drasticamente.

Newsletter051225: BELGIO Sciopero riuscito, ma i socialisti scaricano il sindacato

SINDACATO In Belgio lo sciopero unitario contro le misure di austerità annunciate dal governo di centrodestra è riuscito, ma il gruppo dirigente del sindacato non sembra avere una strategia per proseguire la lotta e non trova sponda nell’opposizione, che ha già dato il via libera agli interventi del governo per limitare l’indicizzazione dei salari. ACCIAIO&GUERRA Mentre a Genova e a Taranto gli operai dell’ILVA lottano a oltranza per il ritiro del ‘piano di chiusura’ di Urso è di particolare interesse leggere una nota del 2024 di Metinvest, il gruppo siderurgico dell’oligarca ucraino Achmetov, che evidenzia l’intreccio tra mercato dell’acciaio, guerra in Ucraina e politica internazionale, fornendo alcuni spunti di riflessione sulle possibili strategie del governo Meloni, che – spiega la nota – ha messo a disposizione di Metinvest SACE e Cassa Depositi e Prestiti e garantirà “accesso al credito, alle tecnologie e a tutte le risorse necessarie” per costruire un impianto da 3 milioni di tonnellate l’anno a Piombino. Pensando già alle opportunità del dopoguerra?

Newsletter241025: Droga in trincea? Russi e ucraini soci in affari

GUERRA Mentre soldati ucraini e russi si sparano trafficanti russi passano indisturbati i check point ucraini, non senza aver unto qualche ufficiale, per rifornire il ‘nemico’ di metanfetamine con cui sopportare meglio lo stress della guerra. Lo documentano numerosi studi internazionali. Gli affari non conoscono bandiere. LOTTE Per Sergio Bologna l’energia che si è manifestata nelle piazze per la Palestina non va dispersa ma canalizzata nelle lotte per salari e condizioni di lavoro migliori.

Newsletter140325: Da Michele, l’Europa fai da te è servita

POLITICA&GUERRA Michele Serra almeno un merito ce l’ha: aver sollevato il tema della collocazione della sinistra politica e sociale rispetto alle classi dominanti europee e ai loro interessi materiali (inclusi quelli dell’apparato militar-industriale). O si sta con l’Europa che affila le spade o si sta con le vittime predestinate: i proletari. E mentre l’UE rivendica l’invio di armi a Kiev perché “gli ucraini vogliono combattere per la libertà”, in Ucraina a centinaia di migliaia disertano, espatriano e ora, racconta la tedesca FAZ, assaltano reclutatori e centri di reclutamento.

Newsletter291024: 4 novembre, caduti per la “Patria Spa”

STORIA&PROPAGANDA Le imminenti celebrazioni del 4 novembre ricorderanno la fine della Grande guerra adeguandosi al rinato spirito guerresco che l’imperialismo italiano ormai non tenta neanche più di nascondere in un atto di residua dignità. Ne approfittiamo per ricordare un episodio che fa carta straccia di tutta la retorica patriottarda da cui saremo subissati e ci riporta alla vera natura di quel conflitto: un’orgia di morte e distruzione pagata col sangue di milioni di proletari, che i capitalisti dell’epoca non esitarono a sfruttare per riempirsi i portafogli, complici liberali e fascisti, che alla fine si incaricheranno di far sparire le prove. E’ la storia della Commissione d’inchiesta parlamentare sulle spese di guerra (1920-1922). ECONOMIA&GUERRA Una bella inchiesta di Altreconomia e OPAL sull’esportazione di materiale bellico dall’India all’Ucraina (passando nell’ombra per l’Italia) ci ricorda che per una piccola élite la guerra non ha cessato di rappresentare un affare.

Newsletter130924: Ucraina, esplodono diserzione e insubordinazione

GUERRA Dopo due anni e mezzo di appelli a inviare le armi alla “resistenza” perché gli ucraini vogliono combattere, anche in Italia la stampa “scopre” che milioni di ucraini disertano, si sottraggono alla leva o addirittura, come riporta la Associated Press, una volta rapiti e deportati al fronte rifiutano di sparare sui russi. E sono soprattutto proletari, perché, come spiega un reportage del Guardian, gli arruolatori preferiscono andare a rapire i renitenti nei quartieri poveri ed evitano i quartieri residenziali. Mentre un gruppo di genieri ucraini in missione in territorio russo dichiara ai giornalisti della CNN: “Dovevamo difenderci dall’invasione russa e ora siamo noi a invadere loro”.

Newsletter210524: Da Kiev a Tel Aviv, la guerra a spese dei proletari

GUERRA A ricordarci che le guerre in atto oltre che conflitti tra paesi sono anche, forse soprattutto, conflitti tra classi dominanti e proletari dei paesi belligeranti ci sono due fiumane di persone che la guerra alimenta e ingrossa: il primo è quello dei disertori e dei renitenti alla leva ucraini che attraversano i confini dei paesi vicini per sottrarsi alla chiama alle armi, l’altro quello dei lavoratori indiani in viaggio verso una zona di guerra, Israele, per sostituire la forza-lavoro palestinese, col governo indiano che li mette in guardia dai pericoli ma non muove un dito per fermarli.

Newsletter190424: Foreign Affairs conferma la “quasi pace” del marzo 2022

POLITICA In un articolo pubblicato martedì Foreign Affairs analizza i documenti della trattativa tra Ucraina e Russia nel marzo 2022 e conferma, pur con mille cautele, che il quadro per un accordo di pace tra le parti era pronto e che “non ha riscosso l’interesse della NATO”. Una clamorosa smentita della tesi secondo cui non c’era alternativa a continuare la guerra perché la Russia ha sempre rifiutato il negoziato. Ecco cosa dice Foreign Affairs. LOTTE La vertenza Tesla in Svezia prosegue: il sindacato conferma che sta ancora scioperando, sale la pressione dei fondi pensione scandinavi affinché si trovi una soluzione, mentre Musk annuncia 14.000 esuberi e liscia il pelo alla destra in vista di una sua ascesa negli USA e nel mondo.

Newsletter120424: Balcani, la bomba in cortile

GEOPOLITICA Sui confini orientali dell’Italia si trova una regione che nella storia d’Europa è stata un perenne focolaio di instabilità e di guerre: i Balcani. Eppure i media e la politica italiani continuano a ignorare ciò che avviene dall’altra parte dell’Adriatico o a parlarne in modo elusivo, abitudine di cui la rimozione dei bombardamenti italiani sulla ex Jugoslavia (“la guerra in Ucraina è la prima in Europa dal ‘45”…) è l’esempio più clamoroso. Una bomba nel cortile di casa che la guerra in Ucraina rischia di far deflagrare da un momento all’altro e di cui nessuno parla. Perché? Perché parlarne significherebbe scoprire le manovre e gli affari dell’imperialismo italiano nella regione, di cui rischiamo di pagare i costi. LETTURE A proposito di rimozioni storiche, una graphic novel di Emanuele Giacopetti rompe l’omertà di Stato su uno degli episodi più infami del colonialismo italiano: il massacro di Addis Abeba.

Newsletter090424: Intelligenza artificiale: opportunità, minaccia o…?

TECNOLOGIA L’intelligenza artificiale è diventato uno dei temi più gettonati e come sempre la discussione oscilla tra un entusiasmo e una demonizzazione altrettanto infondati. Come ci spiega Caterina Maggi nel suo excursus sull’argomento, il problema, come sempre, non è la tecnologia, che è un semplice strumento, ma chi la usa. POLITICA Il recente attentato a Mosca ha aperto una diatriba sui responsabili: i servizi segreti ucraini e NATO o l’ISIS? Un articolo di maggio 2023 del Middle East Media Research Institute ci dimostra che le due ipotesi non sono incompatibili e che tra i jihadisti in Ucraina alcuni si sono schierati con Kiev, altri con Mosca, altri ancora, almeno un anno fa, si dicevano neutrali.

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