Newsletter181122: RUSSIA La mobilitazione incrina il patto tra Putin e le classi subalterne?

POLITICA Un gruppo di attivisti della sinistra russa racconta la mobilitazione al fronte vista da dentro, la resistenza ingegnosa di chi non può lasciare il paese, gli aspetti sociali ed etnici dell’arruolamento e i suoi fallimenti organizzativi. In un contesto che dall’esterno potrebbe apparire disperato la lezione di questi militanti è che proprio questo è il momento in cui la crisi del regime potrebbe arrivare a una precipitazione, perché l’irruzione violenta della guerra nella vita delle classi subalterne potrebbe incrinare il patto sociale che Putin ha posto a fondamento del proprio regime. Dagli intervistati non arriva alcuna richiesta di un intervento esterno dei governi occidentali.

Newsletter270922: ELEZIONI Governare fa male

POLITICA Se dovessimo sintetizzare in poche parole i risultati delle elezioni potremmo dire che governare fa male e che al contrario all’opposizione c’è vita e ci sono soprattutto domande inevase da parte di quei settori sociali che più di altri si sono astenuti e, dunque, opportunità di sviluppo per una sinistra politica e sociale che purtroppo sembra non accorgersene o, forse, non essere interessata. GUERRA Il “rilancio” di Putin, con l’annuncio della mobilitazione di 300.000 uomini della riserva e dei referendum per l’annessione dei territori occupati, tradisce le difficoltà interne ed esterne del presidente russo dopo la controffensiva ucraina.

Newsletter290722: Quando Uber corteggiava Putin

CAPITALISMO Uno dei capitoli degli Uber Files, l’inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalism pubblicata nei giorni scorsi e che analizza 142.000 documenti aziendali riservati filtrati all’esterno, riguarda le relazioni pericolose strette tra la società e il regime di Putin per favorire gli investimenti aziandali in Russia, grazie alla mediazione di oligarchi russi e di ex uomini di governo occidentali. SINDACATO Pubblichiamo volentieri un appello promosso da intellettuali e ricercatori nel campio della logistica, che chiede la revoca delle misure cutelari ai danni dei sindacalisti arrestati la scorsa settimana.

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Newsletter110322: Chi arma gli ucraini non li aiuta, li usa

GUERRA Giornalisti d’assalto, intellettuali, conduttori e ospiti dei salotti tv: tutti pronti a perorare la causa della linea dura con Putin e dell’invio di armi a Kiev e a gettare su chi non indossa l’elmetto l’ombra del sospetto: colluso col nemico? Un intervento di Marco Veruggio denuncia: inviare armi agli ucraini non significa essere solidali, ma cercare di sfruttarne la resistenza per i propri fini. Da Genova un documento firmato da dirigenti politici, sindacali, dell’associazionismo ricollega l’impegno internazionalista contro la guerra a un episodio di 100 anni fa, l’assalto squadrista alla sede del quotidiano socialista “Il Lavoro”.  SINDACATO In Colombia anche essere iscritti al sindacato negli stabilimenti delle ditte d’appalto di Coca Cola significa essere in guerra, una guerra sociale. Lo denunciano a Elena Rusca i dirigenti di Sinailtrainal, da anni vittime di minacce, assassini, sequestri, spionaggio e persecuzioni.

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Newsletter171221: Ucraina, la strategia di Putin tra bluff e “guerra ibrida”

CRISI UCRAINA Due rapporti dell’americano Institute for the Study of War confermano quanto  già detto da autorevoli esperti militari: la mobilitazione di quasi 200.000 soldati russi sui confini ucraini sarebbe un modo per mettere pressione sul governo ucraino e sulla NATO più che l’avvisaglia di una vera e propria invasione. Ciò tuttavia non esclude che Putin sia disposto a realizzare alcune incursioni in territorio ucraino e dunque a un uso limitato della forza concentrato su singole posizioni per disporre di maggior potere contrattuale al tavolo già avviato per una soluzione diplomatica della crisi. 

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Newsletter050221: Dumping contrattuale, sanare i bilanci pagando 4 euro l’ora

LAVORO Una nostra inchiesta sul fenomeno del “dumping contrattuale” ovvero l’utilizzo di contratti in parte sovrapponibili a quelli della sanità, dei beni culturali, del turismo o dell’igiene ambientale per abbattere il costo del lavoro. Così facendo le imprese private aumentano i propri profitti, mentre le amministrazioni pubbliche “risanano i bilanci”, talora trascinando gli stipendi al di sotto della soglia di povertà e facendo esplodere le disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni. INTERNAZIONALE Proseguono le manifestazioni contro la condanna di Aleksej Navalny mentre la comunità internazionale esprime una quasi unanime censura nei confronti di Putin. Ma chi è Navalny, cosa rappresenta e perché preoccupa così la “dittatura mite” del Cremlino?  

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Newsletter250918: Cina, la geopolitica di Francesco

POLITICA&RELIGIONE L’accordo siglato sabato scorso da plenipotenziari vaticani a Pechino e presentato come una ‘intesa storica’ che risolverà finalmente lo scontro sulle nomine di vescovi in Cina, non nasce da motivazioni ideologiche o religiose, ma da una questione squisitamente di potere e quindi politica: Pechino chiede al Papa di non interferire nella vita della Cina e di non dare sponda ai suoi nemici, mentre la Chiesa cerca un modo per sopravvivere in quel paese unificando i propri fedeli e allo steso tempo una sponda per vincere la sfida con Islam e Chiesa pentecostale in Africa, senza rompere con gli USA, pregiudicandosi il futuro in una regione altrettanto strategica come l’America Latina. PUTIN Il decisionismo del presidente russo, che meno di sei mesi fa sembrava uscire trionfatore nelle urne, oggi viene rimesso in discussione dalla reazione dei russi alla controriforma delle pensioni, che spinge migliaia di persone in piazza e milioni di elettori verso un voto di protesta, di cui il maggiore beneficiario è il Partito Comunista. I brogli elettorali a Vladivostok, a vantaggio del candidato governatore di Putin, suscitano una reazione popolare tale da costringere il Cremlino a intervenire per annullare il voto. ITALIA Nella colorata ciurma degli amici italiani di Putin la mobilitazione contro la riforma delle pensioni e i brogli a Vladivostok suscitano imbarazzo o addirittura silenzio, perfino nelle file dei ‘comunisti’ più legati agli oppositori russi della riforma e alle vittime di quei brogli. Tra i simpatizzanti dell’ex spia del KGB però ci sono anche gruppi di estrema destra ed esponenti della maggioranza di governo. CINEMA Un gruppo di oltre mille attori italiani, Facciamolaconta, lancia una campagna per chiedere che anche nel settore audiovisivo sia introdotto un contratto nazionale di lavoro per chi recita. Un rapporto redatto dai ricercatori della Fondazione Di Vittorio fa emergere le ragioni materiali di questa iniziativa.

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