Newsletter040920: Lo ‘sporco lavoro’ del gruppo Carlyle

ECONOMIA&GEOPOLITICA Capitali. Capitali che viaggiano rapidamente da una parte all’altra del mondo – grazie alle moderne tecnologie digitali oggi basta un semplice clic – e condizionano le vite di piccoli territori come di interi paesi, ma soprattutto dei lavoratori e delle classi sociali più vulnerabili che li popolano. Potrebbe essere questo il filo conduttore di questa newsletter: dagli investimenti italiani del colosso finanziario Carlyle, che a fine luglio ha annunciato di voler delocalizzare la produzione di Betafence Italia in Polonia, cancellando 300 posti di lavoro nel teramano (ce ne occupiamo anche intervistando un rappresentante sindacale) agli investimenti delle grandi compagnie di Stato cinesi, usati per accaparrarsi materie prima ma anche, forse soprattutto, per condizionare classi dirigenti che ne traggono benefici certo superiori a chi governano (oggi parliamo in particolare dell’America Latina).

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Newsletter120520: Capitalismo morente? Lo dicono i capitalisti

ECONOMIA POLITICA Due interessanti riflessioni pubblicate da due autorevoli siti economici italiani cercano di fare il punto sull’attuale crisi inquadrandola nel più generale stallo di un capitalismo in cui solo i grandi gruppi monopolistici riescono a preservare remunerazione del rischio e redditività degli investimenti. I due autori propongono all’establishment una strategia di uscita dalla crisi dall’alto per prevenire la reazione dal basso. Sul versante dei lavoratori, invece, finora la strategia latita. MOVIMENTI La pandemia ha colpito l’America Latina proprio nel momento in cui era attraversata da ampie mobilitazioni popolari contro il carovita e le pesanti limitazioni ai diritti imposte anche da regimi considerati progressisti. Con quali conseguenze? LAVORO A New York oltre settanta lavoratori del trasporto pubblico sono stati uccisi dalla pandemia ma anche dalle scelte delle proprie aziende, che si sono rifiutate di applicare gli stessi protocolli elaborato dopo le epidemie di SARS e aviaria. Con pesanti responsabilità anche del sindacato.

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