Newsletter021020: Hanno vinto i cacicchi

POLITICA Ma siamo proprio sicuri che hanno vinto Conte e i partiti di governo? O è l’illusione ottica dell’elettoralismo che porta a considerare ‘vincitore’ chi ha perso di meno? La realtà è che dalle elezioni del 20-21 escono più forti soprattutto i cacicchi locali di centrodestra e di centrosinistra come Zaia a De Luca, quelli che già nei mesi scorsi avevano ignorato o stravolto i provvedimenti del Governo o addirittura gli avevano dettato la linea. La nostra analisi del voto. Intanto Confindustria affila le armi, mentre la sinistra politica e sociale continua a illudersi di riuscire a fermare nelle urne una destra che avanza nella società. Dalla Liguria arriva una proposta: sfidare la destra sul tema del salario. CINEMA Miss Marx, il film di Susanna Nicchiarelli presentato a Venezia, è l’occasione per riscoprire la figura tragica di Eleanor, ultima tra le figlie di Karl Marx, un’esistenza travagliata  tra la lotta per una società senza discriminazioni di classe e di genere e le anguste convenzioni della società vittoriana, che non risparmiarono lei e la sua famiglia.

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Newsletter151119: Perchè la destra postfranchista vola

POLITICA In Spagna la destra reazionaria diventa il terzo partito e conquista oltre 50 seggi nella camera bassa. Le ragioni del peraltro atteso balzo in avanti stanno in un mix di problemi sociali e di temi politici inevasi dalla sinistra più o meno ‘radicale’. L’accrocchio annunciato tra socialisti e Podemos appare destinato a regalare l’opposizione sociale, alla vigilia di una nuova recessione, a Vox, tanto più se la formazione postfranchista avrà l’accortezza di spostarsi sul terreno, finora tralasciato, del ‘populismo economico’. ECONOMIA/GEOPOLITICA L’acquisizione dell’ex azienda siderurgica di Stato britannica British Steel da parte di una sconosciuta holding cinese accende oltre Manica (e oltre oceano) critiche ai governi di Sua Maestà non meno aspre di quelle che qui da noi vengono indirizzate alla coalizione giallo-rossa. Le grandi manovre di queste settimane confermano l’intreccio tra economia e geopolitica sul campo di battaglia del risiko internazionale dell’acciaio.

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