Newsletter160922: Afghanistan un anno dopo, il rapporto ONU

INTERNAZIONALE A un anno esatto dal ritiro delle truppe di occupazione l’Afghanistan precipita in una crisi economica, sociale e di civiltà che gli effetti della guerra e dell’ondata inflazionistica aggravano ulteriormente. A dirlo è il Relatore Speciale dell’ONU Richard Bennett con un rapporto i cui dati denunciano impietosamente gli effetti dell’imperialismo occidentale. Eppure oggi, a differenza di un anno fa, dell’Afghanistan non parla più nessuno. Il resoconto di Elena Rusca. GUERRA “La fine rivoluzionaria di questa guerra criminale avverrà quando i combattenti si ribelleranno, insieme, alla sofferenza. Sono loro che gettando contemporaneamente i fucili possono rompere il cerchio dei pregiudizi, degli interessi, dei simboli vani, delle bugie. Sono loro che rifiutando di combattere spazzeranno, con il soffio del loro possente respiro di vittime, di sacrificati, il cerchio degli interessi che a Mosca e a Kiev non sono i loro.” Lo ha scritto, coraggiosamente, il 30 luglio, Domenico Quirico su La Stampa e sono parole che oggi, di fronte al tributo di sangue pagato dai giovani ucraini nella controffensiva che tutti cinicamente celebrano suonano ancor più attuali.

 

Newsletter080322: UCRAINA La sfida per l’economia globale si tinge di sangue

CAPITALISMO&GUERRA Aldilà dei suoi esecutori materiali la guerra rappresenta l’esplodere di tensioni latenti nella sfida per l’egemonia economica globale, che non sempre la diplomazia non riesce a contenere. Come ci spiega Elena Rusca, traendo spunto da una riunione dell’ONU sulla crisi ucraina, in un’economia in cui tutto è merce e persino le agenzie che si occupano di soccorrere le vittime dei conflitti armati agiscono come “imprese umanitarie”, le ragioni delle guerre sono in larga misura legate all’accaparramento di materie prime e mercati di sbocco per i propri prodotti. E come documenta l’ultima inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalism, The Ericsson List, può capitare che mentre le cancellerie occidentali demonizzano il proprio nemico del momento le loro aziende, al riparo dai riflettori, concludano affari con lui, persino se quel nemico si chiama ISIS.

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Newsletter040322: ROMA Per bloccare lo sfratto interviene l’ONU

CASA Chi gestisce i complessi di edilizia agevolata costruiti nella Capitale coi soldi pubblici e con quali conseguenze per gli inquilini? Il caso di una signora ultraottantenne romana che a febbraio è stata salvata dallo sfratto dall’intervento dell’Alto Commissario dell’ONU ci ha offerto lo spunto per cercare di rispondere a questa domanda. UCRAINA Nel 2019 il governo ha approvato una legislazione del lavoro che viola le regole dell’OIL e della legislazione sociale dell’UE e ha innescato uno scontro col sindacato che ha visto le ultime manifestazioni svolgersi poco che scoppiasse la crisi.  In una breve intervista un sindacalista di Kiev parla della condizione dei lavoratori ucraini in guerra, ma dice anche che il conflitto spazzerà via dall’agenda politica i diritti dei lavoratori.

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Newsletter190620: ONU indagherà USA sui diritti umani?

GEOPOLITICA I paesi africani e alcuni organismi ONU chiedono l’istituzione di una commissione d’inchiesta internazionale sulla violazione dei diritti umani negli USA. Le democrazie occidentali difendono l’alleato, ma la vicenda riflette un mutamento dei rapporti di forza in campo internazionale, che rende possibile ciò che fino a pochi anni fa sarebbe stato inconcepibile. Per Washington sarà più difficile accusare la Cina di reprimere con violenza i manifestanti a Hong Kong, come Trump ha fatto spesso in quest’ultimo anno. Su Hong Kong la prima parte di una lunga intervista a due marxisti cinesi sul significato interno e internazionale del movimento nell’ex colonia per la Cina continentale. Il Partito Comunista Cinese è alla ricerca di un nuovo modello di comando capitalistico di fronte alla crisi delle società liberali e su questo terreno gioca anche la sua partita per l’egemonia mondiale. Per questo la discussione all’ONU assume un carattere che va ben oltre il caso Floyd.

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Newsletter050620: Caso Floyd, anche i lavoratori in piazza

MOVIMENTI L’uccisione di George Floyd innesca un’ondata di manifestazioni antirazziste negli USA. Questione razziale, sociale e pandemia si intrecciano e irrompono nella campagna presidenziale. L’episodio potrebbe costare caro a Amy Klobuchar, candidata democratica alla vicepresidenza, con un passato di giudice inflessibile coi neri e i proletari ma indulgente coi poliziotti dal grilletto facile, aveva prosciolto Derek Chauvin, il killer di Floyd. Il ruolo del movimento sindacale nelle manifestazioni antirazziste. POLITICA&ECONOMIA Ormai in piena fase 2 ricordiamo che proprio un anno fa l’ONU e il World Economic Forum siglavano un accordo di collaborazione in sei ambiti, tra cui la sanità. Un patto che un gruppo di ONG e persino un ex alto funzionario dell’ONU hanno descritto come una vera e propria ‘privatizzazione delle Nazioni Unite’. I grandi gruppi economici siedono al tavolo con gli Stati nazionali e vedono riconosciuto questo loro ruolo in termini formali.

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Newsletter030320: Tra mascherine e smart working

LAVORO L’emergenza coronavirus è stata radiografata in ogni possibile sfaccettatura, con la sola eccezione del punto di vista dei lavoratori, che invece stanno già pagando le prime conseguenze oggi e rischiano di pagarne di più pesanti domani. Una panoramica tra le fabbriche del Veneto e le cooperative della Liguria, dal trasporto pubblico locale piemontese e campano alle aziende assicurative nel milanese. FINANZA Il recente annuncio dell’offerta lanciata da Intesa San Paolo su UBI Banca ripropone il tema del risiko bancario nell’era del tasso zero. Le banche hanno una strategia per difendere la redditività. Non altrettanto, si direbbe, i sindacati per difendere i lavoratori. GEOPOLITICA Un recente rapporto dell’ONU sulla presenza di aziende israeliane, americane ed europee nei Territori Occupati getta una luce sugli interessi economici che sostengono la costruzione di nuovi insediamenti e il mantenimento dei vecchi da parte dei coloni israeliani, sulle ragioni della politica americana e sul valore reale della ‘legalità internazionale’.

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