Newsletter110322: Chi arma gli ucraini non li aiuta, li usa

GUERRA Giornalisti d’assalto, intellettuali, conduttori e ospiti dei salotti tv: tutti pronti a perorare la causa della linea dura con Putin e dell’invio di armi a Kiev e a gettare su chi non indossa l’elmetto l’ombra del sospetto: colluso col nemico? Un intervento di Marco Veruggio denuncia: inviare armi agli ucraini non significa essere solidali, ma cercare di sfruttarne la resistenza per i propri fini. Da Genova un documento firmato da dirigenti politici, sindacali, dell’associazionismo ricollega l’impegno internazionalista contro la guerra a un episodio di 100 anni fa, l’assalto squadrista alla sede del quotidiano socialista “Il Lavoro”.  SINDACATO In Colombia anche essere iscritti al sindacato negli stabilimenti delle ditte d’appalto di Coca Cola significa essere in guerra, una guerra sociale. Lo denunciano a Elena Rusca i dirigenti di Sinailtrainal, da anni vittime di minacce, assassini, sequestri, spionaggio e persecuzioni.

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Newsletter100919: Conte bis, dibattito a sinistra

POLITICA A sinistra il patto anti-Salvini siglato da PD e M5S ha suscitato un dibattito che ha visto prevalere la posizione ‘turiamoci il naso’ in nome della difesa della democrazia e della Costituzione. Una posizione espressa in modo limpido in un’intervista rilasciata da Marco Revelli al Fatto il giorno in cui Conte scioglieva la riserva al Qiurinale. E’ la risposta della ‘sinistra dei valori’ a cui fa da contraltare una sinistra che vede ancora nel conflitto tra le classi il motore della storia e del progresso sociale. ECONOMIA Il settimo dei 29 punti del Conte bis è dedicato al Green New Deal, una formula che dagli Stati Uniti si sta diffondendo nel mondo, anche grazie all’azione del movimento contro i cambiamenti climatici. Ma di cosa si tratta? Ad esempio della transizione dagli idrocarburi alle energie rinnovabili, un passaggio necessario, ma non privo di problemi.  Le stime di alcuni scienziati, infatti, rivelano che i costi sociali e ambientali di questo processo potrebbero essere alti come quelli nell’attuale regime energetico. A conferma che la questione, come sempre, non è tanto il mezzo, ma piuttosto chi e come lo maneggia.

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