Newsletter110322: Chi arma gli ucraini non li aiuta, li usa

GUERRA Giornalisti d’assalto, intellettuali, conduttori e ospiti dei salotti tv: tutti pronti a perorare la causa della linea dura con Putin e dell’invio di armi a Kiev e a gettare su chi non indossa l’elmetto l’ombra del sospetto: colluso col nemico? Un intervento di Marco Veruggio denuncia: inviare armi agli ucraini non significa essere solidali, ma cercare di sfruttarne la resistenza per i propri fini. Da Genova un documento firmato da dirigenti politici, sindacali, dell’associazionismo ricollega l’impegno internazionalista contro la guerra a un episodio di 100 anni fa, l’assalto squadrista alla sede del quotidiano socialista “Il Lavoro”.  SINDACATO In Colombia anche essere iscritti al sindacato negli stabilimenti delle ditte d’appalto di Coca Cola significa essere in guerra, una guerra sociale. Lo denunciano a Elena Rusca i dirigenti di Sinailtrainal, da anni vittime di minacce, assassini, sequestri, spionaggio e persecuzioni.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter080322: UCRAINA La sfida per l’economia globale si tinge di sangue

CAPITALISMO&GUERRA Aldilà dei suoi esecutori materiali la guerra rappresenta l’esplodere di tensioni latenti nella sfida per l’egemonia economica globale, che non sempre la diplomazia non riesce a contenere. Come ci spiega Elena Rusca, traendo spunto da una riunione dell’ONU sulla crisi ucraina, in un’economia in cui tutto è merce e persino le agenzie che si occupano di soccorrere le vittime dei conflitti armati agiscono come “imprese umanitarie”, le ragioni delle guerre sono in larga misura legate all’accaparramento di materie prime e mercati di sbocco per i propri prodotti. E come documenta l’ultima inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalism, The Ericsson List, può capitare che mentre le cancellerie occidentali demonizzano il proprio nemico del momento le loro aziende, al riparo dai riflettori, concludano affari con lui, persino se quel nemico si chiama ISIS.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter040322: ROMA Per bloccare lo sfratto interviene l’ONU

CASA Chi gestisce i complessi di edilizia agevolata costruiti nella Capitale coi soldi pubblici e con quali conseguenze per gli inquilini? Il caso di una signora ultraottantenne romana che a febbraio è stata salvata dallo sfratto dall’intervento dell’Alto Commissario dell’ONU ci ha offerto lo spunto per cercare di rispondere a questa domanda. UCRAINA Nel 2019 il governo ha approvato una legislazione del lavoro che viola le regole dell’OIL e della legislazione sociale dell’UE e ha innescato uno scontro col sindacato che ha visto le ultime manifestazioni svolgersi poco che scoppiasse la crisi.  In una breve intervista un sindacalista di Kiev parla della condizione dei lavoratori ucraini in guerra, ma dice anche che il conflitto spazzerà via dall’agenda politica i diritti dei lavoratori.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter010322: Le possibili conseguenze della guerra

GUERRA&ARMI UE e Italia invieranno armi all’Ucraina. Come spiega la nota di Piero Acquilino è uno dei tanti effetti di un periodo storico in cui, finita l’era deterrenza nucleare, il tema strategico centrale è diventato come fare la guerra senza che questa si trasformi in conflitto totale, in un mondo in cui le fitte trame di legami economici tra paesi sviluppati rendono sempre più difficile fare la guerra senza innescare una reazione a catena. Le armi sono anche lo strumento attraverso cui il complesso militar-industriale americano maneggia somme colossali di denaro pubblico, nel 2021 quasi 800 miliardi di dollari, quasi metà del PIL italiano, e ne ricavano profitti miliardari e potere. Il business delle armi, tuttavia, ingrassa anche l’industria bellica italiana, come ci racconta il secondo reportage di Elena Rusca dai campi minati del Sahara occidentale.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter250222: Ucraina, il mondo del WTO finisce a Kiev

GUERRA Alcune nostre considerazioni iniziali sulla guerra in Ucraina: i protagonisti, chi ne esce bene e chi male, almeno per il momento, la prospettiva e le conseguenze più di lungo termine. Inoltre una lunga analisi, scritta prima dell’invasione, da un analista russo, sulle possibili ripercussioni dell’occupazione sugli assetti interni della Russia, un paese sospeso tra il ricordo della potenza passata e un’economia che non è in grado di offrire agli ucraini sostanziali miglioramenti delle proprie condizioni di vita.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter220222: Saharawi, un popolo dimenticato in un limbo silenzioso

SAHARA OCCIDENTALE I Saharawi, gruppo etnico che abita nell’ex colonia spagnola contesa da Marocco e Mauritania, luogo di traffici, ma anche custode di risorse economiche rilevanti, da quasi mezzo secolo vivono tra guerra, miseria e oppressione, nel quasi assoluto silenzio. Dai campi profughi nel sud dell’Algeria Elena Rusca ricostruisce la loro storia e parla dei più recenti sviluppi con Buhubeini Yahya Buhubeini, direttore della Mezzaluna Rossa Saharawi. UCRAINA Per comprendere la situazione ucraina è utile conoscere il contesto economico e sociale in cui si sviluppa lo scontro tra la Russia, il governo di Kiev e i loro alleati. Un articolo dell’economista Michael Roberts ci dipinge un paese che il tasso di diseguaglianza e la crescita del PIL pro capite rendono più simile a uno Stato dell’Africa centrale piuttosto che europeo.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter110222: Crisi ucraina e inflazione si abbattono sui redditi più bassi

ECONOMIA&POLITICA Mai come in questo periodo viene a galla con irrefutabile evidenza l’intreccio che unisce politica internazionale e questione sociale. La crisi ucraina rafforza un’impennata dei prezzi dei combustili che sta colpendo i paesi europei, ma, al loro interno, penalizza soprattutto i lavoratori e le fasce sociali a basso reddito, dispiegando, come dimostra una recente analisi del think tank liberale Bruegel, un effetto di redistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto, che in Italia è particolarmente acuto, quasi sei volte più che in Francia. Ma a chiedere al governo di essere protette dall’inflazione sono soprattutto le aziende.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter171221: Ucraina, la strategia di Putin tra bluff e “guerra ibrida”

CRISI UCRAINA Due rapporti dell’americano Institute for the Study of War confermano quanto  già detto da autorevoli esperti militari: la mobilitazione di quasi 200.000 soldati russi sui confini ucraini sarebbe un modo per mettere pressione sul governo ucraino e sulla NATO più che l’avvisaglia di una vera e propria invasione. Ciò tuttavia non esclude che Putin sia disposto a realizzare alcune incursioni in territorio ucraino e dunque a un uso limitato della forza concentrato su singole posizioni per disporre di maggior potere contrattuale al tavolo già avviato per una soluzione diplomatica della crisi. 

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter220319: Il legale: ultima picconata all’art. 18

LAVORO Una recente sentenza del Tribunale di La Spezia fa luce sull’ultima picconata inflitta alla possibilità di essere reintegrati nel posto di lavoro anche se il licenziamento viene giudicato illegittimo da un giudice. La riforma Monti-Fornero del 2012 e alcune sentenze della Cassazione del 2018 di fatto sotterrano le rassicurazioni della politica sul fatto che almeno per i licenziamenti disciplinari, quelli per certi versi più delicati, sarebbe rimasto tutto come prima. Ne parliamo con l’avvocato Roberto Quber, legale nella causa spezzina, cercando di capire gli aspetti legali e anche quali siano le possibili soluzioni per arginare il problema. POLITICA In vista delle elezioni presidenziali del 31 marzo torniamo a parlare di Ucraina, questa volta analizzando le dinamiche politico-elettorali, ma soprattutto le tensioni sociali di cui esse sono espressione, la situazione della sinistra, la peculiare struttura del regime oligarchico di questo paese, che a fine mese potrebbe giocarsi la carta di Volodymyr Zelensky, star della tv, che potrebbe succedere all’uscente Petro Poroshenko e che qualcun già chiama il ‘Trump ucraino’ (ma è proprio così?). Insomma non è solo una questione di rapporti con Putin.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter301118: UCRAINA, perché una nuova crisi

GEOPOLITICA Questa newsletter è integralmente dedicata alle tensioni tra Russia e Ucraina esplose domenica scorsa col sequestro di tre imbarcazioni militari ucraine da parte di unità dell’FSB e della marina russa nel Mar Nero. Una scelta dovuta in parte allo scarso risalto dato dalla stampa italiana a questo episodio, in parte alla rappresentazione artefatta e tutta in chiave esclusivamente geopolitica che viene data, ancora una volta, della situazione ucraina. Per la stampa internazionale lo scontro tra Kiev e Mosca si spiega esclusivamente come scontro tra gli apparati politici e militari dei due paesi sotto l’occhio attento delle altre potenze regionali e globali, USA in prima fila, mentre le popolazioni si muovono mosse in primo luogo da motivazioni legate alla questione nazionale. Andando a scavare, tuttavia, sotto la crosta dello scontro tra opposti nazionalismi emerge prepotente la questione sociale. A cozzare tra loro infatti sono due regimi che riflettono le contraddizioni sociali della transizione dall’economia pianificata al mercato e la consegna degli apparati produttivi della Russia e dell’Europa dell’est a un pugno di oligarchi e, talvolta, a grandi gruppi industriali multinazionali. E’ il caso delle miniere del Donbass e dell’acciaieria ArcelorMittal di Kryviy Rih, di cui ci occupiamo. Guerra e nazionalismo si riconfermano come una delle più tradizionali strategie per depotenziare e tenere sotto controllo il conflitto sociale, quando esso arriva a sfiorare i limiti di guardia. Ma la storia non è fatta solo di cancellerie, ambasciate e stati maggiori. Esistono anche le masse dei lavoratori e dei comuni cittadini, che, anche quando non riescono a far sentire la propria voce aldilà dei propri confini, spesso riescono a condizionare le scelte dei propri governanti.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi