Newsletter051119: GM, stop sciopero, ma intesa non convince

LOTTE Lo sciopero alla GM di cui ci eravamo occupati negli scorsi numeri si è concluso dopo sei settimane con un accordo che però sembra aver lasciato l’amaro in bocca agli operai dell’auto. Il referendum che ha ratificato l’intesa ha avuto un magro 57% di voti a favore e soprattutto dalle urne esce frustrata la maggiore aspirazione di chi ha scioperato: la cancellazione del sistema two-tier, che prevede differenze salariali pari quasi al 100% tra i dipendenti GM. CINEMA Ad agosto Netflix ha messo in rete un film molto interessante, che ci aiuta a comprendere il contesto in cui si è svolta la lotta alla GM. In American Factory 2.000 operai licenziati dalla casa automobilistica americana vengono riassunti da una multinazionale del Fujian, ma, dopo l’entusiasmo iniziale, sperimentano l’esportazione di condizioni di lavoro cinesi in America. POLITICA I dati sui voti assoluti e i flussi elettorali alle regionali in Umbria confermano che il fenomeno più significativo uscito dalle urne è lo smembramento dell’elettorato cinque stelle tra centrosinistra, centrodestra e un’astensione almeno in parte catalogabile come ‘astensione da sinistra’. Il postideologico non rende più come una volta?

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter291019: Roma, rotta la pax sindacale, Raggi in difficoltà

POLITICA Le tante contraddizioni accumulatesi negli anni a Roma stanno spingendo la sindaca Raggi e il sindacato verso un conflitto che appare tutt’altro che desiderato e si intreccia con le tensioni latenti nella maggioranza di governo e dello stesso M5S. I sindacati infatti in sostanza chiedono al Governo di commissariare la Capitale. In questa situazione per i lavoratori delle partecipate si aprono delle opportunità, ma si pone allo steso tempo un problema di strategia. LOTTE Nel mondo si moltiplicano le mobilitazioni di massa che prendono spunto dal carovita ma sfociano in una critica frontale al sistema politico e sociale nel suo complesso. E’ accaduto in Cile con la rivolta contro l’aumento di 30 pesos delle tariffe dei trasporti, su cui torniamo in questo numero, e si sta ripetendo in Libano col movimento innescato dalla cosiddetta ‘tassa su WhatsApp’. Siamo in presenza di un trend generalizzabile a livello globale? Un tema su cui torneremo nelle prossime settimane.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

PRIMO PIANO Anche gli spazzini francesi in sciopero

In Francia a scioperare non sono solamente i ferrovieri. La CGT  dei trasporti e dei servizi pubblici infatti ha convocato uno sciopero a oltranza, anche questo a partire dal 3 aprile, degli spazzini francesi e nell’intero comparto dei rifiuti. I lavoratori rivendicano il riconoscimento del loro lavoro come insalubre e usurante. ‘Abbiamo un’aspettativa di vita tra le più brevi ‘ – osservano nei volantini di convocazione dello sciopero. Per questo gli spazzini francesi chiedono la possibilità di andare in pensione cinque anni prima, con un assegno pari all’ultima retribuzione, anticipo che dovrebbe salire a dieci anni (contro i cinque già previsti attualmente) per chi svolge le mansioni più usuranti (addetti alla raccolta e allo smistamento ecc.). La richiesta equivale a un bonus rispettivamente di venti e quaranta mesi ogni cinque anni di lavoro. I lavoratori della filiera dei rifiuti chiedono inoltre una riduzione dell’orario di lavoro a 28 ore settimanali per la squadre diurne e a 24 e mezza per quelle notturne, un taglio che equivale rispettivamente al 20% e al 30% dell’attuale orario. Chiedono infine la creazione di un servizio pubblico unificato per tutti i lavoratori della filiera dei rifiuti, con uno stipendio iniziale di 1800 euro per arrivare al doppio a fine carriera ‘Perché- spiegano – svolgiamo un lavoro di interesse pubblico’. Una piattaforma che dà da pensare, considerato che in Italia l’ultimo rinnovo contrattuale dell’igiene urbana ha aumentato l’orario di lavoro settimanale da 36 a 38 ore a parità di retribuzione e introdotto un nuovo livello retributivo inferiore al primo, per citare solo alcuni degli aspetti più controversi.

Leggi tuttoPRIMO PIANO Anche gli spazzini francesi in sciopero

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi