Newsletter030326: Essere più forti della guerra per fermarla

GUERRA Ciò che suona ancor più allarmante dell’escalation in Medio Oriente è l’inerzia della ‘sinistra’ nelle sue varie articolazioni, da quella istituzionale e riformista a quella ‘radicale’, da chi mentre il mondo corre verso il baratro pensa alla composizione del CSM o fa appello alla legalità internazionale a chi evoca l’ ‘antimperialismo dei BRICS’. Riflessioni a caldo sull’attacco dei giorni scorsi all’Iran e il conflitto regionale che ne è derivato. MILITARISMO Intanto nelle scuole italiane si continuano a preparare le reclute delle guerre di domani: due casi, uno a Lecce e uno a Grosseto, nella denuncia dell’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola.

Newsletter300126: IRAN “Regime change solo con una rivoluzione”

IRAN Per Alì Ghaderi (Fedayn del Popolo Iraniano) per sostenere studenti e proletari iraniani contro Khamenei non servono interventi esterni: basterebbe che Stati Uniti e paesi europei smettessero di sostenere sotto banco il regime e di puntare su un “avvicendamento interno”. Il resto è compito degli iraniani, dei loro sindacati e delle organizzazioni della Resistenza. INTERNAZIONALISMO Da Caracas a Tehran al Minnesota proletari tra due fuochi: il fuoco vero e proprio dei regimi che li opprimono e la carità pelosa di chi per sfruttare le loro lotte impugna la bandiera della “democrazia”. L’analisi di Marco Veruggio sul sito Good Morning Genova.

Newsletter160126: IRAN Un capitalismo che crolla su se stesso

IRAN Per spiegare la rivolta in Iran non servono trame da spy story: basta la crisi di un capitalismo iraniano che non riesce più a soddisfare neppure chi fino a poco tempo fa ne beneficiava e le cui contraddizioni erano destinate a esplodere: l’analisi di Alessandro Siglioccolo e un comunicato dello storico sindacato dei tranvieri di Tehran. USA In questo convulso inizio d’anno l’assassinio di Renee Good da parte dell’ICE per certi versi pesa persino più di Venezuela e Iran, perché porta alla ribalta e alimenta una resistenza interna a Trump organizzata, che ora potrebbe estendersi, radicalizzare le posizioni del sindacato e inasprire il conflitto nelle classi dominanti statunitensi e nel complesso apparato statale americano. Il sito di Jacobin sottolinea che anche nei settori sociali più trumpiani la maggioranza non ha digerito l’azione dell’ICE. Mentre Labor Notes ricorda chi era Renee Nicole Good e spiega come agiscono i gruppi di intervento rapido anti-ICE di cui faceva parte.

Newsletter260625: Medio Oriente, proletari carne da cannone degli imperialismi

MEDIO ORIENTE Proletari iraniani, palestinesi e israeliani vittime delle bombe e della violenza brutale della guerra tra imperialismi: comunicati dei sindacati iraniani indipendenti e dei prigionieri di Evin a Tehran (dove sono detenuti i prigionieri politici); la deportazione a sud della popolazione di Gaza, attuata dal governo israeliano per svuotare la Striscia, facendo leva sulla fame e sulla “distrazione” a causa del conflitto con l’Iran; la carenza di rifugi antiaerei in Israele, soprattutto nelle città a maggioranza palestinese e negli edifici più vecchi abitati dalle fasce più povere della popolazione.

Newsletter160625: IRAN “L’unico regime change sono le rivolte di operai, donne e studenti iraniani”

GUERRA “Gli unici che possono imporre il regime change in Iran sono operai, studenti e donne che già da anni lottano contro il regime teocratico”. Intervista ad Alì Ghaderi, dirigente dei Fedayn del Popolo Iraniano. ARMI Con tempismo perfetto il SIPRI pubblica il suo Yearbook 2025, da cui si evince che nel mondo le testate nucleari sono sul punto di tornare ad aumentare per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda.

Newsletter081124: “Iran-Israele, un balletto pericoloso”

INTERNAZIONALE La minaccia esterna di Israele e l’instabilità interna del regime iraniano, ormai privo del consenso sociale di un tempo e bersaglio di continue contestazioni da parte di lavoratori, giovani, donne. In che modo si intrecciano questi elementi e come influenzano le prospettive della guerra regionale in Medio Oriente e del più ampio contesto internazionale? Ne parliamo con Alì Ghaderi, dirigente della Resistenza iraniana da tempo in esilio nel nostro paese. LETTURE La recensione di Gianluca Paciucci ad Altri comunismi, secondo capitolo del lavoro di un gruppo di giovani storici dedicato alle correnti del marxismo critiche della linea ufficiale del PCI e della III Internazionale in Italia.

Newsletter310524: Sindacalisti iraniani e francesi nelle carceri iraniane

INTERNAZIONALISMO Una lettera firmata da due sindacalisti dei tranvieri di Tehran detenuti nel carcere di Evin, Reza Shahabi e Davood Razavi, ai delegati alla Conferenza internazionale dell’OIL ricorda le persecuzioni di cui sono vittima i lavoratori iraniani e non solo loro. Da due anni Cecile Kohler, segretaria del sindacato degli insegnanti di una della maggiori confederazioni sindacali francesi, Force Ouvrière, è detenuta insieme al compagno Jacques Paris nello stesso carcere, arrestata mentre era in vacanza in Iran, il primo maggio 2022, con l’accusa di aver incontrato alcuni esponenti dei sindacati indipendenti, tra cui gli stessi Shahabi e Razavi, e di aver fomentato disordini prendendo parte ad alcune manifestazioni degli insegnanti iraniani. Eppure l’OIL continua a invitare alla sua conferenza come rappresentanti dei lavoratori iraniani i delegati inviati dallo stesso regime che detiene nelle sue carceri Shahabi, Razavi, Kohler e Paris, accomunati dalla propria condizione di proletari e vittime sacrificali nello scontro tra le classi dominanti dei propri paesi.

Newsletter270623: GEOPOLITICA Tehran minaccia, l’Europa asseconda

GEOPOLITICA L’irruzione di mille poliziotti albanesi in un compound dell’opposizione iraniana provoca un morto a parecchi feriti. Ma non è un caso isolato: dal Belgio alla Francia si susseguono episodi che evidenziano un’ambiguità di fondo della politica americana ed europea in Medio Oriente. Da una parte la condanna del regime iraniano, che viola le libertà democratiche, giustizia gli oppositori, destabilizza la regione e, in Ucraina, fornisce droni a Putin. Dall’altra una tolleranza, che a tratti sfocia nella collaborazione, per i colpi sferrati da Tehran ai propri oppositori sul suolo europeo. LIBRI Un libro di un giovane ricercatore, Gabriele Mastrolillo, cerca di colmare il vuoto lasciato dalla storiografia a proposito delle correnti antistaliniste del comunismo italiano e, in particolare, del movimento trotskista. La recensione di Piero Acquilino. PUNTOCRITICO Amazoniade, il long form di Massimiliano Cacciotti coi disegni di Emanuele Giacopetti diventa spettacolo-conferenza, insieme agli altri capitoli del nostro progetto sul lavoro in Amazon. In un video la sintesi della serata del 16 giugno al Teatro Le Sedie a Roma.

Newsletter130623: Starbucks Italia e la lezione sindacale americana

LAVORO&SINDACATO “Lavoratori di tutto il mondo, unitevi!”: per noi questa celeberrima esortazione di Marx ed Engels a un movimento  politico e sindacale dei lavoratori ancora in formazione non è solamente ancora attuale, lo è, semmai, più di allora per il grado di mondializzazione dell’economia a cui siamo giunti 170 anni dopo. In questa newsletter parliamo della sindacalizzazione dei lavoratori di Starbucks in Nordamerica, perché la rapida espansione di questa azienda in Italia e la crescita del personale (quasi 700 addetti entro il 2023) pone la sinistra e il sindacato di fronte a inevitabili riflessioni su come intervenire in un settore al centro dell’offensiva delle imprese – ristorazione e pubblici esercizi – con le immancabili menate sui giovani che non vogliono lavorare (ora ci si è messo pure Claudio Amendola). E traduciamo in italiano la lettera di Reza Shahabi, sindacalista degli autoferrotranvieri di Tehran in carcere, ai sindacalisti che in questi giorni sono a Ginevra per la Conferenza annuale dell’OIL, perché pensiamo che farla circolare, in particolare nel sindacato, sia il “minimo sindacale”, proprio in tutti i sensi, per dimostrare solidarietà a chi da anni combatte contro il regime iraniano, ma viene ignorato, perché per le esigenze degli imperialismi occidentali è preferibile dipingere la lotta del popolo iraniano semplicemente come una lotta delle donne e dei giovani per i diritti democratici.

Newsletter230523: IRANLEAKS Tehran si sceglie il “nemico migliore”

INTERNAZIONALE Iranleaks potremmo chiamarlo, sull’esempio di altri episodi di diffusione di documenti top secret. Il 7 maggio un gruppo hacker vicino all’opposizione repubblicana iraniana ha violato i siti del Ministero degli Esteri e sottratto 54 terabyte di documenti che ha cominciato a riversare in rete. Ne emergono anche aspetti imbarazzanti per l’Occidente, come la trattativa tra Belgio e Iran per lo scambio di prigionieri politici e una curiosa simpatia per la famiglia dell’ex scià, che sembra accomunare servizi di sicurezza iraniani e ambienti euroatlantici, anche italiani, popolati anche di personaggi bizzarri. CAPITALISMO LIMES ha intervistato Richard D. Wolff, economista marxista americano: un lungo dialogo sulla globalizzazione, il declino americano e l’ascesa cinese. Se uno dei più autorevoli pensatoi della borghesia italiana si rivolge a un marxista è un segnale di crisi?

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