Newsletter220219: CGIL, no al salario minimo?

ECONOMIA Un disegno di legge del M5S per l’introduzione di un salario minimo orario per legge suscita la contrarietà della CGIL, che a sua volta innesca l’ennesima polemica sui social. Ma il salario minimo è un istituto presente in 22 paesi dell’UE e nel 2015 è stato introdotto anche in Germania, dopo aver superato anche lì le tradizionali resistenze del sindacato. Di che cosa si tratta? Quali sono le obiezioni del sindacato e quanto sono fondate? POLITICA Un’editoriale pubblicato la settimana scorsa dall’Economist, una delle voci più autorevoli del capitalismo mondiale, chiama a raccolta i liberali a contrastare il revival di una pur generica idea di socialismo negli USA e in Europa, in particolare tra i giovani. SINDACATO Lo sciopero delle infermiere irlandesi è sospeso dopo l’intervento della Labout Court, che propone una mediazione con aumenti salariali su cui le lavoratrici saranno chiamate a pronunciarsi in un referendum a marzo. Mentre dall’Albania arriva la notizia della nascita del primo sindacato nell’industria dei call center.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter190219: Albania nel caos, l’Italia non ci fa caso

POLITICA Una manifestazione di piazza promossa dall’opposizione parlamentare albanese e preparata da tempo sabato scorso a Tirana è finita in scontri con la polizia e addirittura nell’assalto al Palazzo del Governo. L’Italia è divisa dall’Albania da una lingua di mare, è il suo primo partner economico, eppure né i loquacissimi ministri del governo giallo-verde né l’opposizione finora hanno spiccicato una sola parola. O forse è proprio quella ragione del silenzio? Andando a rovistare nei fatti e nei numeri vengono fuori notizie inedite, riemergono storie dimenticate da molti – ad esempio quando i porti italiani li chiudeva il governo di centrosinistra di Romando Prodi – e soprattutto scopriamo che da mesi nelle piazze albanesi c’è un’altra opposizione, ignorata: sono i giovani universitari che per pagarsi gli studi e aiutare le propri famiglie lavorano senza diritti e spesso ammalandosi nei call center gestiti in gran parte da imprese italiane o italo-albanesi e che da dicembre lottano contro l’aumento delle tasse universitarie, contro una società opprimente e contro i tentativi di strumentalizzazione da parte dei partiti di opposizione, come racconta Albina Ruko, portavoce del movimento studentesco. E allora sì, forse è proprio per questo che non se ne parla e che lo scontro in Albania viene liquidato come un semplice conflitto parlamentare sul tema della ‘legalità’.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi