Newsletter250220: il problema è il virus o il paziente?

SOCIETA’ L’insegnamento più interessante che possiamo trarre dal coronavirus è che viviamo in un sistema economico e in società vulnerabili, costruite su equilibri instabili, in cui – per usare la famosa metafora – basta il battito d’ali di una farfalla per innescare una reazione a catena dalle conseguenze imprevedibili. Una fragilità a cui contribuiscono fattori soggettivi: un circo mediatico alla spasmodica ricerca del titolo strappa-clic e degli indici di ascolto e una politica screditata in cerca di occasioni per riabilitarsi (e spostare l’attenzione dalle questioni che contano). Ma anche e soprattutto fattori oggettivi: un capitalismo globale fondato sul just-in-time e la moltiplicazione dei centri di potere, con apparati statali depauperati dai tagli alla spesa e un baricentro produttivo spostato sempre più a est, in cui la linfa vitale delle merci e delle materie prime scorre lungo catene di fornitura spesso difficili da proteggere, tanto più in un contesto di crescente instabilità politica e sociale, che rendono il mondo un mosaico sempre più complesso. Così come per le vittime di questi giorni c’è da chiedersi: il problema è il virus o il paziente debilitato?

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Newsletter240919: L’incubo greco in un film

CINEMA Quattro anni dopo un film di Costa Gavras presentato a Venezia ci offre l’immagine claustrofobica e impietosa del cinismo del mercato nei confronti di un popolo, ma anche delle illusioni di una sinistra che pensava di rimediare agli effetti di una disfatta sociale con una vittoria elettorale. Con lavoratori, pensionati e giovani greci ridotti a spettatori, le battaglie verbali degli ‘adulti in una stanza’ hanno un solo possibile esito: tragico. ECONOMIA Che impatto avranno l’automazione e, più in generale, l’innovazione tecnologica sul lavoro? Un recente articolo di un economista liberale ammette che su questo tema ‘la teoria economica non possiede risposte chiare’. Ma rivela anche la natura ideologica di quella domanda. GEOPOLITICA Il recente attacco a uno dei maggiori impianti petroliferi sauditi, che per un giorno ha fatto precipitare la produzione mondiale di greggio del 5%, ha messo in luce uno dei punti più vulnerabili del capitalismo globalizzato: le catene di fornitura. Un episodio che ha sollevato timori e una riflessione ‘strategica’ sul problema da parte dei grandi gruppi economici.

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