Newsletter050424: Tusk: “Prepariamoci alla guerra. I migranti? Un’arma ibrida”

POLITICA&GUERRA Una citatissima intervista di Donald Tusk, premier polacco ed esponente di quella destra liberale ed europeista che in Polonia ha sconfitto il PiS, alleato di FdI in Europa, e che tanto piace ai progressisti italiani. Dice che dobbiamo prepararci alla guerra producendo più armi, che bisogna essere solidali con l’Ucraina purché ciò non danneggi le imprese polacche, che Giorgia Meloni in politica estera è bravissima e che i migranti sono un’arma scagliata contro l’UE. ECONOMIA&GUERRA Un lungo articolo di Gianni Alioti su Sbilanciamoci sull’Europa che piace a Tusk: un’Europa sempre più militarizzata. LETTURE È uscito il secondo volume di PuntoCritico “da New York a Passo Corese. Conflitto di classe e sindacato in Amazon, di Charmaine Chua-Spencer Cox e Marco Veruggio, introduzione di Sergio Bologna e infografiche di Emanuele Giacopetti.

Newsletter190124: il duo Macron-Meloni affonda la direttiva UE sui rider

LAVORO&POLITICA Tutti insieme appassionatamente – potremmo dire – sovranisti ed europeisti, destra, sinistra e centro: Macron e Scholtz, a braccetto con Meloni e Orbàn, stanno facendo di tutto per far sì che la Direttiva europea sui lavoratori delle piattaforme non venga approvata prima dello scioglimento del Parlamento Europeo in vista delle elezioni e che si debba ricominciare tutto daccapo nella prossima legislatura. Ma in Italia il PD, che esprime la capo-negoziatrice dell’organismo legislativo europeo sul tema, la “bonacciniana” Elisabetta Gualmini, si guarda bene dal chiederne conto al governo. OCCUPAZIONE Intanto il “World Social and Employment Outlook” pubblicato a fine anno dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, annuncia che, dopo la ripresa postpandemica dell’occupazione, nel 2024 ci si attende una nuova crescita del tasso di disoccupazione globale.

Newsletter210223: Superbonus, chi ha vinto e chi ha perso

CASA La decisione del governo di bloccare la cessione dei crediti d’imposta del superbonus ha acceso le polemiche. La maggioranza di governo critica compatta la misura, contenuta in un decretone che nel 2020 aveva bocciato in aula, pur senza spendere una parola sul merito, anzi. Calenda loda la Meloni, fingendo di ignorare che il suo socio Renzi, invece, aveva votato a favore. Ma, quel che più conta, si lancia la caccia al capro espiatorio – Conte? I furbetti del 110? – con una narrazione che elude il ruolo di tutti coloro che dalla misura hanno tratto beneficio: banche, imprese di costruzioni e dell’indotto (soprattutto le più grandi), studi professionali e anche chi ha sfruttato le madornali debolezze della norma per truffare lo Stato. Chi, tanto per cambiare, ci ha perso sono i lavoratori, quelli dell’edilizia e i lavoratori-inquilini, che ora rischiano di restare stritolati negli ingranaggi di una normativa modificata decine volte in due anni e mezzo, e quelli, molti di più, che non hanno potuto accedere al superbonus e ora si sentono dire che a causa sua hanno un debito di 2.000 euro.

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