Newsletter051021: Da Berlino a Evergrande grandi manovre sulla casa

CASA&FINANZA Da Berlino a Shenzen la speculazione finanziaria sulla casa è protagonista. L’accordo tra due colossi immobiliari svedesi per la cessione di 28.000 appartamenti, 3.000 nella capitale tedesca, suggerisce che i grandi gruppi del settore non siano troppo preoccupati per l’esito del referendum berlinese del 26 settembre, che ha dato indicazione di espropriare chi possiede più di 3.000 appartamenti e tornare alla gestione pubblica. Intanto in Cina scoppia il caso Evergrande, il colosso immobiliare privato sovraindebitato, sintomo della bolla finanziaria e immobiliare che pesa sull’economia cinese e che Xi Jinping potrebbe sfruttare per imprimerle un parziale cambio di rotta e al contempo rafforzarsi politicamente. SALARIO MINIMO Bruno Manganaro, dirigente della CGIL genovese polemizza col governatore Toti, ma manda anche un segnale al sindacato: “Il salario minimo – è la sua tesi – non indebolisce ma rafforza la contrattazione collettiva”.

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Newsletter210221: il governo Draghi visto da Parigi e da Berlino

POLITICA Mentre in Italia l’adulazione dei media nei confronti del “Grande Competente”, come Tommaso Montanari ha argutamente battezzato Mario Draghi, supera ormai ogni limite, la stampa estera ha meno interesse a incensare l’ex presidente della BCE e quindi il pregio di darci un’immagine meno oleografica del processo di formazione del governo. Qualche articolo inoltre ci offre alcuni elementi di riflessione su come Parigi e da Berlino, le due più influenti capitali europee, guardano agli eventi italiani. LAVORO Dopo settimane di rivelazioni e polemiche la tempesta che qualche mese fa sembrava aver travolto la sanità calabrese si è dissolta nel nulla. Con un operatore sanitario di una RSA del cosentino cerchiamo di capire come funziona e da quale blocco di potere è governata e con quali conseguenze per i lavoratori e i cittadini. Dopo aver letto l’intervista sarà più facile capire come sia stato possibile affidare la salute dei calabresi a personaggi così improbabili.

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Newsletter050419: Brexit, cosa dicono i sindacati?

EUROPA Theresa May strappa finalmente un risultato ottenendo per un solo voto un impegno della Camera dei Comuni a evitare un’uscita non concordata dall’UE. Era una delle richieste portate avanti dai sindacati e dalla stessa confindustria britannica. I sindacati, che tre anni fa, a differenza dei loro iscritti, avevano preso posizione contro la Brexit in modo compatto, oggi affrontano quella contraddizione adottando un atteggiamento pragmatico: proteggere posti di lavoro, retribuzioni e diritti dei lavoratori britannici e dei lavoratori europei che vivono nel Regno Unito. POLITICA Dopo la breve parentesi ministeriale e il tentativo abortito di intervenire positivamente nella crisi del PD, Fabrizio Barca ritorna in campo con un’iniziativa, ’15 proposte per la giustizia sociale’, che riflette la crisi delle classi dirigenti e delinea un interessante bilancio di 30 anni di politiche neoliberali. Un progetto che oscilla tra il disegno utopistico di un nuovo modello economico tracciato a tavolino e il tentativo neanche troppo nascosto di creare un nuovo movimento politico entro la fine naturale della legislatura. Ma con quali radici nella società? LOTTE Il primo aprile Berlino è rimasta paralizzata dallo sciopero dei 15.000 dipendenti del trasporto pubblico locale, impegnati in una trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nel Land in cui chiedono forti aumenti salariali e una riduzione significativa dell’orario di lavoro settimanale all’amministrazione rosso-verde che governa la capitale. Ancora un caso internazionale in cui la lotta per il salario occupa il centro della scena.

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