Newsletter010219: per Salvini un campanello d’allarme

POLITICA I primi sintomi di crisi nel rapporto tra il governo a trazione leghista e pezzi di società che dovrebbero essere particolarmente cari ai giallo-verdi vengono a galla: dai segnali che arrivano da Castelnuovo di Porto, sede del CARA appena sgomberato alla manifestazione di Genova contro il DL sicurezza. Tra quelli che sembrano non gradire la Chiesa cattolica e i militari. SINDACATO Lo sciopero delle infermiere e delle ostetriche irlandesi per chiedere salari sufficienti a fermare la fuga del personale sanitario dalle corsie d’ospedale è iniziato, ha visto l’adesione di 35 delle 40mila lavoratrici interessate e, secondo un sondaggio, ha raccolto il sostegno del 74% degli irlandesi. Se il Governo non accetterà di riaprire la trattativa la prossima settimana ci sarà un nuovo sciopero, questa volta di 48 ore. STUDENTI Un bel reportage del settimanale tedesco Der Spiegel dalla Cina spiega l’ondata di attivismo studentesco che impensierisce Pechino e come il perno di questo attivismo siano i circoli universitari marxisti, come questi si siano coordinati tra loro e uniti alle lotte dei lavoratori cinesi nella regione di Shenzen, affrontando una dura repressione con arresti e intimidazioni.

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Newsletter280818: Diciotti, Salvini ha vinto?

Chiusa la vicenda della nave Diciotti ci si interroga sul suo significato politico: chi ha vinto e chi ha perso? Ufficialmente Salvini e il Governo si sono intestati la vittoria, ma il caso Diciotti ha evidenziato una difficoltà crescente: da una parte la tenuta dell’UE rispetto al ricatto del Ministro degli Interni, dall’altra il crescente imbarazzo dei CinqueStelle e infine l’attivismo di istituzioni e apparati come la magistratura, i vertici della Guardia Costiera e la Chiesa, che pure ha adottato una strategia indiretta, prendendo atto dell’egemonia che i ‘populisti’ esercitano anche tra i cattolici, come confermano anche in recenti sondaggi realizzati in Italia e negli USA. D’altro canto la questione immigrazione appare sempre più un diversivo in attesa del vero banco di prova, che sarà la politica sociale del Governo, ivi comprese le soluzioni per i difficili problemi ILVA, Alitalia, Genova. Anche a livello internazionale del resto autorevoli centri studi dimostrano che l’ascesa del ‘populismo’ usa l’immigrazione come leva per portare a galla e incanalare una rabbia sociale dovuta a politiche economiche che premiano le classi dominanti e penalizzano lavoratori e ceto medio. Una realtà che il dibattito sull’immigrazione tende a offuscare, così come il vocabolario con cui il fenomeno migratorio ci viene raccontato crea un doppio binario tra profughi e ‘migranti economici’ e un diverso grado di ‘legittimità’ giuridica tra chi fugge dalla guerra e dalla dittatura e chi invece dall’oppressione economica. Un aspetto quest’ultimo su cui negli anni passati si è aperto un dibattito sulla stampa internazionale da cui l’Italia si è tenuta lontana.

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Newsletter020318: Chrysler, mazzette al sindacato. Marchionne: ‘Non so nulla’

SINDACATO Negli USA la Fiat Chrysler pagava mazzette al sindacato United Auto Workers per addomesticare le trattative. Bill Parker, ex sindacalista della UAW alla Chrysler, spiega come un sindacato che rinuncia alla propria autonomia può finire anche per prendere soldi dalle aziende, che in realtà dovrebbero essere la sua controparte. E ci racconta una storia che in qualche modo capovolge la narrazione del salvataggio dell’industria automobilistica americana da parte di Obama. POLITICA A pochi giorni dalle elezioni i giornali continuano a enfatizzare la contraddizione tra ‘moderati’ e ‘populisti’ nel centrodestra, ma è una contraddizione che potrebbe scoppiare nel partito di Salvini prima ancora che nella coalizione. Infatti, mentre il capo della Lega ribadisce che non c’è posto per Maroni in un eventuale governo di centrodestra, qualcuno fa notare che in Veneto i suoi uomini avrebbero monopolizzato i collegi sicuri a scapito dei fedelissimi di Zaia. Non è solo uno scontro personale: ci sono ragioni politiche e sociali. ANCORA SINDACATO I piloti Ryanair dimostrano che il conflitto in azienda e il coordinamento dei lavoratori europei possono ancora portare dei risultati. Dopo 33 anni di guerra al sindacato la compagnia low cost irlandese è costretta a far entrare il sindacato in azienda. Anche in Italia.

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