Contro la scuola caserma

Allievi delle elementari a cui mettono giubbotti antiproiettile e insegnano inni militari di età fascista; lezioni di manganello; militari, produttori di armi, forze dell’ordine in aula e studenti in caserme, basi NATO e celebrazioni della “difesa della Patria”. Università in cui la presenza di aziende della difesa minaccia libertà di insegnamento e di ricerca. Scenari distopici alla Squid Game, ma non è una fiction. E Gaza e Ucraina ci mostrano gli effetti concreti della militarizzazione di scuola e società.

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“Fare una guerra è un lavoro di narrazione. Una buona storia è fondamentale per legittimare l’uso della forza militare. Ecco perché i militari hanno bisogno di attività promozionali e Israele è un paese modello nel promuovere le proprie imprese militari. Abbiamo colonizzato, occupato e invaso con successo, semplicemente per diventare più forti e accettati dalle altre nazioni. La nostra storia di ebrei perseguitati e la nostra democrazia illuminata fanno entrambe parte del nostro solido kit di pubbliche relazioni. Ma prima di promuovere la nostra storia nel resto del mondo, dobbiamo promuoverla presso i nostri figli. Poiché la corruzione morale legata all’apartheid prospera, evitare il servizio militare diventa una minaccia. Ad alcuni bambini offriamo benefici, alla maggior parte propiniamo promesse fittizie. Ogni bambino viene selezionato per prestare servizio con una pressione sopportabile e un’adeguata quantità di esposizione alla violenza”. (Guy Davidi, regista di “Innocence”)

ITALIA ED EUROPA RISCHIANO DI DIVENTARE ALTRETTANTO BRAVE A RACCONTARCI CHE SIAMO CIRCONDATI DA BARBARI E DOBBIAMO ESSERE PRONTI A DIFENDERCI CON OGNI MEZZO…

Are you ready to play?

Capitolo 1: Italiani brava gente?

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ESSERE BUONI E’ UN REQUISITO FONDAMENTALE PER FARE LA GUERRA

“non abbiamo scheletri nell’armadio, non abbiamo una tradizione coloniale, non abbiamo sganciato bombe su nessuno e non abbiamo messo il cappio al collo di nessuna economia. Siamo l’Italia e siamo italiani, un popolo abituato a farsi rispettare per la qualità delle nostre merci e delle nostre azioni” (Manlio di Stefano, M5S, sottosegretario agli Esteri governo Conte 1, 5 luglio 2019).

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“Gli italiani nel periodo pre-fascismo 4 durante il fascismo, voglio dire il governo italiano, l’Italia nei suoi 100 anni di colonie in Africa ha costruito e realizzato. Noi non siamo per natura gente che va a rubare e a depredare al prossimo anche per un fatto culturale […] cioè non esiste nella nostra mentalità che tu vai da una parte e fai il deserto e lo chiami pace, come qualcuno in qualche maniera insultava l’Impero romano”. (Edmondo Cirielli, FdI, viceministro degli Affari Esteri, Governo Meloni, 1 luglio 2023)

1937. Un ‘attentato terroristico’ alle truppe di occupazione italiane in Etiopia, poi il massacro: in poche settimane soldati, camicie nere e operai italiani uccidono decine di migliaia di civili inermi, distruggono le case coi lanciafiamme, bruciano pile di cadaveri. Lo storico Rochat parlerà di ‘tentato genocidio’: ci ricorda qualcosa? (clicca sulle icone per approfondire).

1992-1994. Operazione Ibis: i soldati italiani vengono inviati sotto l’egida ONU a “stabilizzare” la Somalia e proteggere gli aiuti umanitari. Tra i militari della Folgore un giovane Roberto Vannacci. Negli anni successivi la denuncia di un militare italiano e il diario di un parà del Tuscania riveleranno torture e stupri di gruppo ai danni della popolazione locale. Le inchieste assolveranno i vertici militari e condanneranno pochi soldati, senza allontanarli dal servizio.

“La linea sottile” (2016). Due storie parallele: Bakira Hasecic, bosniaca e musulmana, stuprata dai militari serbi durante la guerra di Bosnia Erzegovina e Michele Patruno, il parà che denunciò le violenze e gli stupri dei solati italiani in Somalia (clicca sulla locandina per vedere il film).

2004. I Militari italiani sono impegnati nella “missione di pace” Antica Babilonia, in realtà la prosecuzione della guerra dichiarata da una coalizione a guida USA per esportare la democrazia in Iraq e distruggere le “armi di distruzione di massa” (che in realtà non verranno mai trovate). Il 5-6 agosto i lagunari combattono la battaglia dei ponti di Nassiriya. Secondo la Procura militare alcuni di loro sparano su un’ambulanza uccidendo 4 civili, tra cui una donna incinta. L’esercito replica: “era un’autobomba”. Verranno assolti.

– Nassiriya 2004, fuoco contro un’ambulanza (Il Manifesto)

– A Nassiriya sparammo su civili e ambulanza (Corriere della Sera)

– Battaglia dei Ponti, Gallo: “I militari nascondono la verità” (A.Mi.D. – Associazione Militari Democratici)

“Luca, annichiliscilo!” estratto audio del video integrale. 

The game is not over
(continua...)

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