Newsletter300620: Ritorno all’800, sindacato in stato confusionale

ECONOMIA&LAVORO I focolai di covid-19 comparsi in Italia e in Germania confermano la parabola di un capitalismo che in nome della modernità e del rilancio post coronavirus in realtà ci riporta alle immagini dell’Inghilterra di metà ‘800, col lavoro a domicilio e a cottimo o fabbriche simili a gironi danteschi. La storia del mattatoio tedesco smentisce la narrazione che vorrebbe episodi simili verificarsi solo nei paesi meridionali come l’Italia e per opera di piccole imprese, magari contigue alla criminalità, che operano nel sommerso. Tönnies, di cui ripercorriamo la storia, è una holding tedesca con 16.000 dipendenti in tutto il mondo e oltre 7 miliardi di fatturato. SINDACATO Alle bordate della Confindustria di Bonomi, ex presidente di quegli industriali lombardi che a febbraio hanno contribuito al dilagare dell’epidemia pur di difendere ‘la roba’, il sindacato pensa di rispondere proponendo patti alle imprese, facendo da suggeritore al Governo o ricorrendo a scioperi simbolici quanto privi di effetto. In Liguria la FIOM genovese prova a uscire da questa logica proponendo un ammortizzatore sociale unico per tutti lavoratori che copra il 90% del salario. E cerca di calare quest’idea dentro la otta di chi deve sopravvivere con 260 euro al mese. Ne parliamo col segretario dei metalmeccanici genovesi Bruno Manganaro.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter290520: Mediobanca: crisi? Non per tutti…

ECONOMIA Le imprese colpite dalla crisi del coronavirus, è un ritornello riproposto quotidianamente a reti unificate. Ma il rapporto pubblicato la settimana scorsa da Mediobanca presenta una realtà un po’ più complessa: tantissime aziende, è vero, sono state colpite brutalmente dalla pandemia, ma non tutte allo stesso modo, anzi alcune hanno visto i propri fatturati esplodere e alla fine dell’anno metteranno a bilancio crescite a doppia cifra. SINDACATO Ci sono anche imprese che la crisi stanno facendo di tutto per farla pagare ai lavoratori e alle casse degli Stati. Tra queste ArcelorMittal, il colosso della siderurgia, che nei comunicati stampa snocciola cifre positive, ma poi sembra fare un uso sapiente di crisi piccole e grandi, dalle beghe interne ai governi italiani alla pandemia, per riorganizzarsi, esercitare pressioni, ridurre i costi. Una tattica che non può essere colta osservando i fatti nei limiti angusti dei confini nazionali. Ne parliamo con Bruno Manganaro, segretario generale della FIOM CGIL di Genova, dove nei giorni scorsi si è scioperato contro una nuova ondata di cassa integrazione, e con Jean-Luc Ruffin, esponente della CGT nello stabilimento francese di Fos-sur-Mer e membro del Comitato Europeo Aziendale di ArcelorMIttal.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter210420: le incognite della fase 2

TRASPORTI Si parla di fase 2 ma nessuno finora è in grado di spiegarci come funzionerà. Ad esempio: come verranno garantiti i trasporti e il rispetto della distanze di sicurezza? In Cina dopo il COVID-19 un terzo della popolazione è passata al mezzo privato. E’ questa la soluzione migliore anche per l’Italia? AAA Cercasi una strategia. LAVORO Un intervento del segretario della FIOM di Genova Bruno Manganaro ci ricorda che il sindacato è nato per migliorare le condizioni di lavoro in azienda e sottolinea come la pandemia oggi apra un nuovo capitolo di quella storia, in cui, oggi come ieri, ai lavoratori – che pure oggi si ‘scoprono’ essenziali – nessuno regalerà nulla. SANITA’ Le assicurazioni su cui si basa il sistema sanitario americano copriranno le cure necessarie ai malati di COVID-19? Un articolo del New England Journal of Medicine, una delle più antiche e autorevoli riviste mediche americane, risponde a questa domanda, svelando le trappole della sanità statunitense.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter110518: Iran-USA. E ora?

POLITICA Martedì sera Donald Trump ha annunciato l’uscita degli USA dal trattato sul nucleare iraniano. Si tratta di una notizia attesa, che avrà conseguenze geopolitiche non solo sulle relazioni Iran-USA, ma più in generale sugli equilibri geopolitici globali e che sta già suscitando un ampio dibattito. Come sempre quando si tratta di politica internazionale la stampa italiana, a parte rare eccezioni, è la meno adatta a farsi un’idea di ciò che realmente bolle in pentola. Lo scontro Iran-USA viene presentato come frutto delle ‘paturnie’ del bizzarro presidente degli Stati Uniti. In realtà, come ha commentato Limes, una delle poche voci italiane autorevoli in materia di politica internazionale, si tratta di un mutamento di tattica all’interno di una strategia ormai consolidata da decenni. MOBILITAZIONI Negli ultimi giorni alcune delle mobilitazioni che abbiamo seguito in questi mesi hanno vissuto alcuni passaggi importanti, dalla vertenza ILVA alla lotta dei lavoratori della GTT contro la giunta pentastellata a Torino, per quanto riguarda l’Italia, fino gli scioperi dei ferrovieri francesi e degli insegnanti in un numero crescente di Stati negli USA. In attesa di tornare a occuparci nel dettaglio di ciascuna di queste vertenza, in questo numero abbiamo voluto tracciare una breve panoramica dei più importanti sviluppi, sentendo anche i diretti interessati. SCIENZE Il dibattito internazionale tra i geologi sull’introduzione di una nuova era geologica, l’Antropocene, vede entrare in campo anche la teoria marxiana della produzione e riproduzione del capitale, impiegata come strumento di analisi per analizzare gli effetti dell’attività umana sull’ambiente e la crisi ecologica che affligge il Pianeta. Una conseguenza inevitabile della presenza umana o, in particolare, dell’introduzione del modo di produzione capitalistico? A 200 anni dalla sua nascita il pensiero di Marx rappresenta ancora un efficace strumento di indagine, almeno per una parte della comunità scientifica internazionale.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter170418: E se Macron fallisse?

INTERNAZIONALE L’ultimo numero di Limes, la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, ci fornisce un’immagine della Francia di Macron priva di quell’alone agiografico con cui la politica italiana è solita porsi nei confronti di qualunque fenomeno a cui pensa di potersi ispirare per uscire dalla propria crisi. Le aspirazioni regali di Macron alla riconquista della ‘grandezza perduta’ vengono ridimensionate e le sue contraddizioni messe in rilievo in tutta la loro portata. ITALIA Limes sottolinea anche le possibili influenze della politica francese sull’Italia. Un nuovo governo a trazione leghista o pentastellata potrebbe decidere di non confermare la missione italiana in Niger decisa a gennaio (col voto contrario del M5S), così come per il ‘lepenista’ Salvini la conferma del ‘Trattato del Quirinale’, messo in cantiere lo scorso autunno da Macron e Gentiloni, potrebbe essere un boccone troppo indigesto. Anche un articolo del britannico International Institute for Strategic Studies, tratto dall’edizione 2018 dell’IISS Military Balance+, si interroga sugli sviluppi della politica estera italiana nei prossimi mesi. Il nuovo governo italiano infatti non sarà chiamato a occuparsi solo di fisco o di reddito di cittadinanza. C’è anche la politica internazionale, soprattutto dopo le recenti tensioni in Siria. SINDACATO Sabato a Genova all’incontro internazionale organizzato dal coordinamento dei consigli di fabbrica europei della siderurgia rappresentanti sindacali italiani, francesi, tedeschi e belgi del settore hanno analizzato i possibili effetti della ristrutturazione della produzione europea, con migliaia di esuberi in arrivo nei prossimi mesi e lanciato un segnare chiaro e forte al sindacato europeo e mondiale: i lavoratori europei della siderurgia vogliono scioperare insieme per difendere stipendi e posti di lavoro, ma anche per non farsi arruolare e dividere dalle iniziative protezioniste in atto, non solo da parte degli USA, nel mercato dell’acciaio. IN BREVE Il Corriere pubblica un’interessante e ampia intervista ad Arturo Schwarz, poliedrico scrittore, artista, editore e collezionista, militante politico marxista, che riepiloga una vita avventurosa e densa di contatti con personaggi come Lev Trotsky e André Breton. Al Cinema è ‘Karl Marx mania’? ‘Il giovane Karl Marx’ è un piccolo successo. Partito in sordina, raddoppiano le copie in circolazione per rispondere alla richieste delle sale.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi