Newsletter141125: Gli esuberi in Amazon e il ruolo dell’IA

CAPITALISMO&TECNOLOGIA Nei numerosi commenti sui 14 mila esuberi annunciati da Amazon a fine ottobre si è posta molta enfasi sull’IA come causa naturale di quella scelta, le cui ragioni, in realtà, sono tutte economiche. Marco Veruggio ne evidenzia alcune: rimbalzo postpandemico, concorrenza cinese e carenza di forza-lavoro. L’hype dell’IA ha come effetto anche la sottovalutazione di altre tecnologie, alcune delle quali, tra l’altro, sono fondamentali per sviluppo della stessa IA. Tra queste i computer quantistici, che, come evidenzia un lungo reportage di thinkchina.sg, sono al centro della competizione geopolitica USA-Cina.

Newsletter311025: Belgio, l’N-va attacca i lavoratori

LOTTE Una manifestazione che, secondo gli organizzatori, ha portato 140.000 lavoratori in piazza e altre tre giornate di sciopero già proclamate a fine novembre: è la risposta dei sindacati belgi all’attacco del governo nazionalista dell’N-va a pensioni, salari e lavoro notturno. LAVORO Amazon annuncia il taglio di 14.000 posti di lavoro nel mondo. La giustificazione del management è trumpiana – “meno burocrazia più tecnologia” – ma le ragioni sono economiche, come ha spiegato martedì sul quotidiano genovese Il Secolo XIX Marco Veruggio.

Newsletter250725: ROMANIA Lavorare per un clone di Amazon

LAVORO: ROMANIA Come abbiamo già visto a proposito di Mercado Libre in America Latina, dove Amazon non apre i propri magazzini nascono cloni che ne riproducono, adattandoli al contesto, organizzazione e tecniche di sfruttamento del lavoro. È il caso del gruppo Emag.ro in Europa orientale. Abbiamo intervistato un lavoratore rumeno del gruppo. ITALIA A quasi 4 mesi dallo sciopero del 17 marzo i sindacati firmano il rinnovo del contratto integrativo Feltrinelli. Alice Romano, Filcams CGIL Milano, spiega i contenuti dell’accordo e il potenziale effetto sull’intero settore.

Newsletter010725: NEW YORK Lavoratori Amazon reagiscono all’automazione

LAVORO&TECNOLOGIA Un magazziniere di Amazon su Labor Notes racconta l’impatto dell’automazione sul lavoro dei colleghi e la loro reazione: più stress, ma anche atti di resistenza e voglia di organizzarsi sindacalmente. LETTURE Automazione e tecnologia non colpiscono solo gli operai e il lavoro a bassa qualifica, ma anche i colletti bianchi. Come spiega Alessandro Siglioccolo torna d’attualità la lettura di un marxista americano, Harry Braverman, e in particolare di una sua opera degli anni ‘70: “Lavoro e capitale monopolistico”. Infine la recensione di Marco Veruggio dell’ottimo saggio “La logistica in Italia. Merci, lavoro e conflitti” di Andrea Bottalico.

Newsletter100625: Shein, dalla Cina con furore

ECONOMIA&LAVORO La guerra commerciale tra USA e Cina passa anche attraverso l’e-commerce. Il colosso cinese del fast fashion Shein, entrato alla chetichella nei mercati internazionali, ormai insidia Amazon, grazie un catalogo in cui accanto agli abiti figurano anche articoli per la casa, elettronica di consumo ecc., ma a prezzi fino a 4-5 volte più bassi. Un successo basato su un abile utilizzo della tecnologia per accelerare il ciclo produttivo, ma anche sullo sfruttamento massiccio dei lavoratori migranti impiegati nei 4.000 laboratori di Guangzhou: cottimo, turni fino a 17-18 ore al giorno, un solo riposo al mese, condizioni di sicurezza precarie.

Newsletter310125: State Trafficking, tratta di schiavi Tunisia-Libia (coi soldi UE)

MIGRAZIONI L’inchiesta di un gruppo di ricercatori presentata mercoledì a Bruxelles smaschera l’ipocrisia delle politiche migratorie europee: la Garde Nationale tunisina, finanziata dall’UE, rapisce, tortura e vende migranti neri alle milizie libiche, che li usano come schiavi e ostaggi. TECNOLOGIA Il caso Deepseek alimenta ulteriormente la bolla dell’IA e mette in discussione l’egemonia delle Big Tech americane. PUNTOCRITICO Continuano le presentazioni di Conflitto di classe e sindacato in Amazon: a gennaio Roma e Cosenza, a febbraio Lucca, Sanremo e Modena.

Newsletter170124: AMAZON Beffati due volte i lavoratori sauditi

AMAZON A ottobre due inchieste, una dell’ICIJ e una di Amnesty, denunciavano le condizioni di lavoro disumane nei magazzini sauditi di Amazon. A febbraio l’azienda annunciava risarcimenti per 1,9 milioni di dollari a 700 lavoratori, ma ora emerge che la maggior parte dei diretti interessati non ha visto un soldo. LOGISTICA Un commento scritto a caldo subito dopo la preintesa sul rinnovo contrattuale, mentre sono in corso le assemblee che dovrebbero ratificarla entro il 27. Aumenti salariali irrisori per un settore che macina profitti miliardari, lievi migliorie (da verificare) sugli appalti, più per merito dei giudici che del sindacato.

Newsletter151124: Trump alla prova del deep state

POLITICA In un incontro organizzato dalla Fondazione Di Vittorio il giorno prima del voto americano Jeffrey Sachs, economista, consigliere economico USA di Gorbacev ed Eltsin negli anni ‘90, all’ONU dal 2001, alla domanda: “Che impatto avranno le elezioni sulla politica estera americana?” risponde: “Nessuna, perché negli USA la politica estera la fa il deep state”. Un’affermazione che offre una chiave per ragionare sulla vittoria di Trump e sui futuri scenari della politica internazionale. LAVORO Paris Marx ha pubblicato un interessante articolo su come Amazon sta affossando il servizio postale pubblico in Canada e mettendo pressione su tutti i lavoratori canadesi.

Newsletter081024: Amazon, magazzini o caserme?

LAVORO Un controllo pressante e ansiogeno che in alcuni casi trasforma i magazzini di Amazon e dell’indotto in vere e proprie caserme: è l’impietoso ritratto dipinto da lavoratori, sindacalisti e studiosi delle condizioni di lavoro imposte dal colosso dell’e-commerce. Nuove tecnologie, vecchi sistemi di sfruttamento. Negli USA sia i magazzinieri che i driver per difendersi da quel controllo e chiedere diritti sindacali e salari migliori, stanno aderendo in massa allo storico sindacato dei Teamsters e abbandonando i sindacati indipendenti che avevano tentato di creare nei primi tentativi di organizzarsi nei magazzini.

Newsletter190424: La Cina occupa i porti europei grazie all’austerity

AUSTERITY&SICUREZZA Un’inchiesta di FTM rivela come il draconiano piano di privatizzazioni imposto alla Grecia nel 2015 abbia consegnato alla Cina la chiavi di un’infrastruttura strategica come il Pireo e come Pechino abbia occupato il 10% dei porti europei. Con le imprese che chiedevano a Bruxelles di non ostacolare gli investimenti cinesi in Europa per timore di perdere parte dei loro profitti. SINDACATO Il risultato del referendum nel magazzino Amazon di Coventry, di cui abbiamo parlato nell’ultima newsletter, è arrivato con due giorni di ritardo, per effetto di un risultato maturato per soli 29 voti di scarto: il sindacato ha perso.

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