GUERRA Nel conflitto sospeso da un fragile cessate il fuoco i lavoratori iraniani sono colpiti due volte: dalle bombe lanciate da Stati Uniti e Israele e dall’impatto economico della guerra. Due testimonianze tradotte dal sito slingerscollective: quella di un addetto alle pulizie e quella di un operaio di una fabbrica di componenti per auto. Non troppo lontano un’altra guerra che si trascina da anni ed è legata ai conflitti in Medio Oriente per la sua posizione geografica, ma è coperta da una coltre di omertà. Elena Rusca fa un resoconto della visita di una delegazione del Darfur alle Nazioni Unite a Ginevra e descrive un paese in fase di disintegrazione, un sanguinoso conflitto finanziato tra milizie armate da soggetti esterni come gli Emirati Arabi Uniti, l’illusione che la “comunità internazionale” possa fare qualcosa.
Elena Rusca
Newsletter060226: Israele, come la guerra plasma la psicologia di massa
GUERRA&MILITARISMO In un’intervista al sito +972 la psicologa Dana Amir spiega in che modo e con quali effetti lo Stato di Israele utilizzi il perenne stato di guerra per plasmare psicologia e coscienza degli israeliani, neutralizzandone in larga parte la capacità di giudizio critico. In Germania la seconda giornata di sciopero degli studenti contro il servizio militare obbligatorio e la militarizzazione della scuola segna una nuova fase nella lotta. SOCIETÀ Mentre in Italia si discute ancora della “famiglia nel bosco” Elena Rusca fa alcune osservazioni sull’illusione di potersi autoisolare dal capitalismo e su come essa colpisca non solo singoli individui, ma in qualche misura, anche gruppi e organizzazioni della sinistra.
Newsletter031025: ROMA “Su Gaza la scuola non resti neutrale”
SCUOLA A Roma gli insegnanti di quattro licei lanciano un testo in cui chiedono che su Gaza la scuola non resti neutrale e al governo stop ad accordi e invio di armi a Israele, sostegno agli attivisti della Flotilla e no a PCTO con aziende della Difesa. Marco Veruggio intervista una delle promotrici. LAVORO Il Corriere pubblica un bel reportage di Goffredo Buccini sulle decine di migliaia di palestinesi che continuano a lavorare in Israele scavalcando ogni giorno il muro di confine, rischiando la vita, arricchendo caporali palestinesi e imprenditori israeliani: il business non guarda alla nazionalità. CAPITALISMO Elena Rusca ci racconta come l’ultimo rapporto OIL certifichi il fallimento del modello liberale nel mondo.
Newsletter300925: Lula, tra l’Amazzonia e la Cina
AMBIENTE Mentre si prepara a ospitare la Cop30 nel cuore dell’Amazzonia il Brasile di Lula è attraversato dalla contraddizione tra programmi green e una partnership economica con la Cina che impone di sacrificarli. Di ritorno dal Brasile Caterina Maggi descrive trattative in corso, potenziali terreni di collaborazione e ricadute ambientali ed economiche. CISGIORDANIA Elena Rusca riassume un recente rapporto ONU sul ruolo delle corporation americane ed europee nella colonizzazione israeliana della Cisgiordania, che va avanti a ritmo incalzante approfittando del fatto che i riflettori della stampa internazionale si concentrano su Gaza.
Newsletter230925: Gaza e lo striscione della discordia
INTERNAZIONALISMO Dopo il riuscito sciopero di USB ieri torniamo indietro di qualche giorno. A sinistra ha suscitato polemiche uno striscione della FIOM genovese sull’ “unità dei lavoratori israeliani e palestinesi”. Una buona occasione per una discussione di strategia politica sul Medio Oriente. GUERRE Mentre i riflettori su Gaza restano accesi in Sudan prosegue nel disinteresse generale una guerra in cui, come ci ricorda Elena Rusca, solo nei primi sei mesi dell’anno sono stati uccisi 3.300 civili.
Newsletter070325: BALCANI Macedonia del nord, in rotta verso l’UE
POLITICA In Italia si parla tanto di Europa. Elena Rusca è andata in uno dei paesi in rotta verso l’UE, la Macedonia del Nord, e ci racconta le tensioni etniche, la competizione USA-UE nei Balcani ancora segnati dalle guerre degli anni ‘90, cosa pensano politici di governo e di opposizione. LAVORO Il secondo capitolo dell’inchiesta di Caterina Maggi sullo sfruttamento del lavoro nelle redazioni: salari da fame e pochi o zero diritti costringono molti giovani aspiranti giornalisti a vendersi, con evidenti conseguenze sulla “libertà di informazione”.
Newsletter201224: Nella ricca Svizzera la povertà è un affare
SOCIETÀ Associare l’idea della povertà alla ricca Confederazione Svizzera è un paradosso? Meno di quanto sembri. Da Ginevra Elena Rusca ci spiega perché. Se nel paese delle banche l’8,2% della popolazione è povera, è perché la povertà è anche un business da perpetuare. SCUOLA A Roma la stagione delle occupazioni delle scuole superiori volge al termine. Analizzando i documenti politici dei collettivi e parlando con gli studenti, il tema dei tagli imposti alla scuola pubblica (mentre si aumenta la spesa militare) e della scuola sempre meno scuola e sempre più azienda e caserma si fanno avanti nelle coscienze, almeno di chi si interroga di più sul proprio futuro.
Newletter051223: L’OIL denuncia: 3 milioni ogni anno muoiono di lavoro
LAVORO Ogni anno un’ecatombe con tre milioni di vittime del lavoro in tutto il mondo: è quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Eppure, aldilà delle proverbiali lacrime di coccodrillo dopo ogni incidente mortale, si continua a traccheggiare e qualcuno si infastidisce anche se qualche sindacato reagisce scioperando. Agli incidenti sul lavoro poi si sommano le malattie professionali. CAPITALISMO I processi di concentrazione del capitale e la trasformazione di qualunque attività in asset scambiati sui mercati non toccano solo l’industria pesante, le armi, il petrolio e il gas o le nuove tecnologie. Un’inchiesta di Follow the Money ci svela come una società olandese sta rastrellando autorizzazioni e relative quote di pesca attraverso un complesso groviglio di acquisizioni, di scambi di navi e cambi di bandiera che in cinque anni le hanno consentito di raddoppiare il fatturato portandolo a un miliardo e mezzo di euro.
Newsletter171023: Arabia Saudita, schiavi di Amazon
LAVORO Amnesty International e l’International Consortium of Investigative Journalism hanno intervistato decine di lavoratori nepalesi impiegati nei magazzini Amazon in Arabia Saudita e hanno scoperto che per reclutare i suoi magazzinieri il colosso americano ricorre anche ad agenzie per la fornitura di manodopera coinvolte nel traffico di esseri umani. Agenzie che, inoltre, sfruttano il barbaro sistema locale del “kefala”, che regola i rapporti di lavoro facendo dei lavoratori dei veri e propri schiavi, per abbattere i costi. AMBIENTE Persino le Nazioni Unite si sono accorte dei rischi della transizione energetica. Recentemente il relatore speciale sul tema sostanze tossiche e diritti umani, Marcos Orellana, ha chiesto agli Stati di considerare l’impatto delle nuove tecnologie su ambiente e diritti e criticato le narrazioni ottimistiche e fuorvianti alimentate dalle aziende energetiche.
Newsletter060623: Una lotta internazionale, intervista a un rider Wolt
LAVORO Nei mesi scorsi molti paesi sono stati attraversati dalle mobilitazioni dei lavoratori di Wolt, una delle principali piattaforme di food delivery, che non opera in Italia, ma è molto attiva nel resto del mondo, inclusi paesi asiatici come Georgia e Kazakhstan, dove i lavoraatori sono entrati in sciopero. L’intervista a un rider pakistano che lavora in Grecia chiarisce le ragioni di questa inedita mobilitazione internazionale. SUDAN La tragedia umanitaria scatenata dalla guerra, di cui ci siamo già occupati in altre due newsletter approda anche alle Nazioni Unite, ma, come ci racconta Elena Rusca, organismi sovranazionali e potenze globali non sembrano interessati a metter fine al conflitto quanto a specularvi.