LOTTE Ieri 641 licei e 30 facoltà universitarie occupate: è la rivolta degli studenti francesi contro classi pollaio, carenza di professori e problemi di accesso allo psicologo scolastico. Giovedì in piazza con loro anche dipendenti pubblici, che chiedono stipendi decenti, e pompieri, che chiedono di poter lavorare in sicurezza. La Francia è una pentola in ebollizione. GUERRA Da Odessa Mauro Carlo Zanella, redattore di Pressenza, ci invia il racconto dell’incontro causale, in un bistrot, con un 60enne che ha vissuto in Italia: “Sono anarchico e antifascista, odio la guerra e tutti i nazionalismi, che qui sono stati importati da fuori, e nascondo un amico richiamato alle armi”.
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Newsletter110926: GERMANIA “Il tema non è il nazismo, ma la rabbia sociale”
POLITICA Per Sebastian Rave, esponente di minoranza della Linke, la vittoria dell’Afd in Sassonia era largamente prevedibile e l’ascesa dell’estrema destra è frutto di decenni di politiche di austerità promosse da governi di ogni colorein assenza di un’alternativa a sinistra. Dunque non se ne esce chiamando all’unità dei “democratici” contro i “nazisti”, ma dando uno sbocco di sinistra a una rabbia sociale più che legittima. GUERRA La Corea del sud valuta l’ipotesi di inviare navi militari a Hormuz e scatta la protesta. Da sinistra un appello ai sindacati: l’intervento va bloccato nei posti di lavoro e in piazza, non nelle aule parlamentari. Lavoratori iraniani, americani e coreani non hanno alcuna ragione per farsi la guerra.
Newsletter280726: Tocci: “Mandare soldati in Ucraina per abituarsi alla guerra”
GUERRAFONDAI Nathalie Tocci, figlia di Walter, ex vicesindaco di Rutelli a Roma ed esponente di spicco del PD nella Capitale, ex consigliera d’amministrazione di ENI e dal 2023 nel board di ACEA su nomina del sindaco Gualtieri, scrive un editoriale sull’Economist, in cui spiega che l’Europa dovrebbe mandare i suoi soldati in Ucraina, non tanto per sostenerla, quanto per ravvivare quello “spirto guerrier” che soprattutto tra gli italiani, secondo i sondaggi, è ormai sopito. LAVORO La chimica di base, settore poco noto, ma che produce materie prime fondamentali per l’industria, in Europa è vittima di una gravissima crisi di sovracapacità e di disinvestimento da parte dei maggiori player. A rischio 200 mila posti di lavoro in 5 anni e l’Italia non fa eccezione dagli impianti del nordest a Brindisi e Priolo passando per la Sardegna. L’analisi di Francesco Barbetta.
Newsletter240726: Cadorna ‘diffamato’, la storia va in tribunale
STORIA&POLITICA Una recente sentenza del Tribunale di Lecce – diffamazione aggravata ai danni del generale Cadorna, comandante in capo dell’Esercito durante la Prima guerra mondiale tra il ‘15 e il ‘17 – porta alle estreme conseguenze un trend a cui in realtà ci stiamo abituando (senza farci troppo caso) ormai da alcuni anni: in tempi di guerra anche la storia diventa un campo di battaglia. LAVORO In Francia Stellantis smantella uno stabilimento dopo l’altro e l’auto elettrica non risolve il problema: mentre procede la chiusura programmata di Poissy alla vigilia delle ferie arriva la notizia che chiuderà anche Douvrin: altri 150 posti di lavoro in fumo.
Newsletter100726: SUDAN La catastrofe e il silenzio
INTERNAZIONALE Un aggiornamento di Elena Rusca sulla guerra in Sudan, una catastrofe umanitaria non meno barbara e devastante di quella che avviene a Gaza, ma di cui nessuno parla. Gli Stati non si muovono e questo non deve stupirci. Ma possibile che anche la sinistra, il movimento pacifista e quello per i diritti umani non dicano una parola e soprattutto non si mobilitino? Non molto distante dal Sudan, in Congo, Eni e Lukoil, una delle principali compagnie petrolifere russe, fanno affari in società estraendo e commercializzando GNL. PuntoCritico è stata la prima testata italiana a denunciare il silenzio ipocrita dei media su questa collaborazione col “nemico”, in nome della sicurezza energetica dell’Italia, proprio mentre in Africa se ne celebrava l’avvio. Alessandro Siglioccolo analizza l’impatto di queste politiche energetiche sia sui proletari del Congo sia su quelli italiani. La loro sicurezza non ne esce in alcun modo rafforzata. Cresce al contrario la sicurezza degli azionisti di Eni e Lukoil che faranno soldi a palate.
Newsletter230626: AAA Carne da cannone cercasi
CARNE DA CANNONE I dati diffusi dalla polizia ucraina ad aprile ci dicono che gli attacchi alle squadre di reclutatori che battono le strade del paese a caccia di disertori in un anno un anno sono triplicati. Bloomberg documenta come la ‘resistenza ucraina’ sia sempre più una ‘resistenza coatta’ di soldati inviati al fronte con la forza. Ma anche sul versante russo, come racconta un reportage di Deutsche Welle, i lauti compensi pagati ai soldati per andare a morire in Ucraina sono sempre meno efficaci e per evitare una nuova ondata di arruolamenti coatti la Russia ricorre addirittura ad agenzie che reclutano lavoratori in Africa, perlopiù come guardie private, ma, una volta a destinazione, li costringono a firmare contratti militari, li inviano al fronte e li usano nelle missioni più disperate. Del resto anche gli ucraini per Bloomberg prevedono di ricorrere a combattenti stranieri e prima o poi anche i paesi europei potrebbero farci un pensierino.
Newsletter160626: ROMANIA “Ai proletari il riarmo non piace”
PROLETARI&GUERRA Dagli opposti versanti del fronte in Europa orientale due testimonianze sulla guerra: PuntoCritico intervista Rares, giovane lavoratore e attivista rumeno, sull’impatto sociale dei droni caduti a Galati e a Costanza e su come politica e media, lavoratori e sindacato guardano alla guerra e al massiccio riarmo in atto nel paese grazie ai prestiti di Bruxelles. Sul sito della Rosa Luxemburg Stiftung Azamat Ismailov, giornalista ed esule russo, analizza l’atteggiamento dei sindacati russi verso la guerra e la crescente repressione del dissenso e delle più o meno sotterranee forme di resistenza dei lavoratori al regime di Putin.
Newsletter120626: MONDIALI Il capitalismo italiano alla finestra
CALCIO&CAPITALISMO La crisi del capitalismo italiano si riflette anche nel calcio. Antongiulio Mannoni analizza i limiti strutturali dello sport più amato dagli italiani, che, oltre a smuovere passioni e tifo, mobilita anche miliardi di euro. GUERRA&CINEMA Un mese fa il quotidiano britannico The Guardian rivelava che sono in corso incontri tra funzionari NATO e produttori, sceneggiatori e registi per arruolare il cinema americano ed europeo. In Italia RAI Cinema annuncia il film che celebra gli agenti segreti italiani in azione a Gaza, mentre Crosetto lancia la Netflix dei militari.
Newsletter220526: La guerra vista dal lavoro, dall’Ucraina al Medio Oriente
GUERRA&LAVORO La geopolitica stabilisce il perimetro dei conflitti, il lavoro ne paga la durata, scrive Alessandro Siglioccolo, nelle sue riflessioni sull’impatto della guerra russo-ucraina sui lavoratori dei due paesi. Vale anche per il Medio Oriente, come testimonia un reportage della BBC sui lavoratori migranti nei paesi del Golfo, schiacciati tra la paura di morire e la necessità di continuare a lavorare per inviare le proprie rimesse alle famiglie nei paesi d’origine. E come ribadisce con forza la nota diffusa mercoledì dallo storico sindacato dei tranvieri di Tehran, dopo un lungo silenzio dovuto al blocco di internet da parte delle autorità iraniane. La liberazione dei lavoratori di quel paese – scrivono – verrà dalla loro capacità di lottare, non certo dall’intervento militare dell’imperialismo.
Newsletter280426: Il partito di classe di Calenda
POLITICA In quest’ultimo anno Carlo Calenda si è distinto come uno tra i massimi sostenitori dell’impegno italiano nella guerra in Ucraina e del riarmo europeo. Se andiamo a spulciare tra gli sponsor del suo partito non è difficile capire perché. ANTIMILITARISMO L’8 maggio gli studenti tedeschi tornano in piazza contro il servizio militare obbligatorio e la guerra, ma stavolta qualcosa si muove anche in Italia.