Newsletter180621: Chi ha paura di Pedro Castillo?

POLITICA La notizia dell’elezione, pur contestata, di Pedro Castillo alla presidenza del Perù ha sollevato entusiasmi e speranze nelle fasce più povere della popolazione peruviana e nella sinistra internazionale. Perciò è singolare che nei giorni scorsi Foreign Policy abbia pubblicato un’analisi in cui invita i mercati a non preoccuparsi eccessivamente, sottolineando che in realtà l’ascesa di Castillo potrebbe essere un argine alla crescita di una sinistra più radicale e, stavolta, davvero pericolosa. LAVORO Negli USA lo scontro tra Amazon e i lavoratori organizzati da Amazonians United sul nuovo sistema di turnazione Megacycle segna un punto a favore dei lavoratori e ci riserva un insegnamento: la chiusura del magazzino in cui AU è nata e si è sviluppata, col chiaro interno di depotenziare la sua azione, pare aver sortito l’effetto opposto. SEGNALAZIONI Mentre in Italia si discute del Ponte sullo Stretto il primo computer quantistico IBM fuori dal territorio degli USA arriva in Germania ed è a disposizione di studiosi e centri di ricerca tedeschi, mentre è francese il primo modello prodotto in Europa. 

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter030720: urbanistica e classi sociali dopo il Covid

POLITICA&SOCIETA’ Dopo decenni di urbanizzazione e gentrificazione la pandemia potrebbe indurre una parte della popolazione mondiale ad allontanarsi dalle aree urbane e dai centri cittadini? Oppure i processi di concentrazione demografica andranno avanti, ma coniugati con un nuovo modello di sviluppo urbanistico? Sono le domande a cui 12 esperti interrogati da Foreign Policy a maggio hanno risposto fornendo previsioni e suggerimenti. Una discussione strategica, perché riorganizzare le grandi aree urbane che ospitano la maggioranza della popolazione, del lavoro e degli affari significa riorganizzare la società nel suo complesso intervenendo anche sugli equilibri di potere tra le classi sociali.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter280420: Germania, il COVID in fabbrica e in corsia

LAVORO In che modo la pandemia sta colpendo la locomotiva tedesca, la sua economia e, in particolare, il mondo del lavoro? E con quali conseguenze in termini politici e sociali? Sono alcuni degli argomenti di cui abbiamo discusso in una lunga conversazione con Richard Ulrich, rappresentante di Ver.di e infermiere alla clinica universitaria di Francoforte e Pablo Alderete, fiduciario della IG Metall alla Daimler di Stoccarda, una delle capitali dell’industria automobilistica tedesca. ECONOMIA I mercati sono investiti da un’ondata deflazionistica che colpisce le materie prime e in particolare il petrolio, che ha fatto registrare addirittura prezzi negativi. Non è la prima volta, ma questa volta, come sottolinea un lungo articolo su Foreign Policy, la crisi innescata dalla pandemia potrebbe imprimere una svolta all’economia mondiale.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter070918: Se la cyberguerra la fa l’impresa…

ECONOMIA/TECNOLOGIA Nell’ultimo numero della sua rivista Foreign Policy, autorevole organo del capitalismo americano, solleva alcune preoccupazioni rispetto all’ondata di privatizzazioni che sta portando nelle mani di aziende private e tramite questo canale anche di dittature e gruppi criminali, persino le più sofisticate tecnologie per la guerra elettronica, mettendo a rischio infrastrutture nodali quali centrali elettriche e impianti industriali e minacciando anche il singolo cittadino. Nel momento in cui in Italia si torna a discutere di nazionalizzazioni si tratta di una situazione interessante. LAVORO Mentre in Italia Arcelor MIttal, gigante indiano della siderurgia, con l’intesa firmata ieri, consolida la propria acquisizione dell’ILVA, in India 100mila lavoratori e contadini manifestano nella capitale Delhi contro la politica economica del governo di Narendra Modi che rischia di strangolarli. L’accordo sull’ILVA, se giudicato da un punto di vista strettamente sindacale rappresenta un netto miglioramento rispetto al modo in cui la trattativa era iniziata, per un altro verso riflette l’estrema debolezza dei lavoratori italiani ed europei. Gruppi come AM hanno accumulato capitali da investire all’estero approfittando delle condizioni di favore di cui godono in patria per imporre ai propri dipendenti indiani ritmi di lavoro e paghe che nessun paese europeo avrebbe loro consentito. E ora usano la forza accumulata per imporre il proprio modello anche nelle fabbriche occidentali. Per questo ogni mobilitazione dei lavoratori indiani per ottenere condizioni di lavoro e salari migliori rappresenta una notizia più interessante della media delle notizie che ci vengono propinate quotidianamente da giornali e tv.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi