Newsletter061120: Miliardari più ricchi, il covid aiuta

SOCIETA’”Non ci sono i soldi” viene ripetuto ogniqualvolta si chiedono investimenti sulla sanità e sui trasporti, più ammortizzatori sociali, retribuzioni dignitose. Ma a giudicare da un rapporto dell’Unione delle Banche Svizzere e di PricewaterhouseCoopers i soldi, da qualche parte, ci sono. La ricchezza dei miliardari in due anni e mezzo è aumentata del 20%. E la pandemia viene salutata con una manna. LAVORO Ancora Svizzera: dopo Neuchâtel e Jura a ottobre anche a Ginevra un referendum ha approvato l’introduzione di un salario minimo di 23 franchi l’ora e lo stesso probabilmente farà Basilea. Il paese delle banche sta diventando “socialista”? Da Ginevra una corrispondenza di Elena Rusca. POLITICA Lunedì a Londra sono iniziate le udienze dell’inchiesta Spy Cops, 40 anni di infiltrazioni di Scotland Yard nei movimenti di opposizione sociale scoperte casualmente nel 2010 e attuate sotto governi di ogni colore. Mentre qui la ministra Lamorgese (non Salvini) promuove due condannati del G8. Due notizie, un’occasione per riflettere sulla natura delle nostre “democrazie”.

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Newsletter031120: la scienza della complessità che non usiamo col covid

SCIENZA&STRATEGIA Strategia: è ciò che ai governi dell’Italia e dei principali paesi occidentali sembra mancare di fronte al dilagare della pandemia. Tra il darwinismo sociale (filtrato nei giorni scorsi nelle incaute esternazioni di Sala e di Toti) e una politica di investimenti pubblici su sanità, trasporti, scuola, i governi scelgono l’impossibile quadratura del cerchio, ciascuno in base ai rapporti di forza nazionali, tra la richiesta di tutelare gli interessi economici (di alcuni) e l’esigenza di preservare la pace sociale. Comitati tecnico-scientifici e omelie dei virologi-guru in tv tentano invano di coprire apparati annaspanti che procedono a tentoni, rincorrendo il virus senza mai raggiungerlo come nel paradosso di Achille e la tartaruga. Un’epidemia è un fenomeno complesso e caotico, qualcosa che la scienza moderna ha imparato maneggiare con risultati sorprendenti. Un vecchio articolo della Harvard Business Review sulla swarm intelligence mostra come le imprese utilizzino osservazione della natura, informatica e intelligenza artificiale per elaborare strategie con cui affrontare la complessità per ridurre i costi e aumentare la produttività. Lo fanno anche gli eserciti. Insomma per fare business e guerra si attinge alla ricerca scientifica più avanzata, per combattere il covid-19 a modelli matematici degli anni ‘20 e ai coprifuoco.

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Newsletter301020: Economia&Covid tra un’ondata e l’altra…

ECONOMIA Le conseguenze drammatiche della “prima ondata” di pandemia nel mondo rischiano di impallidire di fronte a quelle che potrebbe avere la seconda. In questo numero analizziamo i costi del coronavirus nel 202o e le previsioni per i prossimi anni, la politica di aiuti messa in campo dall’UE e dal governo italiano e l’impatto che il covid-19 ha avuto finora sull’economia e sulla società italiana. Senza dimenticare che l’accantonamento del ”rigore di bilancio” è solo temporaneo e che il nostro paese esce dalla prima ondata con una ‘ripresa’ tra le più deboli in Europa e col rapporto debito/PIL quasi al 160%. POLITICA Una lettera alla politica romana e laziale, che potrebbe essere estesa alle altre regioni italiane, denuncia le responsabilità a vari livelli della politica nazionale, regionale e cittadina nell’attuale situazione dei pendolari, tra assembramenti e paura del contagio. La morale è che la politica di ogni colore sta trattando la salute pubblica, in particolare di chi è meno protetto, come lavoratori pendolari e studenti, come una variabile dipendente.

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Newsletter271020: Sul covid anche Berlino litiga coi Laender

GERMANIA Anche nel paese indicato come modello nella lotta alla pandemia in Europa il conflitto tra l’autorità centrale dello Stato federale e i governi regionali complica la gestione della crisi sanitaria. Anche se qui c’è anche chi, ad esempio il governatore della Baviera, propone di trasferire competenze dalla periferia al centro invece del contrario. GRAN BRETAGNA Nelle aree più povere del paese il numero dei morti è più del doppio rispetto alle regioni più ricche. Lo denuncia Mark Serwotka, segretario generale di PCS, uno dei maggiori sindacati britannici, che attribuisce le responsabilità politiche di questa situazione a Boris Johnson, ma sottolinea anche l’assenza di un’opposizione energica da parte dei laburisti. CINA Sembrava che la Cina fosse ormai definitivamente al riparo e pronta ad approfittare della rapida uscita dalla crisi sanitaria per consolidare il proprio primato economico nel mondo, ma le notizie di un nuovo focolaio indicano che quanto meno il rischio di una ricaduta è presente. Qui poi i nuovi casi, ufficialmente tutti asintomatici, si sono registrati nello Xinjiang, regione agitata dalle tensioni tra Pechino e l’etnia uigura.

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Newsletter091020: Zaialand, alle radici del successo

POLITICA Un viaggio alla scoperta del ‘modello veneto’ per indagare le ragioni del successo di Zaia e dell’assenza di un’alternativa politica alla destra. Da organizzatore di eventi nelle discoteche del trevigiano ad ‘astro nascente’ della politica italiana (secondo il Financial Times) la bruciante carriera del Governatore è dovuta, certo, alle sue caratteristiche personali, ma soprattutto a un contesto dettato dalle esigenze del capitalismo veneto: coltivare le sue relazioni commerciali all’estero e la pace sociale in casa propria. SCIENZE Per la sinistra indagare le relazioni tra pandemia e struttura sociale, contribuendo a fornire degli strumenti per collocare l’attuale dibattito politico su un terreno meno angusto e in una prospettiva più a lungo termine dovrebbe essere uno degli obiettivi più urgenti. Nell’attesa a colmare almeno in parte il vuoto ci pensa Lancet, l’autorevole rivista medica britannica, con alcune interessanti riflessioni del suo direttore Richard Horton sul rapporto tra covid-19, malattie non trasmissibili e disuguaglianze sociali.

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Newsletter250920: Covid, la competizione mondiale sul vaccino

ECONOMIA Il miraggio del vaccino antiCovid, in grado di esorcizzare le peggiori paure suscitate dalla pandemia, comincia ad affacciarsi all’orizzonte. E’ un grande tema di attualità, ma anche una potenziale arma di consenso e una leva di affari miliardari.  Governi nazionali e istituzioni sovranazionali (tra cui Italia e UE) stanno ordinando centinaia di milioni di dosi di potenziali vaccini non ancora testati e i produttori stanno chiedendo e ottenendo che si facciano anche carico degli indennizzi per eventuali effetti collaterali gravi, visto che le pressioni politiche stanno riducendo i tempi a disposizione per i test clinici. Ma non tutti si fregano le mani: l’industria farmaceutica francese Sanofi, che nel primo trimestre di quest’anno ha visto le proprie entrate gonfiarsi e ha distribuito dividendi miliardari ai suoi azionisti, a giugno ha annunciato 1.700 licenziamenti e la chiusura di un centro di ricerca.

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Newsletter210720: Giovani e lavoratori contro Netanyahu

POLITICA In Israele crescono in modo significativo, sia in termini numerici sia di combattività, le manifestazioni contro l’inossidabile leader del Likud e primo ministro Benjamin Netanyahu, già indebolito dai suoi guai giudiziari (è sotto processo per corruzione) e ora travolto dalla crisi economica e dalle critiche per come ha gestito l’emergenza sanitaria. Alle manifestazioni dei giorni scorsi ieri si è aggiunto lo sciopero indetto dal sindacato delle infermiere. LAVORO Se le associazioni di categoria dei datori di lavoro non mancano di ricordare ogni giorno al Governo quanto hanno perso a causa della pandemia e, conseguentemente, di battere cassa, è l’ordine dei consulenti del lavoro italiani, invece del sindacato, a denunciare che la cassa integrazione ha falcidiato i salari dei lavoratori dipendenti, con tagli che vanno dal 20% al 45% dello stipendio per un ammontare di 3,5 miliardi di euro al mese. Un tema da non dimenticare nei prossimi mesi, quando, come ha annunciato Conte agli Stati Generali, si discuterà di riforma degli ammortizzatori sociali.

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Newsletter140720: Autunno caldo?

SOCIETA’ Se in una certa sinistra evocare l’autunno caldo a luglio è tradizione consolidata, stavolta è un timore diffuso anche in ampie fasce delle classi dirigenti e degli stessi responsabili dell’ordine pubblico di alcuni grandi paesi europei. Gli effetti del covid, delle misure restrittive e della crisi economica stanno esacerbando gli animi, ma i dati scientifici dimostrano che in realtà la tendenza a un’intensificazione dello scontro sociale è in atto da 10 anni e che l’Europa la guida. Un fenomeno con una composizione e una fenomenologia che varia a seconda dei paesi. E in Italia? LAVORO Il mondo del lavoro potrebbe essere uno dei protagonisti di un’eventuale reazione sociale in autunno. Anche qui si registrano mutamenti in corso da anni che la pandemia ha contribuito ad accelerare. Come l’utilizzo del cosiddetto smart working. Cosa ne pensano i lavoratori e le aziende che lo hanno sperimentato in questi mesi e come si attrezza il sindacato? Ne parliamo con due lavoratori e delegati sindacali, anche utilizzando i risultati, ancora inediti, di una recente inchiesta.

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Newsletter030720: urbanistica e classi sociali dopo il Covid

POLITICA&SOCIETA’ Dopo decenni di urbanizzazione e gentrificazione la pandemia potrebbe indurre una parte della popolazione mondiale ad allontanarsi dalle aree urbane e dai centri cittadini? Oppure i processi di concentrazione demografica andranno avanti, ma coniugati con un nuovo modello di sviluppo urbanistico? Sono le domande a cui 12 esperti interrogati da Foreign Policy a maggio hanno risposto fornendo previsioni e suggerimenti. Una discussione strategica, perché riorganizzare le grandi aree urbane che ospitano la maggioranza della popolazione, del lavoro e degli affari significa riorganizzare la società nel suo complesso intervenendo anche sugli equilibri di potere tra le classi sociali.

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Newsletter300620: Ritorno all’800, sindacato in stato confusionale

ECONOMIA&LAVORO I focolai di covid-19 comparsi in Italia e in Germania confermano la parabola di un capitalismo che in nome della modernità e del rilancio post coronavirus in realtà ci riporta alle immagini dell’Inghilterra di metà ‘800, col lavoro a domicilio e a cottimo o fabbriche simili a gironi danteschi. La storia del mattatoio tedesco smentisce la narrazione che vorrebbe episodi simili verificarsi solo nei paesi meridionali come l’Italia e per opera di piccole imprese, magari contigue alla criminalità, che operano nel sommerso. Tönnies, di cui ripercorriamo la storia, è una holding tedesca con 16.000 dipendenti in tutto il mondo e oltre 7 miliardi di fatturato. SINDACATO Alle bordate della Confindustria di Bonomi, ex presidente di quegli industriali lombardi che a febbraio hanno contribuito al dilagare dell’epidemia pur di difendere ‘la roba’, il sindacato pensa di rispondere proponendo patti alle imprese, facendo da suggeritore al Governo o ricorrendo a scioperi simbolici quanto privi di effetto. In Liguria la FIOM genovese prova a uscire da questa logica proponendo un ammortizzatore sociale unico per tutti lavoratori che copra il 90% del salario. E cerca di calare quest’idea dentro la otta di chi deve sopravvivere con 260 euro al mese. Ne parliamo col segretario dei metalmeccanici genovesi Bruno Manganaro.

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