Newsletter031025: ROMA “Su Gaza la scuola non resti neutrale”

SCUOLA A Roma gli insegnanti di quattro licei lanciano un testo in cui chiedono che su Gaza la scuola non resti neutrale e al governo stop ad accordi e invio di armi a Israele, sostegno agli attivisti della Flotilla e no a PCTO con aziende della Difesa. Marco Veruggio intervista una delle promotrici. LAVORO Il Corriere pubblica un bel reportage di Goffredo Buccini sulle decine di migliaia di palestinesi che continuano a lavorare in Israele scavalcando ogni giorno il muro di confine, rischiando la vita, arricchendo caporali palestinesi e imprenditori israeliani: il business non guarda alla nazionalità. CAPITALISMO Elena Rusca ci racconta come l’ultimo rapporto OIL certifichi il fallimento del modello liberale nel mondo.

Newsletter121124: Trump ha vinto su prezzi e salari?

POLITICA Una lunga analisi di Doug Henwood su Jacobin indica nel carovita e nell’incapacità dell’amministrazione Biden di fornire risposte al problema una delle principali cause della vittoria di Trump alle elezioni presidenziali. I sondaggi confermano che sono stati i temi economici, più di quelli “ideologici”, come immigrazione e diritti civili, ad alimentare l’ascesa del miliardario, che peraltro (ne parleremo prossimamente) ha preso esattamente gli stessi voti di quattro anni fa, mentre i Democratici ne hanno perso 11 milioni. LAVORO L’ultimo rapporto dell’OIL racconta la tragedia palestinese dal punto di vista del lavoro. In una situazione in cui gli aiuti internazionali sono bloccati ai valichi a Gaza di fatto non esiste più un’economia e l’80% della popolazione non ha un lavoro ma vive di espedienti. Ma anche in Cisgiordania la disoccupazione balza al 35% e siamo di fronte allo strangolamento economico della popolazione.

Newsletter310524: Sindacalisti iraniani e francesi nelle carceri iraniane

INTERNAZIONALISMO Una lettera firmata da due sindacalisti dei tranvieri di Tehran detenuti nel carcere di Evin, Reza Shahabi e Davood Razavi, ai delegati alla Conferenza internazionale dell’OIL ricorda le persecuzioni di cui sono vittima i lavoratori iraniani e non solo loro. Da due anni Cecile Kohler, segretaria del sindacato degli insegnanti di una della maggiori confederazioni sindacali francesi, Force Ouvrière, è detenuta insieme al compagno Jacques Paris nello stesso carcere, arrestata mentre era in vacanza in Iran, il primo maggio 2022, con l’accusa di aver incontrato alcuni esponenti dei sindacati indipendenti, tra cui gli stessi Shahabi e Razavi, e di aver fomentato disordini prendendo parte ad alcune manifestazioni degli insegnanti iraniani. Eppure l’OIL continua a invitare alla sua conferenza come rappresentanti dei lavoratori iraniani i delegati inviati dallo stesso regime che detiene nelle sue carceri Shahabi, Razavi, Kohler e Paris, accomunati dalla propria condizione di proletari e vittime sacrificali nello scontro tra le classi dominanti dei propri paesi.

Newsletter170522: OIL, la guerra brucia milioni di posti di lavoro

LAVORO Un recente rapporto dell’OIL si sofferma sugli effetti che la guerra in Ucraina sta dispiegando non solo sui posti di lavoro nel paese aggredito, ma anche nei paesi confinanti, in quelli che dipendono economicamente dalle rimesse degli emigrati in Russia e anche nel resto del mondo. Anche per quanto riguarda gli effetti sul mercato del lavoro il conflitto è già mondiale. OLIGARCHI 3 Un articolo scritto nel 2014 da un parlamentare ucraino, giornalista e attivista anticorruzione, legato all’ex presidente Poroshenko spiega come gli oligarchi abbiano continuato a governare il paese dopo la rivolta di Maidan e racconta la parabola ascendente di uno di essi, Igor Kolomoiski, padrino politico dell’attuale presidente Zelenski.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter280122: Bonanni, il pensionato d’oro contro il salario minimo

SALARIO Il pensionato d’oro Raffaele Bonanni, ex segretario della CISL, chiede al governo di lasciar perdere il salario minimo. Nel farlo snocciola una clamorosa serie di strafalcioni, sostenendo addirittura che in Germania non esiste la contrattazione nazionale. Gli risponde la campagna Salario Minimo anche in Italia. LAVORO L’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro ridimensiona drasticamente le previsioni sulla ripresa occupazionale formulate sei mesi fa. Nel 2022 l’occupazione resterà ancora inferiore del 2% rispetto al 2019. La pandemia potrebbe rendere strutturale il lavoro a tempo determinato. STORIA Diego Giachetti, storico e saggista, recensisce il volume di E. Mandel edito da PuntoCritico “Il significato della Seconda guerra mondiale”.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter051121: La strada di Draghi non è più in discesa come prima

POLITICA A otto mesi dal suo insediamento a Palazzo Chigi non possiamo dire che la luna di miele tra Draghi e gli italiani accenni a finire, ma le nubi all’orizzonte si accumulano. Ad accrescere le asperità del suo cammino contribuisce una congiuntura economica che, almeno nelle economie avanzate, vede comparire alcune potenziali opportunità per i lavoratori. Peccato che i sindacati non sembrino rendersene conto. LAVORO L’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro conferma questa dinamica: se l’impatto del covid sull’occupazione risulta complessivamente peggiore del previsto, in alcuni paesi ad alto reddito cresce il numero di posizioni lavorative vacanti, segno che un numero crescente di disoccupati rifiuta i posti con condizioni di lavoro peggiori e salari inferiori.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter090721: OIL, crescono le migrazioni in cerca di lavoro

IMMIGRAZIONE Secondo un recente rapporto dell’OIL il fenomeno delle migrazioni per lavoro è in forte crescita e ha come protagonista una forza-lavoro che opera in particolare nei settori meno tutelati del nostro mercato del lavoro e, in particolare, nei servizi. Si tratta di un processo che avrà conseguenze ancor più visibili di oggi nella composizione del mondo del lavoro nei prossimi anni e su cui la sinistra politica e sociale dovrebbe riflettere. LAVORO Sono le stesse dinamiche in atto da tempo in società più marcatamente multirazziali della nostra. In questa newsletter la seconda intervista sul lavoro di organizzazione di Los Deliveristas Unidos tra i rider di New York, dopo quella pubblicata una settimana fa. Un’intervista che chi fa lavoro sindacale in questo settore in Italia farebbe bene a leggere e prendere in seria considerazione.  SEGNALAZIONI E a proposito di rider italiani pochi giorni fa il Tribunale di Bologna ha dichiarato illegittimo il contratto nazionale siglato da UGL e Assodelivery, di cui il principale ispiratore è stato Pietro Ichino. Il Manifesto ricostruisce tutta la vicenda.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter150621: OIL-UNICEF, torna a crescere il lavoro minorile

LAVORO Un recente rapporto congiunto dell’OIL e dell’UNICEF ci comunica un dato inquietante: dopo 20 anni la tendenza alla diminuzione del lavoro minorile nel mondo si è invertita. Il Covid rischia di contribuire in misura significativa a un ulteriore accentuarsi del fenomeno. Sono a rischio altri nove milioni di bambini. ECONOMIA Se l’avvertimento lanciatoci qualche mese non fosse bastato oggi un nuovo sintomo della fragilità del capitalismo globale si manifesta in Cina. Nuovi focolai di covid-19 nella provincia del Guangdong rallentano il terminal di Yantian (Shenzen) provocando ogni giorno danni pari a oltre sei volte quelli causati dalla Ever Given incagliatasi nel Canale di Suez in primavera. LOTTE Gli ex lavoratori interinali di Amazon, a oltre un mese dalla loro prima manifestazione, catturano l’attenzione del territorio, dell’informazione e delle istituzioni, ma soprattutto ottengono un primo risultato concreto: l’azienda ha cominciato a richiamare alcuni di loro a lavorare. Per ora con contratti a tempo determinato.

Se vuoi leggere la newsletter integrale clicca QUI.

Newsletter260221: Il caso Hasél e l’anomalia spagnola

POLITICA L’arresto per lesa maestà del rapper spagnolo Pablo Hasél da parte di un governo “di sinistra” e le manifestazioni giovanili scoppiate in tutto il paese e finite spesso con cariche e arresti, sono l’occasione per riflettere sull’anomala democrazia spagnola. Protagonista una magistratura in larga misura erede del vecchio apparato franchista, legata a doppia filo alla destra e alla borghesia spagnola, che nei processi per corruzione di questi anni invece hanno ricevuto un trattamento di favore. E una sinistra che, una volta al governo, mantiene le peggiori leggi della destra. E’ la Spagna chiamata a gestire il secondo pacchetto di aiuti europei dopo quello dell’Italia. LAVORO L’ultimo rapporto OIL, dedicato al ruolo delle piattaforme digitali nel mercato del lavoro, analizza tendenze e sfide di un fenomeno in crescita, accelerato dalla pandemia. Negli ultimi 10 anni il loro numero è quintuplicato, con conseguenze problematiche sia per i lavoratori sia per le piccole e medie imprese tradizionali. SEGNALAZIONI Michael Burry, il vulcanico finanziere protagonista del film The Big Short, l’uomo che aveva previsto la crisi dei subprime, oggi prefigura un’ondata di iperinflazione in stile Weimar. Ne parla il sito BusinessInsider.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter290121: Crisi, non è una fiction tv

POLITICA Il governo Conte è in crisi per colpa di Renzi oppure Conte e Renzi sono l’espressione di una politica la cui crisi è figlia del capitalismo italiano dei mille comitati d’affari in perenne lotta tra loro? Senza negare il ruolo che gli individui, coi loro piani e i loro tic caratteriali, svolgono, bisognerebbe forse tornare a pensare che la storia è mossa dagli interessi collettivi e non è una fiction televisiva. LAVORO Un nuovo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, a poche settimane da quello dedicato all’impatto del covid sui salari affronta il suo impatto sull’occupazione. La riduzione delle ore lavorate è senza precedenti: quattro volte il dato registrato all’epoca delle crisi finanziaria globale nel 2009. E gli scenari postpandemici disegnati dall’OIL sono preoccupanti. Il rischio è un’ulteriore esplosione delle diseguaglianze.SEGNALAZIONI Un rapporto ISTAT e un interessante articolo su Collettiva confermano le conclusioni dei ricercatori dell’OIL. L’Italia, pur con le sue specificità, rientra in un trend internazionale.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi