Newsletter140521: Francia-Spagna, militari a gamba tesa

POLITICA Mentre qualcuno in Italia si preoccupa per il cappello da alpino del generale Figliuolo in Francia e Spagna al nostro gruppi di ex alti ufficiali dell’esercito, ma anche qualcuno in servizio attivo, scendono in campo chiedendo ai propri vertici politici tolleranza zero contro i nemici della nazione ed evocando scenari da guerra civile e milioni di fucilazioni. La crisi di sistema nutre pericolose idee di fughe in avanti autoritarie. LAVORO Parliamo ancora di Amazon, ma invece di occuparci dei dipendenti del colosso americano, stavolta il tema della nostra inchiesta è chi in Amazon ci ha lavorato per pochi mesi alle dipendenze di un’agenzia di lavoro interinale, col miraggio di aver trovato il lavoro della sua vita e si è ritrovato senza lavoro dopo 2-3 mesi, senza neanche capire il perché. Sono tanti, migliaia, la maggioranza, si sentono presi in giro, e ora qualcuno ha cominciato a organizzarsi e a protestare, anche chiedendo alla politica di intervenire.

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Newsletter260221: Il caso Hasél e l’anomalia spagnola

POLITICA L’arresto per lesa maestà del rapper spagnolo Pablo Hasél da parte di un governo “di sinistra” e le manifestazioni giovanili scoppiate in tutto il paese e finite spesso con cariche e arresti, sono l’occasione per riflettere sull’anomala democrazia spagnola. Protagonista una magistratura in larga misura erede del vecchio apparato franchista, legata a doppia filo alla destra e alla borghesia spagnola, che nei processi per corruzione di questi anni invece hanno ricevuto un trattamento di favore. E una sinistra che, una volta al governo, mantiene le peggiori leggi della destra. E’ la Spagna chiamata a gestire il secondo pacchetto di aiuti europei dopo quello dell’Italia. LAVORO L’ultimo rapporto OIL, dedicato al ruolo delle piattaforme digitali nel mercato del lavoro, analizza tendenze e sfide di un fenomeno in crescita, accelerato dalla pandemia. Negli ultimi 10 anni il loro numero è quintuplicato, con conseguenze problematiche sia per i lavoratori sia per le piccole e medie imprese tradizionali. SEGNALAZIONI Michael Burry, il vulcanico finanziere protagonista del film The Big Short, l’uomo che aveva previsto la crisi dei subprime, oggi prefigura un’ondata di iperinflazione in stile Weimar. Ne parla il sito BusinessInsider.

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Newsletter240720: Watergate catalano minaccia Sanchez

POLITICA Un altro scandalo, che stavolta colpisce in pieno il governo ‘di sinistra’ spagnolo, conferma una generale tendenza alla riduzione della democrazia anche in Europa che non è esclusiva dell’Est né dei governi nazionalisti. Come negli intrecci proibiti tra finanza, criminalità e guerre nel caso Wirecard, anche nel Watergate spagnolo sono i meccanismi di funzionamento profondi delle nostre società che vengono a galla. ECONOMIA&LAVORO Un’ordinaria vicenda di appalti a Genova ci svela uno di questi meccanismi: in nome del Green New Deal e del risparmio energetico la finanza, con la complicità delle istituzioni nazionali ed europee, assume il controllo dei servizi pubblici e lucra a spese dei lavoratori e dei comuni cittadini. Come? Il caso dell’illuminazione pubblica.

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Newsletter151119: Perchè la destra postfranchista vola

POLITICA In Spagna la destra reazionaria diventa il terzo partito e conquista oltre 50 seggi nella camera bassa. Le ragioni del peraltro atteso balzo in avanti stanno in un mix di problemi sociali e di temi politici inevasi dalla sinistra più o meno ‘radicale’. L’accrocchio annunciato tra socialisti e Podemos appare destinato a regalare l’opposizione sociale, alla vigilia di una nuova recessione, a Vox, tanto più se la formazione postfranchista avrà l’accortezza di spostarsi sul terreno, finora tralasciato, del ‘populismo economico’. ECONOMIA/GEOPOLITICA L’acquisizione dell’ex azienda siderurgica di Stato britannica British Steel da parte di una sconosciuta holding cinese accende oltre Manica (e oltre oceano) critiche ai governi di Sua Maestà non meno aspre di quelle che qui da noi vengono indirizzate alla coalizione giallo-rossa. Le grandi manovre di queste settimane confermano l’intreccio tra economia e geopolitica sul campo di battaglia del risiko internazionale dell’acciaio.

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Newsletter170919: Roma, in metro sicurezza a zero stelle

ITALIA Da Roma arriva la conferma di come il fallimento del M5S derivi dalla sua contraddizione originale: criticare l’establishment liberista sul piano morale, senza però essere in grado di uscire dall’alveo delle politiche liberiste. La pratica degli appalti pubblici al ribasso, funzionali al contenimento della spesa, è uno dei pilastri di tali politiche. E la Procura di Roma, con l’inchiesta sugli incidenti nella metropolitana, dimostra la continuità che lega le scelte dell’amministrazione Raggi alle precedenti. SPAGNA Anche a Madrid sulla stucchevole telenovela della trattativa tra socialisti e Podemos per la formazione di una coalizione di governo incombe la paura delle urne. L’assenza di un ‘effetto Salvini’ in grado di ricompattare la borghesia moderata alla fine potrebbe spingere alle ennesime elezioni, ma col timore che esse segnino un’avanzata della destra e confermino l’attuale instabilità. FRANCIA Un Macron indebolito affronta un nuovo braccio di ferro coi lavoratori, questa volta sulla riforma delle pensioni. Venerdì a scendere in campo sono stati i dipendenti della metropolitana a Parigi. Nella capitale 10 linee su 16 sono rimaste chiuse.

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Newsletter300419: Spagna, verso governo di centrosinistra

POLITICA In Spagna le urne incoronano vincitore un partito dell’Internazionale Socialista, risultato ormai abbastanza inusuale, e allo stesso tempo vedono l’estrema destra entrare in parlamento, come invece è ormai molto usuale. Sanchez pare avviato verso la formazione di un governo di centrosinistra insieme a Podemos, che si troverà a governare la Spagna mentre si annuncia una nuova ondata di recessione. In Catalogna la vittoria dell’ala nazionalista moderata sugli indipendentisti radicali suona come un bilancio del braccio di ferro che ha opposto Barcellona a Madrid qualche tempo fa. GEOPOLITICA Tra i vari dissidi interni al governo giallo-verde (e forse a parziale spiegazione di alcuni dei più aspri scontri di queste settimane) c’è anche la situazione libica, con Conte ed Elisabetta Trenta orientati verso una timida apertura ad Haftar, mentre Salvini appare più legato a una difesa del governo di Tripoli in funzione anti-francese. La confusione che caratterizza la politica estera del Governo tuttavia non è solo l’espressione della sua inesperienza, ma rispecchia l’assenza di strategia di una borghesia italiana che oscilla tra il codismo verso le grandi potenze e le velleità di protagonismo. In questo quadro i diritti del popolo libico e gli interessi dei lavoratori e dei comuni cittadini italiani finiscono per contare come il tre di picche.

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