Newsletter240423: Maroccogate, le mazzette colpiscono i sahrawi

POLITICA&AFFARI Un’inchiesta di Elena Rusca illumina un aspetto della vicenda Qatar-Maroccogate rimasto nell’ombra: le mazzette pagate dal Marocco ad Antonio Panzieri e ai suoi “soci”sono servite anche a favorire il silenzio di Bruxelles sulla perdurante inosservanza di Rabat delle risoluzioni ONU sul Sahara occidentale e sui profitti che le imprese europee ne traggono. STORIA&ATTUALITÀ Due anniversari ricordano l’opera di Eduard Louis Bernays, padre delle moderne pubbliche relazioni e animatore del Creel Committee americano, voluto da Theodore Roosevelt per convincere l’opinione pubblica americana a entrare in guerra. Quella che all’epoca fu un’impresa pionieristica un secolo dopo è diventata scienza e oggi ne sperimentiamo a pieno gli effetti.

Newsletter250322: Zelenski, l’eroe che cancella i contratti di lavoro

QUALE DEMOCRAZIA? L’attuale dibattito sullo scontro tra democrazia e dittatura e sulla “legalità internazionale” visto da due diversi punti di vista, ma con risultati analoghi. Nel primo articolo raccontiamo come alla vigilia della crisi culminata con l’invasione russa il presidente ucraino Zelenski stesse cercando di cancellare i contratti collettivi, liberalizzare i licenziamenti ed emarginare il sindacato, violando accordi e standard internazionali a tutela dei lavoratori. Intanto, protetto dal clamore della guerra in Ucraina, il premier socialista spagnolo Sanchez consegna il Sahara Occidentale al Marocco, violando il mandato di decolonizzare quel territorio conferito alla Spagna dall’ONU. Una flagrante rottura della legalità internazionale ai danni di un popolo da sempre “aggredito”, ma a cui però nessuno fa caso e che oggi si intreccia col tema della competizione per il gas naturale.

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Newsletter010322: Le possibili conseguenze della guerra

GUERRA&ARMI UE e Italia invieranno armi all’Ucraina. Come spiega la nota di Piero Acquilino è uno dei tanti effetti di un periodo storico in cui, finita l’era deterrenza nucleare, il tema strategico centrale è diventato come fare la guerra senza che questa si trasformi in conflitto totale, in un mondo in cui le fitte trame di legami economici tra paesi sviluppati rendono sempre più difficile fare la guerra senza innescare una reazione a catena. Le armi sono anche lo strumento attraverso cui il complesso militar-industriale americano maneggia somme colossali di denaro pubblico, nel 2021 quasi 800 miliardi di dollari, quasi metà del PIL italiano, e ne ricavano profitti miliardari e potere. Il business delle armi, tuttavia, ingrassa anche l’industria bellica italiana, come ci racconta il secondo reportage di Elena Rusca dai campi minati del Sahara occidentale.

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Newsletter220222: Saharawi, un popolo dimenticato in un limbo silenzioso

SAHARA OCCIDENTALE I Saharawi, gruppo etnico che abita nell’ex colonia spagnola contesa da Marocco e Mauritania, luogo di traffici, ma anche custode di risorse economiche rilevanti, da quasi mezzo secolo vivono tra guerra, miseria e oppressione, nel quasi assoluto silenzio. Dai campi profughi nel sud dell’Algeria Elena Rusca ricostruisce la loro storia e parla dei più recenti sviluppi con Buhubeini Yahya Buhubeini, direttore della Mezzaluna Rossa Saharawi. UCRAINA Per comprendere la situazione ucraina è utile conoscere il contesto economico e sociale in cui si sviluppa lo scontro tra la Russia, il governo di Kiev e i loro alleati. Un articolo dell’economista Michael Roberts ci dipinge un paese che il tasso di diseguaglianza e la crescita del PIL pro capite rendono più simile a uno Stato dell’Africa centrale piuttosto che europeo.

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