GUERRA&ECONOMIA L’invocazione del riarmo per “difendere la democrazia” genera e copre paradossi ignorati dai media così come dai partiti di ogni colore. Come spiega Marco Veruggio i fondi per la transizione climatica finanziano le armi ecologiche con cui l’IDF massacra i palestinesi a Gaza. Mentre armi europee aggirano l’embargo ONU finendo alle milizie sudanesi alleate degli EAU, della Turchia, del generale libico Haftar e, almeno fino al 2024, della Russia, sommandosi a vecchi aiuti ufficialmente erogati per “combattere la tratta degli esseri umani”. Emiliano Gentili e Federico Giusti spiegano le difficoltà del riarmo europeo in un quadro di collaborazione competitiva tra i maggiori paesi, anche alla luce dei suggerimenti di Draghi e di Letta. L’Italia, oggi col Piano Mattei della Meloni (che mentre esce questa newsletter è in visita in Etiopia), ieri con gli istruttori militari inviati in Sudan da altri governi, coltiva, come sempre, i propri interessi di imperialismo straccione, ma pur sempre imperialismo.
Newsletter100126: Xi epura i vertici delle forze armate. Perché?
CINA Mentre il mondo occidentale si prepara a un conflitto di lunga data con l’imperialismo cinese in ascesa, anche la Cina compie una lunga serie di atti propedeutici al momento in cui deciderà di adottare un approccio più diretto rispetto ai suoi grandi competitor internazionali. Xi Jinping epura i vertici dell’Esercito Popolare di Liberazione e avoca a sé un controllo sempre più esclusivo sulle forze armate cinesi. In questa newsletter: 1) una lunga disamina del possibile significato e delle conseguenze del colpo di mano, che avviene in un momento delicato per il colosso cinese, sia sul piano internazionale che su quello interno; 2) un’analisi della strategia di Pechino nel settore dell’IA (di interesse cruciale anche dal punto di vista militare): l’intervento dello Stato centrale si combina con quello dei governi locali e delle aziende private.
Newsletter060226: SANITA’ Da Cosenza a Londra il privato avanza…
SANITA’ In Calabria una consigliera regionale del campo largo, grande elettrice di Tridico e sorella di un imprenditore della sanità privata vicino alla Lega, è eletta con voto unanime in commissione sanità. Cose che capitano, denunciano due operatori sanitari cosentini, in una regione in cui oltre metà dei fondi per la sanità vanno ai privati. Dalla Calabria al Regno Unito, dove il governo laburista di Keir Starmer festeggia perché i privati nel 2025 hanno erogato mezzo milione di prestazioni in più e si appresta a licenziare 18 mila dipendenti. Ma, come mostra una cronologia a cura della campagna Your NHS Needs You!, è solo l’ultimo effetto di uno smantellamento della sanità pubblica attuato in modo assolutamente bipartisan da 40 anni.
Newsletter030226: Ofer Cassif (Hadash): “Israele, rischio guerra civile”
MEDIO ORIENTE Politica dei due tempi, rischio di guerra civile e un appello a sostenere chi in Israele lotta contro genocidio e Occupazione: sono alcuni temi della nostra intervista a Ofer Cassif, deputato comunista di Hadash alla Knesset israeliana, reduce da una sospensione di quasi un anno dai lavori parlamentari per aver criticato la politica di Netanyahu. Tra le tante contraddizioni che attanagliano la società israeliana c’è anche la crescente violenza della criminalità organizzata ai danni delle comunità arabo-israeliane, un fenomeno che la polizia di Ben Gvir si guarda bene dal reprimere, usandola come un’arma “ibrida” con cui colpirle. Un articolo di Francesco Barbetta sulla manifestazione di sabato: a Sakhnin la società arabo-israeliana in piazza contro le gang criminali e l’inerzia del governo.
Newsletter300126: IRAN “Regime change solo con una rivoluzione”
IRAN Per Alì Ghaderi (Fedayn del Popolo Iraniano) per sostenere studenti e proletari iraniani contro Khamenei non servono interventi esterni: basterebbe che Stati Uniti e paesi europei smettessero di sostenere sotto banco il regime e di puntare su un “avvicendamento interno”. Il resto è compito degli iraniani, dei loro sindacati e delle organizzazioni della Resistenza. INTERNAZIONALISMO Da Caracas a Tehran al Minnesota proletari tra due fuochi: il fuoco vero e proprio dei regimi che li opprimono e la carità pelosa di chi per sfruttare le loro lotte impugna la bandiera della “democrazia”. L’analisi di Marco Veruggio sul sito Good Morning Genova.
Newsletter270126: Dagli USA, contro Trump serve una strategia
LOTTE Negli USA la mobilitazione innescata dall’esecuzione di Renee Good e culminata nello sciopero di venerdì in Minnesota, seguito dal secondo assassinio per mano degli agenti federali, potrebbe segnare una svolta nella lotta contro la brutale campagna anti-immigrati dell’ICE. Per fermare Trump, però, serve una strategia, tanto più vista l’assenza di un’opposizione politica e le ambiguità del sindacato. In questa newsletter alcune riflessioni nostre e dagli USA un intervento che indica una strategia centrata sui lavoratori e sull’arma dello sciopero generale e un testo di Tempest, piccolo gruppo della sinistra socialista USA, scritto alla vigilia dello sciopero, su come intervenire nelle contraddizioni della burocrazia sindacale americana.
Newsletter230126: Ucraina e Israele, ondata di disertori e obiettori
POLITICA&GUERRA Mentre i paesi europei parlano di reintroduzione della leva, a Kiev il nuovo ministro della Difesa ammette che in Ucraina ci sono due milioni di disertori e 200mila ‘assenti ingiustificati’, in totale circa un quarto della popolazione maschile in età di obbligo militare. Una pesante smentita della retorica degli ucraini che ‘vogliono combattere l’invasore russo’, di cui si alimenta anche il dibattito politico italiano. Un dato che già lo scorso aprile, prima del cessate il fuoco a Gaza, trovava conferma anche in Israele, con un’ondata senza eguali da decenni di refusenik e di riservisti che non si presentano alla chiamata (per qualcuno addirittura il 40%-50%). E che conferma un trend storico: all’inizio di ogni guerra il sostegno per la soluzione armata può essere elevato anche tra i proletari, ma quando si sperimentano le conseguenze esso è destinato ad abbattersi drasticamente.
Newsletter200126: A Roma e Milano internazionalisti contro la guerra
PUNTOCRITICO Una newsletter dedicata a due iniziative a cui abbiamo partecipato nel periodo di sospensione natalizia delle pubblicazioni e che pensiamo i nostri lettori possano trovare interessanti: una a Roma, organizzata da PuntoCritico insieme al Centro di Documentazione P. Martignetti e alla rivista “Il cantiere” sulla Tregua di Natale 1914 nei quartieri di San Lorenzo e del Pigneto e una a Milano, organizzata dal Centro di Documentazione contro la Guerra presso il Centro sociale Cox 18, sul conflitto israelo-palestinese, con la partecipazione di Piero Acquilino (PuntoCritico) e Sandro Moiso (Carmillaonline). Di seguito un articolo sulle iniziative romane, la trascrizione dell’intervento di Piero Acquilino a Milano e i link a video e podcast delle due iniziative.
Newsletter160126: IRAN Un capitalismo che crolla su se stesso
IRAN Per spiegare la rivolta in Iran non servono trame da spy story: basta la crisi di un capitalismo iraniano che non riesce più a soddisfare neppure chi fino a poco tempo fa ne beneficiava e le cui contraddizioni erano destinate a esplodere: l’analisi di Alessandro Siglioccolo e un comunicato dello storico sindacato dei tranvieri di Tehran. USA In questo convulso inizio d’anno l’assassinio di Renee Good da parte dell’ICE per certi versi pesa persino più di Venezuela e Iran, perché porta alla ribalta e alimenta una resistenza interna a Trump organizzata, che ora potrebbe estendersi, radicalizzare le posizioni del sindacato e inasprire il conflitto nelle classi dominanti statunitensi e nel complesso apparato statale americano. Il sito di Jacobin sottolinea che anche nei settori sociali più trumpiani la maggioranza non ha digerito l’azione dell’ICE. Mentre Labor Notes ricorda chi era Renee Nicole Good e spiega come agiscono i gruppi di intervento rapido anti-ICE di cui faceva parte.
Newsletter130126: Venezuela, il ‘non regime change’ di Trump
POLITICA Il 2026 inizia con una rapida accelerazione degli eventi che accresce il caos delle relazioni internazionali. In questa newsletter ci concentriamo sul Venezuela con alcune osservazioni emerse nella riunione di redazione di PuntoCritico, una dettagliata analisi tecnico-militare del raid del 3 gennaio proveniente da ambienti militari cubani e un articolo di Romeo Orlandi, sinologo e vicepresidente di Osservatorio Asia, che esce oggi su Officina Primo Maggio e PuntoCritico. SOCIETÀ Massimiliano Cacciotti sull’altro episodio che ha fatto discutere in questo primo scorcio dell’anno, la strage di Crans-Montana, ed evoca tragedie passate.