Newsletter310720: MES o non MES? E’ questo il problema?

POLITICA Dopo l’adesione al Recovery Fund è ripartita la pressione perché Conte sottoscriva anche il MES. L’opposizione insorge, ma, come spesso capita, il dibattito si concentra su una questione specifica perdendo di vista il quadro generale che dovrebbe essere oggetto di valutazione. Intanto chi aspira a ricevere gli aiuti si prepara alla spartizione, si creano comitati interministeriali e commissioni unicamerali in cogestione con la parte ‘costruttiva’ dell’opposizione. GEOPOLITICA L’estate potrebbe riservarci delle sorprese, in particolare ancora una volta ai margini orientali dell’Europa. Le elezioni del 9 agosto in Bielorussia potrebbero innescare dinamiche di tipo ucraino, con le conseguenze che ciò avrebbe anche sulla parabola della vicina Russia, da sempre alleata e protettrice dell’uomo forte di Minsk Lukashenko. La crisi del regime putiniano d’altra parte affonda le sue radici in un problema più generale, cioè la contraddizione tra il ruolo geopolitico di Mosca e la sua inadeguata base materiale.

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Newsletter280720: USA, non solo Black Lives Matter

LOTTE Oltre al movimento Black Lives Matter negli USA è in atto il più importante sciopero dalla fine del lockdown. Va avanti da circa sei settimane, coinvolge oltre 4.000 lavoratori dei cantieri navali militari di Bath Iron Works e per il pubblico italiano è un evento interessante perché indirettamente tira in ballo anche Fincantieri, che ad aprile ha soffiato a General Dynamics, proprietaria dell’impianto, una commessa militare da 5,5 miliardi di dollari. A questi lavoratori arriva la solidarietà di Support The Strike, una nuova iniziativa internazionale lanciata qualche settimane fa sui social, a cui abbiamo posto alcune domande. LETTURE In un saggio uscito a marzo un ex collaboratore dell’amministrazione Trump riassume le lezioni derivanti dalla grande strategia con cui gli Asburgo crearono, ampliarono e preservarono il loro impero ‘interstiziale’, una riflessione sul passato con un occhio al presente e alle sfide che la declinante potenza americana affronta in Eurasia.

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Newsletter240720: Watergate catalano minaccia Sanchez

POLITICA Un altro scandalo, che stavolta colpisce in pieno il governo ‘di sinistra’ spagnolo, conferma una generale tendenza alla riduzione della democrazia anche in Europa che non è esclusiva dell’Est né dei governi nazionalisti. Come negli intrecci proibiti tra finanza, criminalità e guerre nel caso Wirecard, anche nel Watergate spagnolo sono i meccanismi di funzionamento profondi delle nostre società che vengono a galla. ECONOMIA&LAVORO Un’ordinaria vicenda di appalti a Genova ci svela uno di questi meccanismi: in nome del Green New Deal e del risparmio energetico la finanza, con la complicità delle istituzioni nazionali ed europee, assume il controllo dei servizi pubblici e lucra a spese dei lavoratori e dei comuni cittadini. Come? Il caso dell’illuminazione pubblica.

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Newsletter210720: Giovani e lavoratori contro Netanyahu

POLITICA In Israele crescono in modo significativo, sia in termini numerici sia di combattività, le manifestazioni contro l’inossidabile leader del Likud e primo ministro Benjamin Netanyahu, già indebolito dai suoi guai giudiziari (è sotto processo per corruzione) e ora travolto dalla crisi economica e dalle critiche per come ha gestito l’emergenza sanitaria. Alle manifestazioni dei giorni scorsi ieri si è aggiunto lo sciopero indetto dal sindacato delle infermiere. LAVORO Se le associazioni di categoria dei datori di lavoro non mancano di ricordare ogni giorno al Governo quanto hanno perso a causa della pandemia e, conseguentemente, di battere cassa, è l’ordine dei consulenti del lavoro italiani, invece del sindacato, a denunciare che la cassa integrazione ha falcidiato i salari dei lavoratori dipendenti, con tagli che vanno dal 20% al 45% dello stipendio per un ammontare di 3,5 miliardi di euro al mese. Un tema da non dimenticare nei prossimi mesi, quando, come ha annunciato Conte agli Stati Generali, si discuterà di riforma degli ammortizzatori sociali.

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Newsletter170720: Europa degli scandali, Wirecard

ECONOMIA&POLITICA Lo scandalo Wirecard, il gruppo tedesco dei pagamenti online fallito a giugno, dopo aver scoperto che quasi due miliardi di euro registrati a bilancio ‘probabilmente non ci sono’, ci interroga sul vero significato degli scandali e della letteratura giornalistica specializzata nella nostra società. Nella vulgata cara ai Travaglio lo scandalo è sempre l’eccezione che conferma la regola di un liberalismo ideale, migliore dei mondi possibili, insidiato solo dalla disonestà di qualche lestofante e a cui fanno da scudi umani giudici, giornalisti d’assalto e cittadini onesti. Al milionesimo episodio registrato a ogni possibile latitudine i sostenitori del capitalismo etico ripeteranno che si tratta di un’eccezione, di una questione morale e che queste cose succedono soprattutto in Italia. Una recente inchiesta del Financial Times sull’ex dg di Wirecard mette in luce la commistione tra affari e geopolitica nel paese additato dai più come il modello del rigorismo, non solo economico ma anche morale, in Europa: la Germania. Quando si mescolano finanza, cooperazione internazionale, guerra in Libia e attentati in Gran Bretagna, immigrazione, manager, ministri, spie e mercenari pensiamo davvero che il problema sia la malvagità sempre in agguato nelle segrete profondità dell’animo umano? Un po’ come nel dibattito di questi giorni su Autostrade: la colpa è della gestione di mercato o degli avidi Benetton?

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Newsletter140720: Autunno caldo?

SOCIETA’ Se in una certa sinistra evocare l’autunno caldo a luglio è tradizione consolidata, stavolta è un timore diffuso anche in ampie fasce delle classi dirigenti e degli stessi responsabili dell’ordine pubblico di alcuni grandi paesi europei. Gli effetti del covid, delle misure restrittive e della crisi economica stanno esacerbando gli animi, ma i dati scientifici dimostrano che in realtà la tendenza a un’intensificazione dello scontro sociale è in atto da 10 anni e che l’Europa la guida. Un fenomeno con una composizione e una fenomenologia che varia a seconda dei paesi. E in Italia? LAVORO Il mondo del lavoro potrebbe essere uno dei protagonisti di un’eventuale reazione sociale in autunno. Anche qui si registrano mutamenti in corso da anni che la pandemia ha contribuito ad accelerare. Come l’utilizzo del cosiddetto smart working. Cosa ne pensano i lavoratori e le aziende che lo hanno sperimentato in questi mesi e come si attrezza il sindacato? Ne parliamo con due lavoratori e delegati sindacali, anche utilizzando i risultati, ancora inediti, di una recente inchiesta.

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Newsletter100720: Macron sconfitto scarica Philippe

POLITICA Le elezioni amministrative in Francia, segnate da un’astensione da record e dalla sconfitta di Macron, sembrano indicarci due cose: la prima è che non essere né di destra né di sinistra alla lunga finisce per scontentare sia l’elettorato di destra che quello di sinistra; la seconda è che le mobilitazioni sociali, anche quando non risultano vittoriose, possono scavare in profondità e lasciare dei segni. MUSICA Da Genova a Istanbul, cambiano suoni, colori e ambienti, resta l’idea che la musica sia anche una forma di resistenza sociale che accomuna persone diverse sì, ma unite nel combattere ingiustizie e disuguaglianze a ogni latitudine: potrebbe essere questa la sintesi della nostra chiacchierata con dj Nio, a pochi giorni dall’uscita di ‘MammaLiTurki!’, un EP con quattro brani strumentali, ma anche un più ampio progetto multimediale, di cui l’EP è solo il primo capitolo.

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Newsletter070720: braccianti e società civile che c’azzeccano?

POLITICA Gli Stati Popolari, la risposta agli Stati Generali del presidente del consiglio domenica a Roma attira poche centinaia di persone e soprattutto evidenzia un mix di condizioni e interessi troppo eterogenei per poter aspirare a un futuro. Braccianti e società civile uniti dal rifiuto delle contrapposizioni e dall’ormai tradizionale richiamo alla Costituzione. Più che Stati Popolari ‘stati poco chiari’. ECONOMIA I braccianti stranieri protagonisti (per qualche settimana) della politica mediatizzata rappresentano un terzo della forza-lavoro in un’agricoltura italiana che cambia, subisce gli effetti della competizione internazionale e della crisi del 2007 e vede anch’essa in atto un pur lento processo di concentrazione. DESTRA In Germania scoppia lo scandalo di un’unità d’élite infiltrata da elementi neonazisti e la questione si intreccia con la sparizione di materiale, munizioni ed esplosivi, dai depositi militari.

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Newsletter030720: urbanistica e classi sociali dopo il Covid

POLITICA&SOCIETA’ Dopo decenni di urbanizzazione e gentrificazione la pandemia potrebbe indurre una parte della popolazione mondiale ad allontanarsi dalle aree urbane e dai centri cittadini? Oppure i processi di concentrazione demografica andranno avanti, ma coniugati con un nuovo modello di sviluppo urbanistico? Sono le domande a cui 12 esperti interrogati da Foreign Policy a maggio hanno risposto fornendo previsioni e suggerimenti. Una discussione strategica, perché riorganizzare le grandi aree urbane che ospitano la maggioranza della popolazione, del lavoro e degli affari significa riorganizzare la società nel suo complesso intervenendo anche sugli equilibri di potere tra le classi sociali.

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Newsletter300620: Ritorno all’800, sindacato in stato confusionale

ECONOMIA&LAVORO I focolai di covid-19 comparsi in Italia e in Germania confermano la parabola di un capitalismo che in nome della modernità e del rilancio post coronavirus in realtà ci riporta alle immagini dell’Inghilterra di metà ‘800, col lavoro a domicilio e a cottimo o fabbriche simili a gironi danteschi. La storia del mattatoio tedesco smentisce la narrazione che vorrebbe episodi simili verificarsi solo nei paesi meridionali come l’Italia e per opera di piccole imprese, magari contigue alla criminalità, che operano nel sommerso. Tönnies, di cui ripercorriamo la storia, è una holding tedesca con 16.000 dipendenti in tutto il mondo e oltre 7 miliardi di fatturato. SINDACATO Alle bordate della Confindustria di Bonomi, ex presidente di quegli industriali lombardi che a febbraio hanno contribuito al dilagare dell’epidemia pur di difendere ‘la roba’, il sindacato pensa di rispondere proponendo patti alle imprese, facendo da suggeritore al Governo o ricorrendo a scioperi simbolici quanto privi di effetto. In Liguria la FIOM genovese prova a uscire da questa logica proponendo un ammortizzatore sociale unico per tutti lavoratori che copra il 90% del salario. E cerca di calare quest’idea dentro la otta di chi deve sopravvivere con 260 euro al mese. Ne parliamo col segretario dei metalmeccanici genovesi Bruno Manganaro.

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