Newsletter150319: la ‘privatizzazione’ della giustizia

POLITICA Marzo è il mese in cui Salvini ha annunciato che intende portare a casa anche il provvedimento sulla legittima difesa ed è un fatto politico. In ballo infatti non c’è la maggior tutela dei pensionati che vanno a dormire col terrore di trovarsi i ladri in casa, ma la privatizzazione della giustizia, l’idea che a casa propria o nella propria azienda le regole sociali non valgano. Un principio a cui ancora una volta a spianare la strada alla destra è stato un governo di centrosinistra. TRASPORTI Il tema della sicurezza sembra sempre più di attualità anche sui mezzi pubblici, viste le numerose aggressioni ad autisti, passeggeri e mezzi che si registrano ogni settimana. Ma anche in questo caso è necessario capire in profondità le cause del fenomeno ed evitare letture di carattere propagandistico. A chi su quei mezzi ci lavora quotidianamente abbiamo chiesto se a suo avviso si tratta di un fenomeno in crescita e quali sono le ragioni. SINDACATO Con l’incontro Di Maio-sindacati mercoledì al MISE e le audizioni alla Commissione Lavoro del Senato nei giorni precedenti entra nel vivo la discussione sul salario minimo orario stabilito per legge. CGIL CISL UIL dicono ‘ni’ ma pensano no con motivazioni fragili, smentite anche dai tecnici, ma soprattutto dai dati. In Parlamento l’unica formazione politica schierata per il No è Forza Italia, mentre sono a favore M5S, PD, LeU e FdI. Comunque vada lo scenario è inedito e singolare e sia il sindacato sia la politica rischiano di pagare un prezzo.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter120319: la Primavera algerina?

POLITICA L’Algeria che era stata ‘risparmiata’ dalla Primavera Araba nel 2011 oggi potrebbe essere trascinata nel vortice di una ‘Primavera a scoppio ritardato’ dall’uomo che all’epoca aveva usato il pugno duro alle prime avvisaglie di pericolo. L’82enne presidente Abdelaziz Bouteflika annuncia di volersi candidare per la quinta volta ed è questo il motivo occasionale per cui decine di migliaia di persone scendono in piazza. Ma dietro le quinte, come sempre, ci sono conflitti di potere interni e internazionali. Una cronaca dei fatti e un’analisi delle loro cause. 8 MARZO La scelta fatta dal movimento femminista tre anni fa di adottare lo sciopero come arma per rivendicare l’uguaglianza di genere nella giornata internazionale della donna ha suscitato discussioni tra chi pensa che si tratti di un uso soltanto ‘simbolico’ e in qualche modo ‘improprio’ di uno strumento tradizionalmente sindacale e chi lo vede come un modo per superare le barriere tra il lavoro produttivo svolto dalle donne in azienda e quello riproduttivo svolto in famiglia. Una panoramica sui risultati e le modalità con cui lo sciopero si è svolto nel mondo ci aiuta a capire come le diverse organizzazioni sindacali hanno affrontato la questione nei diversi paesi, anche tenendo conto delle diverse condizioni concrete.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter080319: Amazon, ‘Una sfida per il sindacato’

LAVORO La settimana scorsa una manifestazione dei driver di Amazon a Milano, con la presenza del segretario generale della CGIL Landini, ha riacceso i riflettori su un’azienda e su un settore, la logistica, che sta diventando sempre più centrale nell’economia globale dominata dall’e-commerce. Per il sindacato si tratta di una vera sfida, perché per intervenire in queste grandi ‘fabbriche’, con migliaia di lavoratori spesso ultra-precari e con condizioni di lavoro talvolta pre-moderne, esso deve riorganizzarsi, imparare a lavorare anche in condizioni di ‘clandestinità’ e soprattutto darsi un respiro internazionale. Ne parliamo con Cinzia Cacciatore della CGIL, che segue l’hub Amazon di Passo Corese, nel Lazio, il più grande d’Italia coi suoi 2.000 dipendenti diretti e chissà quanti interinali. Le difficoltà della sindacalizzazione non si manifestano solo in Italia. Negli USA un’azienda del gruppo ha prodotto un video di 45 minuti per spiegare ai suoi team leader come riconoscere i sintomi della sindacalizzazione e prevenirla. Del resto, come osserva Joe Allen, studioso, saggista e attivista americano di orientamento socialista, autore nel 2016 di un libro dedicato alla UPS (per cui ha lavorato10 anni) ‘La rivoluzione della logistica segna anche l’ascesa dei giganti del commercio e della logistica con un approccio aggressivo e punitivo nella gestione del lavoro’. In un articolo del 2015 Allen chiarisce il senso di questa sfida per i lavoratori e per la sinistra statunitense, dipingendo un vivido affresco delle grandi cattedrali della logistica americana e della sua storia e ponendo alcuni interrogativi che ci sembra utile riproporre anche nella situazione italiana.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter050319: Di Maio e il mito delle start up

GIALLO-VERDI Tra slide e toni roboanti ieri a Torino il Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio ha presentato la sua idea di sviluppo economico per l’Italia: finanziare start up e PMI innovative prendendo le risorse dalle aziende di Stato, facendosi prestare il denaro da cittadini e lavoratori e invitando i colossi cinesi e americani della finanza mondiale a unirsi alla festa. Dietro c’è una cultura che però non è dei soli giallo-verdi e negli anni è stata rincorsa da tutto il parterre politico-istituzionale, centro-sinistra in testa: la filosofia del ‘piccolo è bello’, che dall’elogio della piccola-media impresa ci porta dritti dritti all’esaltazione ‘piccole patrie’, con tutto ciò che ne consegue. ECONOMIA Se da anni tutti ci spiegano che negli USA l’economia da tempo è uscita dalla crisi e che occupazione e standard di vita crescono senza soste, un rapporto della FED di New York rivela che 7 milioni di americani sono in ritardo di oltre 90 giorni nel pagare le rate della propria auto. E gli stessi economisti della FED dicono di esserne sorpresi. Forse la vittoria di Trump due anni fa avrebbe dovuto far sorgere qualche sospetto? GEOPOLITICA Il ravvivarsi del conflitto indo-pakistano, con gli avvenimenti dell’ultimo mese in Kashmir, riflette dinamiche che hanno il proprio epicentro non solo in quella regione, ma anche nelle trattative a Doha per preparare l’uscita USA dall’Afghanistan, nello scontro commerciale tra USA e Cina e nei piani di Pechino per realizzare la ‘Nuova Via della Seta’.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter010319: Gli USA studiano strategia e movimenti

POLITICA&STRATEGIA C’è ancora spazio per una riflessione sulla politica come espressione di un pensiero strategico, di cui partiti, propaganda, manifestazioni, scioperi, elezioni, assemblee, talk show televisivi ecc. sono semplici strumenti? Oppure dobbiamo rassegnarci a discutere per sempre di tattiche elettorali, alchimie parlamentari da apprendisti stregoni, lotte interne ai partiti tra fazioni di cui non si capisce cosa le distingua sostanzialmente (e quindi probabilmente nulla)? I governi americani e più in generale le accademie e i pensatoi del mondo anglo-sassone hanno investito su questo ambito di indagine e prodotto una serie di studi interessanti. In particolare alcuni ricercatori hanno indagato l’evolversi delle mobilitazioni sociali, delle strategie con cui la politica può intervenirvi e le novità apportate in questo ambito dalle nuove tecnologie. Analisi che poi i governi di quei paesi utilizzano per portare avanti i propri interessi in tutto il mondo. In Italia, terra natale di Machiavelli, pare che nessuno ritenga particolarmente utile sviluppare un’analisi scientifica di ciò che sta succedendo nel mondo da 30 anni a questa parte e sugli effetti  di tali mutamenti nella sfera della politica, dell’organizzazione collettiva e del conflitto sociale e così da Machiavelli si finisce a Toninelli. Le newsletter di oggi affronta questi temi prendendo spunto da un saggio del 2016 di Mark e Paul Engler, ‘This is an uprising’. Nel libro gli autori analizzano le grandi mobilitazioni degli ultimi 20 anni – da Seattle alla Primavera Araba – alla luce del concetto di ‘movimenti sociali a ondate’, cercando di trovare una sintesi tra le diverse scuole di pensiero della tradizione occidentale in materia di organizzazione politica e sociale.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter260219: #FridaysForFuture, lo strano movimento

AMBIENTE Il gesto di una sedicenne svedese, Greta Thunberg, che ha deciso di manifestare da sola davanti al Parlamento a Stoccolma per chiedere di intervenire subito sul problema dei cambiamenti climatici, mette in moto migliaia di studenti in tutto il mondo. Tuttavia la mobilitazione è meno spontanea di come viene presentata. Il 15 marzo, data dello ‘sciopero globale’ lanciato da #FridaysForFuture, capiremo se si tratta di un vero movimento internazionale o di un’abile operazione di marketing politico. In ogni caso è la conferma del vuoto lasciato dalle organizzazioni politiche tradizionali, sinistra inclusa. SOCIETA’ Laura Guidetti, redattrice della rivista femminista Marea, analizza il caso Collovati come spia della divaricazione tra stereotipi di genere e mondo reale. Mentre le donne sono nei fatti sempre più protagoniste, spettatrici e consumatrici di sport in tutto il mondo (persino in Arabia Saudita), in Italia rimane ancora forte la concezione che vede lo sport e il calcio in particolare come materia esclusivamente maschile.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter220219: CGIL, no al salario minimo?

ECONOMIA Un disegno di legge del M5S per l’introduzione di un salario minimo orario per legge suscita la contrarietà della CGIL, che a sua volta innesca l’ennesima polemica sui social. Ma il salario minimo è un istituto presente in 22 paesi dell’UE e nel 2015 è stato introdotto anche in Germania, dopo aver superato anche lì le tradizionali resistenze del sindacato. Di che cosa si tratta? Quali sono le obiezioni del sindacato e quanto sono fondate? POLITICA Un’editoriale pubblicato la settimana scorsa dall’Economist, una delle voci più autorevoli del capitalismo mondiale, chiama a raccolta i liberali a contrastare il revival di una pur generica idea di socialismo negli USA e in Europa, in particolare tra i giovani. SINDACATO Lo sciopero delle infermiere irlandesi è sospeso dopo l’intervento della Labout Court, che propone una mediazione con aumenti salariali su cui le lavoratrici saranno chiamate a pronunciarsi in un referendum a marzo. Mentre dall’Albania arriva la notizia della nascita del primo sindacato nell’industria dei call center.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter190219: Albania nel caos, l’Italia non ci fa caso

POLITICA Una manifestazione di piazza promossa dall’opposizione parlamentare albanese e preparata da tempo sabato scorso a Tirana è finita in scontri con la polizia e addirittura nell’assalto al Palazzo del Governo. L’Italia è divisa dall’Albania da una lingua di mare, è il suo primo partner economico, eppure né i loquacissimi ministri del governo giallo-verde né l’opposizione finora hanno spiccicato una sola parola. O forse è proprio quella ragione del silenzio? Andando a rovistare nei fatti e nei numeri vengono fuori notizie inedite, riemergono storie dimenticate da molti – ad esempio quando i porti italiani li chiudeva il governo di centrosinistra di Romando Prodi – e soprattutto scopriamo che da mesi nelle piazze albanesi c’è un’altra opposizione, ignorata: sono i giovani universitari che per pagarsi gli studi e aiutare le propri famiglie lavorano senza diritti e spesso ammalandosi nei call center gestiti in gran parte da imprese italiane o italo-albanesi e che da dicembre lottano contro l’aumento delle tasse universitarie, contro una società opprimente e contro i tentativi di strumentalizzazione da parte dei partiti di opposizione, come racconta Albina Ruko, portavoce del movimento studentesco. E allora sì, forse è proprio per questo che non se ne parla e che lo scontro in Albania viene liquidato come un semplice conflitto parlamentare sul tema della ‘legalità’.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter150219: Lezioni dall’Abruzzo

POLITICA Il risultato elettorale abruzzese conferma le fibrillazioni del quadro politico nazionale e lascia aperto un interrogativo: se il M5S ha iniziato la sua parabola discendente e la crescita della Lega è, come sembra, una ‘bolla speculativa elettorale’, chi raccoglierà i cocci una volta che Salvini sarà esploso? Al momento non si intravvedono novità alternative né veterani in grado di riconquistare la scena. ECONOMIA Auto elettrica: per alcuni è il volano di un’economia sostenibile, per altri una spada di Damocle che minaccia milioni di posti di lavoro. Non potendo far girare la ruota della storia all’indietro il problema è, come sempre, con quale preparazione si arriva ai momenti di svolta. Per capire a cosa andiamo incontro, come ci arriva l’Italia e con quali insidie per centinaia di migliaia di lavoratori del settore intervistiamo Gianni Rinaldini, segretario generale della FIOM negli anni in cui Marchionne arrivò alla FIAT. SINISTRE Mentre la situazione venezuelana continua a precipitare il vento sembra spirare verso destra anche in Uruguay. La crisi del Frente Amplio aggiunge un ulteriore tassello al più generale declino della sinistra latino-americana. A dimostrazione che la crisi in Venezuela matura in un contesto più generale.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter120219: Sindacato unica opposizione, ma…

POLITICA&SINDACATO La manifestazione di sabato a Roma ha mostrato che il sindacato è l’unica potenziale forza di opposizione al Governo, ma allo stesso tempo ha lasciato intravvedere i punti deboli delle tre confederazioni e le incognite che si annidano sul loro percorso. Ora il primo problema per Landini e i suoi alleati sarà decidere come andare avanti se il Governo, com’è probabile, tirerà dritto lungo la propria strada. PUBBLICO IMPIEGO A quasi un anno dalle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali nel pubblico impego l’ARAN ha pubblicato i dati relativi ai voti e alle adesioni raccolti dalle organizzazioni sindacali dei dipendenti pubblici. I dati fotografano una situazione abbastanza statica, con una sostanziale tenuta di CGIL CISL e UIL e i sindacati autonomi che soffiano al sindacalismo di base i pochi voti persi dalle tre maggiori confederazioni. SANREMO Le consuete polemiche del dopo Festival sono l’occasione per analizzare un fenomeno di costume indagando gli interessi materiali che si agitano dietro il sipario dell’Ariston. Anche il mercato discografico ha subito l’impatto della rivoluzione digitale ed è stato costretto a riorganizzarsi per rilanciare la redditività dei propri investimenti. La concorrenza tra grandi case discografiche e piccole etichette indipendenti, così come i conflitti tra imprese della distribuzione, si collocano in questo scenario, in cui le baruffe politiche di questi giorni sull’italianità del vincitore sono solo un fugace rumore di fondo.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi