Newsletter260124: Argentina in sciopero, in Germania 6 giorni senza treni

LOTTE Le cifre dell’adesione allo sciopero generale di mercoledì in Argentina non sono chiare, ma una cosa è certa: la burocrazia sindacale della CGT peronista, sotto la pressione della rabbia popolare, è stata costretta a spingersi oltre le proprie intenzioni e, come racconta l’articolo di International Viewpoint che abbiamo tradotto, in alcuni quartieri di Buenos Aires si stanno riformando le assemblee popolari che guidarono la sollevazione del 2001. Per Milei, il cui partito ha meno di un sesto dei deputati e un nono dei senatori e che perciò deve fare affidamento sul sostegno di una parte dei suoi ex avversari, la situazione non è semplice. Sempre mercoledì in Germania il Gewerkschaft Deutscher Lokomotivführer, sindacato dei macchinisti, ha dato il via al più lungo sciopero delle ferrovie della storia tedesca, sei giorni (il record era cinque nel 2015) per chiedere aumenti salariali e riduzione dell’orario e della settimana lavorativa. I lavoratori, tranne in Italia, tornano protagonisti.

Newsletter230124: “Non usate il nostro lavoro contro i diritti umani”

LAVORO&GUERRA Un ingegnere del software di Amazon ci parla della campagna No Tech for Apartheid, lanciata tre anni fa da oltre mille dipendenti di Amazon e Google, contro la fornitura di tecnologia prodotta da loro a Israele per la vigilanza e l’occupazione dei territori palestinesi, dell’impatto dell’IA sulle guerre del futuro, del peso del business militare sugli affari e la filosofia della Silicon Valley e del nesso tra condizioni di lavoro e libertà di criticare scelte aziendali come vendere tecnologie a chi le adopera per violare i diritti umani. Mentre a Gaza, come rivela un rapporto congiunto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dell’Ufficio centrale di statistica palestinese, finora le bombe israeliane, oltre alle case e alle persone, hanno spazzato via anche due terzi dei posti di lavoro nella Striscia.

Newsletter190124: il duo Macron-Meloni affonda la direttiva UE sui rider

LAVORO&POLITICA Tutti insieme appassionatamente – potremmo dire – sovranisti ed europeisti, destra, sinistra e centro: Macron e Scholtz, a braccetto con Meloni e Orbàn, stanno facendo di tutto per far sì che la Direttiva europea sui lavoratori delle piattaforme non venga approvata prima dello scioglimento del Parlamento Europeo in vista delle elezioni e che si debba ricominciare tutto daccapo nella prossima legislatura. Ma in Italia il PD, che esprime la capo-negoziatrice dell’organismo legislativo europeo sul tema, la “bonacciniana” Elisabetta Gualmini, si guarda bene dal chiederne conto al governo. OCCUPAZIONE Intanto il “World Social and Employment Outlook” pubblicato a fine anno dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, annuncia che, dopo la ripresa postpandemica dell’occupazione, nel 2024 ci si attende una nuova crescita del tasso di disoccupazione globale.

Newsletter160124: Il tema del lavoro nelle elezioni a Taiwan

POLITICA La stampa italiana interpreta le elezioni a Taiwan in base agli interessi dei suoi padroni, celebra la “vittoria della democrazia” ed evoca l’escalation tra Pechino e Taipei. In realtà il DPP elegge il presidente, ma perde quasi metà dei voti del 2020 e non ha maggioranza parlamentare, il Kuomintang arretra leggermente, mentre esplode il Partito Popolare, che raddoppia i consensi puntando più su giovani e questione sociale e meno sulla politica estera. Un articolo sull’Asian Labor Review analizza la campagna elettorale dal punto di vista dei lavoratori taiwanesi e conferma che la geopolitica stavolta ha pesato assai meno di quattro anni fa. CINEMA Perfect days, nel film di Wenders la vita quotidiana di un proletario giapponese che non ama il digitale e cerca il senso dell’esistenza nelle piccole cose di ogni giorno.

Newsletter120124: Perché la lotta dei lavoratori svedesi di Tesla ci riguarda

LOTTE Lamentarsi che tutto va male, come si è soliti fare a sinistra, è il modo migliore per non cogliere neppure i segnali incoraggianti che arrivano dal mondo. Gianni Alioti ci descrive l’efficace strategia di isolamento – niente riparazioni, consegne, targhe e lamiere per le auto Tesla – messa in atto dai sindacati scandinavi a sostegno di 130 dipendenti svedesi dell’azienda americana, impegnati in un braccio di ferro con Elon Musk per difendere un diritto loro e di tutti i lavoratori del mondo: costituirsi in sindacato. E un articolo di Labor Notes dagli Usa conferma che una lotta vinta può essere contagiosa: dopo la vertenza con le Big Three nell’impianto di assemblaggio di Chattanooga mille lavoratori Volkswagen aderiscono all’UAW e avviano l’iter per la creazione del sindacato interno.

Newsletter090124: Danieli, l’acciaio italiano arma russi e ucraini

GUERRA&AFFARI Un’inchiesta del Fatto Quotidiano ha parlato del 2022-2023 come il “biennio d’oro” dell’industria bellica: ricavi in crescita, ordini per 800 miliardi e valori azionari cresciuti anche del 300%. Le imprese italiane non fanno eccezione e c’è persino chi, come il gruppo siderurgico friulano Danieli, ha fatto affari sia con l’aggressore russo sia con l’aggredita Ucraina e nei mesi scorsi si è visto riconoscere oltre mezzo miliardo di euro di finanziamenti dalla Banca Europea degli Investimenti e da Cassa Depositi e Prestiti. STORIA Fare affari col nemico non è né un’eccezione né un’esclusiva dei nostri tempi. Ce lo ricorda una vicenda storica che riassume in sé in modo emblematico la cinica logica del capitalismo, ma (forse proprio per questo) è poco nota: quella delle royalties pagate dalla britannica Vickers alla tedesca Krupp alla fine della Prima guerra mondiale per la produzione su licenza di componenti dei proiettili con cui l’artiglieria di Sua maestà negli anni precedenti aveva ucciso migliaia di soldati del Kaiser.

Newsletter191223: Guerra del gas, la madre di tutte le fake news

ECONOMIA&(DIS)INFORMAZIONE “Gli aumenti delle tariffe energetiche sono stati scatenati dalla guerra in Ucraina.” “Putin ha usato il gas come una clava contro l’Occidente riducendo l’offerta e facendo alzare i prezzi, ma ha perso grazie all’intervento dell’Ue, che ha tenuto sotto controllo i prezzi.” Non importa che si tratti di fake news di Stato, veicolate dai principali mezzi di comunicazione a tutto beneficio di aziende energetiche in cui i rappresentanti degli Stati e quelli dei colossi finanziari che fissano i prezzi del gas spesso sono soci. Come spiegava Goebbels “una menzogna ripetuta mille volte diventa una realtà”. Ma in questo caso viene smentita persino da un moderato professore universitario, ex sindaco Pd e autore Laterza, Alessandro Volpi, in un recente convegno su Canale Energia, di cui abbiamo trascritto integralmente la relazione introduttiva. 

Newsletter151223: l’On. De Biase, il loggionista e lo Stato borghese

OPINIONE L’episodio del loggionista della Scala e l’inchiesta di Report sugli affari di Michela De Biase, vicepresidente schleiniana del Pd e moglie dell’ex ministro Franceschini, nel mercato della certificazione della parità di genere, ci suggeriscono alcuni pensierini di fine anno, un po’ novecenteschi, lo ammettiamo, sulla natura dello Stato. SINDACATO A qualche mese di distanza, con più informazioni a disposizione e alle spalle il tempo necessario a trarre qualche conclusione meno legata al momento, Gianni Alioti prova a fare un bilancio della lotta dei lavoratori dell’auto Usa, della strategia seguita dall’Uaw e soprattutto a ragionare sul suo significato più complessivo e sulla reviviscenza del movimento sindacale americano.

Newsletter121223: Cessione rete Tim, “20.000 lavoratori a rischio e non solo…”

ECONOMIA&LAVORO Giorgia Meloni, la premier che dice “nazione” anche quando le chiedono che ora è, potrebbe stabilire il record di industrie strategiche liquidate: alla crisi terminale della siderurgia(ILVA) e del trasporto aereo (Alitalia/Ita) nazionali si somma la cessione della rete fissa di Tim a un fondo americano. A Riccardo De Angelis, lavoratore e delegato sindacale dei Cobas, chiediamo un giudizio sull’operazione e che conseguenze avrà sui lavoratori. GUERRA&TECNOLOGIA L’inchiesta di un giornalista israeliano rivela come l’Idf usi un tool di intelligenza artificiale, Habsora (Vangelo), per “generare obiettivi militari” da colpire a Gaza e come esso rientri in una strategia in cui più che eliminare Hamas conta colpire la popolazione per fiaccarne la resistenza psicologica e le cui origini risalgono a quei “mezzi bellici più incivili che il mondo conobbe dopo le invasioni dei mongoli” – secondo lo storico e stratega militare britannico Basil Liddell Hart – con cui le “democrazie occidentali” si assicurarono la vittoria sul nazismo (e di cui un italiano fu uno dei massimi teorici).

Newletter051223: L’OIL denuncia: 3 milioni ogni anno muoiono di lavoro

LAVORO Ogni anno un’ecatombe con tre milioni di vittime del lavoro in tutto il mondo: è quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Eppure, aldilà delle proverbiali lacrime di coccodrillo dopo ogni incidente mortale, si continua a traccheggiare e qualcuno si infastidisce anche se qualche sindacato reagisce scioperando. Agli incidenti sul lavoro poi si sommano le malattie professionali. CAPITALISMO I processi di concentrazione del capitale e la trasformazione di qualunque attività in asset scambiati sui mercati non toccano solo l’industria pesante, le armi, il petrolio e il gas o le nuove tecnologie. Un’inchiesta di Follow the Money ci svela come una società olandese sta rastrellando autorizzazioni e relative quote di pesca attraverso un complesso groviglio di acquisizioni, di scambi di navi e cambi di bandiera che in cinque anni le hanno consentito di raddoppiare il fatturato portandolo a un miliardo e mezzo di euro.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi