SCUOLA A Roma gli insegnanti di quattro licei lanciano un testo in cui chiedono che su Gaza la scuola non resti neutrale e al governo stop ad accordi e invio di armi a Israele, sostegno agli attivisti della Flotilla e no a PCTO con aziende della Difesa. Marco Veruggio intervista una delle promotrici. LAVORO Il Corriere pubblica un bel reportage di Goffredo Buccini sulle decine di migliaia di palestinesi che continuano a lavorare in Israele scavalcando ogni giorno il muro di confine, rischiando la vita, arricchendo caporali palestinesi e imprenditori israeliani: il business non guarda alla nazionalità. CAPITALISMO Elena Rusca ci racconta come l’ultimo rapporto OIL certifichi il fallimento del modello liberale nel mondo.
Gaza
Newsletter260625: Medio Oriente, proletari carne da cannone degli imperialismi
MEDIO ORIENTE Proletari iraniani, palestinesi e israeliani vittime delle bombe e della violenza brutale della guerra tra imperialismi: comunicati dei sindacati iraniani indipendenti e dei prigionieri di Evin a Tehran (dove sono detenuti i prigionieri politici); la deportazione a sud della popolazione di Gaza, attuata dal governo israeliano per svuotare la Striscia, facendo leva sulla fame e sulla “distrazione” a causa del conflitto con l’Iran; la carenza di rifugi antiaerei in Israele, soprattutto nelle città a maggioranza palestinese e negli edifici più vecchi abitati dalle fasce più povere della popolazione.
Newsletter121124: Trump ha vinto su prezzi e salari?
POLITICA Una lunga analisi di Doug Henwood su Jacobin indica nel carovita e nell’incapacità dell’amministrazione Biden di fornire risposte al problema una delle principali cause della vittoria di Trump alle elezioni presidenziali. I sondaggi confermano che sono stati i temi economici, più di quelli “ideologici”, come immigrazione e diritti civili, ad alimentare l’ascesa del miliardario, che peraltro (ne parleremo prossimamente) ha preso esattamente gli stessi voti di quattro anni fa, mentre i Democratici ne hanno perso 11 milioni. LAVORO L’ultimo rapporto dell’OIL racconta la tragedia palestinese dal punto di vista del lavoro. In una situazione in cui gli aiuti internazionali sono bloccati ai valichi a Gaza di fatto non esiste più un’economia e l’80% della popolazione non ha un lavoro ma vive di espedienti. Ma anche in Cisgiordania la disoccupazione balza al 35% e siamo di fronte allo strangolamento economico della popolazione.
Newsletter221024: BRICS-Israele, tra scomuniche e affari
POLITICA&GUERRA C’è una contraddizione di fondo immanente al capitalismo globalizzato tra la guerra e le relazioni di interesse economico che collegano i paesi belligeranti anche su lati opposti del fronte. Non è un fenomeno nuovo, ma le dimensioni che esso assume oggi sono inedite. Un articolo sul sito Counterpunch affronta una delle conseguenze concrete di questo fenomeno oggi: l’ipocrisia dei BRICS, che condannano i massacri di Israele a Gaza, in Cisgiordania e in Libano, ma che in parte li alimentano economicamente, in parte chiudono gli occhi sui membri che riforniscono Israele di energia, armi ecc. Il Sudafrica è il caso più eclatante.
Nerwsletter190324: USA Gaza scuote sindacato e politica
POLITICA La carneficina in atto a Gaza scuote il sindacato americano e l’elettorato democratico. Un appello dell’UAW per il cessate il fuoco raccoglie ampie adesioni nel movimento sindacale, ma è in flagrante contraddizione con l’endorsement elettorale a Biden annunciato a gennaio. Gaza potrebbe avere un impatto inaspettato sulle presidenziali. DESTRE L’India è davvero la “democrazia più grande del mondo”, come ci si ostina a definirla in Italia? Il BJP, il più grande partito politico del mondo nel paese più grande del mondo, è il braccio politico di un gruppo paramilitare nazionalista che alla sua nascita prese ad esempio il fascismo italiano e oggi esporta la sua cultura reazionaria nei paesi meta dell’emigrazione indiana. Ma in Italia anche per i più acerrimi critici del “governo postfascista” della Meloni quello indiano sembra essere un “nazionalismo accettabile”.
Newsletter230124: “Non usate il nostro lavoro contro i diritti umani”
LAVORO&GUERRA Un ingegnere del software di Amazon ci parla della campagna No Tech for Apartheid, lanciata tre anni fa da oltre mille dipendenti di Amazon e Google, contro la fornitura di tecnologia prodotta da loro a Israele per la vigilanza e l’occupazione dei territori palestinesi, dell’impatto dell’IA sulle guerre del futuro, del peso del business militare sugli affari e la filosofia della Silicon Valley e del nesso tra condizioni di lavoro e libertà di criticare scelte aziendali come vendere tecnologie a chi le adopera per violare i diritti umani. Mentre a Gaza, come rivela un rapporto congiunto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dell’Ufficio centrale di statistica palestinese, finora le bombe israeliane, oltre alle case e alle persone, hanno spazzato via anche due terzi dei posti di lavoro nella Striscia.
Newsletter121223: Cessione rete Tim, “20.000 lavoratori a rischio e non solo…”
ECONOMIA&LAVORO Giorgia Meloni, la premier che dice “nazione” anche quando le chiedono che ora è, potrebbe stabilire il record di industrie strategiche liquidate: alla crisi terminale della siderurgia(ILVA) e del trasporto aereo (Alitalia/Ita) nazionali si somma la cessione della rete fissa di Tim a un fondo americano. A Riccardo De Angelis, lavoratore e delegato sindacale dei Cobas, chiediamo un giudizio sull’operazione e che conseguenze avrà sui lavoratori. GUERRA&TECNOLOGIA L’inchiesta di un giornalista israeliano rivela come l’Idf usi un tool di intelligenza artificiale, Habsora (Vangelo), per “generare obiettivi militari” da colpire a Gaza e come esso rientri in una strategia in cui più che eliminare Hamas conta colpire la popolazione per fiaccarne la resistenza psicologica e le cui origini risalgono a quei “mezzi bellici più incivili che il mondo conobbe dopo le invasioni dei mongoli” – secondo lo storico e stratega militare britannico Basil Liddell Hart – con cui le “democrazie occidentali” si assicurarono la vittoria sul nazismo (e di cui un italiano fu uno dei massimi teorici).
Newsletter281123: Imprese della difesa, i dividendi della guerra a Gaza
GUERRA Come in ogni conflitto c’è chi guadagna e chi muore o comunque perde qualcosa. Il discrimine non è soltanto da che parte del fronte si sta, ma soprattutto a quale pezzo di società si appartiene, da una parte e dall’altra. Come spiega l’articolo di SinPermiso Gaza per i soci delle imprese della difesa di tutto il mondo, incluse le italiane, è un’occasione per testare nuovi modelli di armi e veder levitare il valore dei portafogli azionari. Per la maggioranza della società significa morte e distruzione oppure sentirsi dire che bisogna fare dei sacrifici perché “sono tempi duri”. CLIMA Secondo l’Oxfam l’1% più ricco della popolazione del pianeta produce più CO2 del 66% più povero. Ma il conto della transizione ecologica viene presentato soprattutto a chi perderà il lavoro per la ristrutturazione industriale – ad esempio nel settore dell’auto – oppure a chi si chiede di affrontare costi proibitivi per dotarsi di una macchina o di una casa “green”. Insomma, che si tratti di pandemie, di guerre o di cambiamenti climatici, la soluzione non può che essere una soluzione di classe: il nodo da sciogliere è chi ha creato il problema e a chi deve pagare per risolverlo. Lo dice pure l’Oxfam…
Newsletter141123: Predoni capitalisti di frontiera, dietro il film di Scorsese
STORIA Invece di recensire il film di Scorsese “Killers of the flower moon”, che consigliamo di vedere, abbiamo scelto di approfondire il contesto storico in cui si svolgono i fatti, la fase pioneristica del capitalismo americano del primo Novecento, la sua natura predatoria che si abbatté sui nativi americani, sui neri, sulla classe operaia e le sue organizzazioni politiche e sindacali. QUESTIONE EBRAICA Una lunga e interessante intervista dello storico Enzo Traverso al sito francese Mediapart attualizza le riflessioni fatte dieci anni fa ne “La fin de la modernité juive”, applicandole all’odierno scontro a Gaza e al dibattito che esso sta suscitando nel mondo occidentale.
Newsletter101123: Informazione in trincea
INFORMAZIONE Se a partire dagli anni Novanta sono stati i giudici a svolgere un ruolo di supplenza nel vuoto lasciato da una politica screditata e travolta dagli scandali, oggi sono i giornalisti-influencer a sostituirsi ai politici stilando le liste dei “putiniani italiani”, scomunicando i “pacifisti”, mettendo al bando le “tesi controfattuali” e diventando persino storici per poter spiegare alle telecamere le virtù delle democrazie occidentali. MEDIO ORIENTE Amedeo Rossi ripercorre le vicende seguite all’attacco del 7 ottobre tra Gaza e Israele, mettendo a fuoco i fatti, precisandone i particolari, collocandoli in un contesto perlopiù ignorato dai media, demistificando alcuni luoghi comuni. Quello che dovrebbe fare un’informazione indipendente, appunto.