LOTTE: STUDENTI… Venerdì alla manifestazione degli studenti a Roma il no alla guerra e al riarmo si fa strada più degli anni passati. In piazza tanti studenti dei primi anni, studentesse in prima fila alla testa dei propri spezzoni, le suggestioni in arrivo dalle piazze di Francia e Germania. Finché i botti smobilitano il grosso del corteo prima che arrivi a destinazione. …E TRATTORI Non è tutt’oro quel che luccica: i blocchi stradali di camionisti e agricoltori al sud sono in larga misura diretti da quegli stessi imprenditori che impiegano caporalato e schiavismo. Antonio De Vincenti e Mimì De Paola analizzano personaggi e caratteristiche della mobilitazione in Calabria.
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Newsletter240426: Da Washington a Roma, il riarmo strategia globale
GUERRA&CAPITALE Il centro di comando del capitale finanziario americano ha scelto il riarmo come chiave dello sviluppo economico: produzione militare, IA, computer quantistici, farmaceutica, energia e infrastrutture – ci spiega Alessandro Siglioccolo – sono componenti di un’unica strategia che, aldilà delle intemperanze verbali di Trump – punta a unificare l’Occidente in funzione anticinese e relega la politica a intervenire a valle delle decisioni prese altrove. In Italia i progetti di riconversione militare dell’automotive, di “dual use” dei siti produttivi e non più solo dei prodotti, di approvvigionamento di materie prime strategiche (come i semiconduttori), di logistica militare e di potenziamento dell’insegnamento delle materie STEM – ce ne parlano Emiliano Gentili e Federico Giusti – rientrano dentro questa stessa evoluzione del quadro politico internazionale. Per capire gli eventi di questi giorni una newsletter dedicata a ciò che si muove sotto la superficie, sotto il chiacchiericcio della politica di cui la pseudo-informazione ci impesta ogni giorno.
Newsletter130226: Rearm Europe, Rearm Africa
GUERRA&ECONOMIA L’invocazione del riarmo per “difendere la democrazia” genera e copre paradossi ignorati dai media così come dai partiti di ogni colore. Come spiega Marco Veruggio i fondi per la transizione climatica finanziano le armi ecologiche con cui l’IDF massacra i palestinesi a Gaza. Mentre armi europee aggirano l’embargo ONU finendo alle milizie sudanesi alleate degli EAU, della Turchia, del generale libico Haftar e, almeno fino al 2024, della Russia, sommandosi a vecchi aiuti ufficialmente erogati per “combattere la tratta degli esseri umani”. Emiliano Gentili e Federico Giusti spiegano le difficoltà del riarmo europeo in un quadro di collaborazione competitiva tra i maggiori paesi, anche alla luce dei suggerimenti di Draghi e di Letta. L’Italia, oggi col Piano Mattei della Meloni (che mentre esce questa newsletter è in visita in Etiopia), ieri con gli istruttori militari inviati in Sudan da altri governi, coltiva, come sempre, i propri interessi di imperialismo straccione, ma pur sempre imperialismo.
Newsletter180725: Lo spettro del militarismo si aggira per l’EU
RIARMO Dal congresso della SPD in Germania alle riforme del governo rumeno si discute di guerra e commesse militari finanziate tagliando i servizi pubblici e colpendo in primo luogo i lavoratori. In Italia Sergio Bologna, riprendendo un nostro articolo di qualche settimana fa, scrive alcune osservazioni sul clima patriottardo che si respira anche in Italia da qualche tempo a questa parte.
Newsletter090525: La Perestroika vaticana è finita?
CONCLAVE Il pontificato di Bergoglio è stato una Perestroika vaticana, la risposta “sociale” alla “secolarizzazione” e alla crisi di chi, oltre alle anime, muove consensi (e capitali). Difficile che il nuovo papa prosegua con lo stesso piglio in un mondo segnato dal “ritorno della guerra”. RIARMO Caterina Maggi intervista gli studenti genovesi per capire che percezione hanno dello spettro di una guerra e del suo potenziale impatto su di loro. Tra pro e contro riarmo (ma nessuno vuol combattere) tanta confusione e la richiesta di più informazione.
Newsletter150525: Da ReArm Europe a Readiness, la grande ipocrisia
GUERRA Gianni Alioti, attivista di The Weapon Watch, spiega in un’intervista a Settimana News dettagli e prossime scadenze del piano di riarmo europeo, l’ipocrisia del linguaggio chi ne beneficerà. STORIA Un esempio di ieri per le battaglie di oggi: Sylvia Pankhurst, leader delle suffragette britanniche, contro la guerra e lo sfruttamento delle operaie nelle fabbriche di munizioni inglesi. E la sua stessa famiglia.
Newsletter080425: 5 APRILE Pace? No, alleanza di governo
POLITICA Se qualcuno sabato pensava di andare a Roma a manifestare contro il riarmo europeo, le dichiarazioni dei leader in quella piazza hanno subito precisato che il tema principale era un altro: costruire la futura alleanza elettorale anti-Meloni e usare la manifestazione per lanciarla e cominciare a definirne gli equilibri interni. ECONOMIA&LAVORO Che impatto avranno i dazi sui lavoratori americani? L’esperienza della guerra di Reagan alle auto giapponesi negli anni ‘80 secondo Labor Notes e un articolo del Manifesto sulle illusioni protezioniste nel sindacato americano.
Newsletter261124: Riarmo e libretti d’istruzioni, l’Europa va alla guerra
POLITICA&GUERRA La relazione di Gianni Alioti (Weapon Watch) al convegno “L’industria delle armi e le alternative”, tenutosi lunedì scorso alla Fondazione Lesli e Lelio Basso a Roma, ricostruisce con dovizia di dati lo spaventoso business della guerra. L’opuscolo inviato nei giorni scorsi dal governo svedese ai suoi concittadini “In case of crisis and war” illustra con dovizia di particolari scioccanti il passo successivo alla follia del riarmo: la follia della guerra. Un’immagine orribilmente concreta di che cosa ci stanno apparecchiando i governi della “democratica Europa” e soprattutto un incentivo a reagire mettendo sabbia negli ingranaggi del militarismo. PuntoCritico ha tradotto integralmente l’opuscolo in italiano perché pensiamo che tutti dovrebbero leggerlo. In questa newsletter la nostra prefazione alla traduzione. L’opuscolo integrale in italiano è scaricabile da internet.
Newsletter050424: Tusk: “Prepariamoci alla guerra. I migranti? Un’arma ibrida”
POLITICA&GUERRA Una citatissima intervista di Donald Tusk, premier polacco ed esponente di quella destra liberale ed europeista che in Polonia ha sconfitto il PiS, alleato di FdI in Europa, e che tanto piace ai progressisti italiani. Dice che dobbiamo prepararci alla guerra producendo più armi, che bisogna essere solidali con l’Ucraina purché ciò non danneggi le imprese polacche, che Giorgia Meloni in politica estera è bravissima e che i migranti sono un’arma scagliata contro l’UE. ECONOMIA&GUERRA Un lungo articolo di Gianni Alioti su Sbilanciamoci sull’Europa che piace a Tusk: un’Europa sempre più militarizzata. LETTURE È uscito il secondo volume di PuntoCritico “da New York a Passo Corese. Conflitto di classe e sindacato in Amazon, di Charmaine Chua-Spencer Cox e Marco Veruggio, introduzione di Sergio Bologna e infografiche di Emanuele Giacopetti.
Newsletter290322: Armare Zelenski dopo aver armato Putin
GUERRA&ARMAMENTI Diversamente dall’idea che ci viene veicolata in questi giorni il riarmo italiano non inizierà a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, ma è già iniziato da tempo, così come le scelte dell’industria militare nazionale e dei governi (a cui spetta autorizzare le esportazioni) non sembrano essere mai state influenzate da considerazioni circa il tasso di democrazia degli Stati acquirenti. L’Italia ha venduto mezzi militari alla Russia di Putin persino dopo l’entrata in vigore dell’embargo del 2014, alcuni dei quali sono finiti a milizie sciite in Siria, altro oggi sono sui campi di battaglia dell’Ucraina. Quanto all’embargo europeo, anch’esso si ispira alla vecchia massima latina “pecunia non olet”. Eppure oggi in Italia vi sarebbero le forze per una contestazione di massa della politica del governo e alcuni casi internazionali, nel pieno della pandemia, mostrano che la riconversione dal militare al civile è possibile. Ne parliamo con un ricercatore del SIPRI di Stoccolma e con Gianni Alioti, ex responsabile dell’ufficio internazionale della FIM CISL.
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