GUERRA&CAPITALE Il centro di comando del capitale finanziario americano ha scelto il riarmo come chiave dello sviluppo economico: produzione militare, IA, computer quantistici, farmaceutica, energia e infrastrutture – ci spiega Alessandro Siglioccolo – sono componenti di un’unica strategia che, aldilà delle intemperanze verbali di Trump – punta a unificare l’Occidente in funzione anticinese e relega la politica a intervenire a valle delle decisioni prese altrove. In Italia i progetti di riconversione militare dell’automotive, di “dual use” dei siti produttivi e non più solo dei prodotti, di approvvigionamento di materie prime strategiche (come i semiconduttori), di logistica militare e di potenziamento dell’insegnamento delle materie STEM – ce ne parlano Emiliano Gentili e Federico Giusti – rientrano dentro questa stessa evoluzione del quadro politico internazionale. Per capire gli eventi di questi giorni una newsletter dedicata a ciò che si muove sotto la superficie, sotto il chiacchiericcio della politica di cui la pseudo-informazione ci impesta ogni giorno.
Federico Giusti
Newsletter130226: Rearm Europe, Rearm Africa
GUERRA&ECONOMIA L’invocazione del riarmo per “difendere la democrazia” genera e copre paradossi ignorati dai media così come dai partiti di ogni colore. Come spiega Marco Veruggio i fondi per la transizione climatica finanziano le armi ecologiche con cui l’IDF massacra i palestinesi a Gaza. Mentre armi europee aggirano l’embargo ONU finendo alle milizie sudanesi alleate degli EAU, della Turchia, del generale libico Haftar e, almeno fino al 2024, della Russia, sommandosi a vecchi aiuti ufficialmente erogati per “combattere la tratta degli esseri umani”. Emiliano Gentili e Federico Giusti spiegano le difficoltà del riarmo europeo in un quadro di collaborazione competitiva tra i maggiori paesi, anche alla luce dei suggerimenti di Draghi e di Letta. L’Italia, oggi col Piano Mattei della Meloni (che mentre esce questa newsletter è in visita in Etiopia), ieri con gli istruttori militari inviati in Sudan da altri governi, coltiva, come sempre, i propri interessi di imperialismo straccione, ma pur sempre imperialismo.