Newsletter230626: AAA Carne da cannone cercasi

CARNE DA CANNONE I dati diffusi dalla polizia ucraina ad aprile ci dicono che gli attacchi alle squadre di reclutatori che battono le strade del paese a caccia di disertori in un anno un anno sono triplicati. Bloomberg documenta come la ‘resistenza ucraina’ sia sempre più una ‘resistenza coatta’ di soldati inviati al fronte con la forza. Ma anche sul versante russo, come racconta un reportage di Deutsche Welle, i lauti compensi pagati ai soldati per andare a morire in Ucraina sono sempre meno efficaci e per evitare una nuova ondata di arruolamenti coatti la Russia ricorre addirittura ad agenzie che reclutano lavoratori in Africa, perlopiù come guardie private, ma, una volta a destinazione, li costringono a firmare contratti militari, li inviano al fronte e li usano nelle missioni più disperate. Del resto anche gli ucraini per Bloomberg prevedono di ricorrere a combattenti stranieri e prima o poi anche i paesi europei potrebbero farci un pensierino.

Newsletter160626: ROMANIA “Ai proletari il riarmo non piace”

PROLETARI&GUERRA Dagli opposti versanti del fronte in Europa orientale due testimonianze sulla guerra: PuntoCritico intervista Rares, giovane lavoratore e attivista rumeno, sull’impatto sociale dei droni caduti a Galati e a Costanza e su come politica e media, lavoratori e sindacato guardano alla guerra e al massiccio riarmo in atto nel paese grazie ai prestiti di Bruxelles. Sul sito della Rosa Luxemburg Stiftung Azamat Ismailov, giornalista ed esule russo, analizza l’atteggiamento dei sindacati russi verso la guerra e la crescente repressione del dissenso e delle più o meno sotterranee forme di resistenza dei lavoratori al regime di Putin.

Newsletter040425: Sindacato e lavoratori nella Russia in guerra

SINDACATO In un’intervista al sito Links il sindacalista russo Pavel Kudyukin, negli anni ‘90 fondatore del Partito Socialdemocratico, oggi schierato contro la guerra ma anche a favore della “resistenza ucraina”, descrive l’impatto della guerra sui lavoratori russi, la posizione dei sindacati, il dibattito politico sulla guerra nella sinistra russa. EUROPA L’eurodeputata finlandese Aura Salla, paladina dell’aumento della spesa militare, si è fatta prendere con le mani nel sacco, dichiarando incautamente in pubblico di aver comprato azioni Rheinmetall (non dichiarate al Parlamento Europeo).

Newsletter190424: Foreign Affairs conferma la “quasi pace” del marzo 2022

POLITICA In un articolo pubblicato martedì Foreign Affairs analizza i documenti della trattativa tra Ucraina e Russia nel marzo 2022 e conferma, pur con mille cautele, che il quadro per un accordo di pace tra le parti era pronto e che “non ha riscosso l’interesse della NATO”. Una clamorosa smentita della tesi secondo cui non c’era alternativa a continuare la guerra perché la Russia ha sempre rifiutato il negoziato. Ecco cosa dice Foreign Affairs. LOTTE La vertenza Tesla in Svezia prosegue: il sindacato conferma che sta ancora scioperando, sale la pressione dei fondi pensione scandinavi affinché si trovi una soluzione, mentre Musk annuncia 14.000 esuberi e liscia il pelo alla destra in vista di una sua ascesa negli USA e nel mondo.

Newsletter160424: La sinistra russa tra utili idioti, intellettuali e influencer

POLITICA A proposito delle recenti elezioni in Russia la stampa si è concentrata sullo scontro tra le due ali del neoliberalismo russo: quella filo-occidentale e quella di Putin. Ma in Russia esistono anche una “sinistra”, che fa l’utile idiota del regime putiniano (primo tra tutti il Partito comunista di Zyuganov) e una sinistra che invece prova a sfruttare i pochi spazi a disposizione, spesso solo virtuali, per resistere. Su Lefteast un’ampia panoramica della situazione pubblicata nell’immediata vigilia del voto. SINDACATO Un documento dell’FLC CGIL presentato la scorsa settimana analizza la rapida crescita delle università telematiche, sull’onda delle liberalizzazioni e, di recente, della pandemia, denunciandone i rischi latenti.

Newsletter070223: Lavoratori e mercato del lavoro russi nell’era di guerra e sanzioni

POLITICA I lavoratori russi sono le prime vittime del nazionalismo putiniano. L’analisi di un sociologo e attivista sindacale polacco spiega come l’attuale classe operaia russa sia figlia del collasso dell’URSS e della rapace appropriazione di quanto rimase dell’ex superpotenza da parte di una cerchia ristretta di oligarchi e decisori politici, di cui Putin è espressione. E rivela che accanto all’opposizione liberale sostenuta dai paesi NATO in Russia esiste un mondo politico e sindacale ignorato dai nostri media, che non si è arreso al Cremlino e cerca di resistere manifestando, disertando, persino compiendo attentati contro caserme e ufficiali dell’esercito. TV Sul canale web Arte.tv un’inchiesta sul lavoro povero e il fallimento del welfare nelle grandi democrazie europee documenta condizioni di vita sempre più difficili, ma anche il tentativo di reagire collettivamente al dilagare della miseria.

Newsletter181122: RUSSIA La mobilitazione incrina il patto tra Putin e le classi subalterne?

POLITICA Un gruppo di attivisti della sinistra russa racconta la mobilitazione al fronte vista da dentro, la resistenza ingegnosa di chi non può lasciare il paese, gli aspetti sociali ed etnici dell’arruolamento e i suoi fallimenti organizzativi. In un contesto che dall’esterno potrebbe apparire disperato la lezione di questi militanti è che proprio questo è il momento in cui la crisi del regime potrebbe arrivare a una precipitazione, perché l’irruzione violenta della guerra nella vita delle classi subalterne potrebbe incrinare il patto sociale che Putin ha posto a fondamento del proprio regime. Dagli intervistati non arriva alcuna richiesta di un intervento esterno dei governi occidentali.

Newsletter290722: Quando Uber corteggiava Putin

CAPITALISMO Uno dei capitoli degli Uber Files, l’inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalism pubblicata nei giorni scorsi e che analizza 142.000 documenti aziendali riservati filtrati all’esterno, riguarda le relazioni pericolose strette tra la società e il regime di Putin per favorire gli investimenti aziandali in Russia, grazie alla mediazione di oligarchi russi e di ex uomini di governo occidentali. SINDACATO Pubblichiamo volentieri un appello promosso da intellettuali e ricercatori nel campio della logistica, che chiede la revoca delle misure cutelari ai danni dei sindacalisti arrestati la scorsa settimana.

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Newsletter130522: “Scuola e pandemia. La scuola non aiuta gli studenti”

SCUOLA Gli effetti del rapido succedersi della pandemia e della guerra e un’istituzione scolastica che non aiuta a decifrare eventi così complessi e ad affrontare lo smarrimento che ne deriva. Ne parliamo con Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi. ECONOMIA I dati dell’Economist smentiscono le previsioni su un rapido crollo dell’economia russa sotto il peso delle sanzioni. OLIGARCHI 2 La contesa sul Donbas al centro di una fitta trama di alleanze (e di conflitti) tra oligarchi russi e ucraini e tra oligarchi ucraini proiettati ai vertici del governo di Kiev. Un articolo di otto anni fa che ci aiuta a capire più in profondità una guerra in cui gli “interessi dei popoli” non potrebbero contare di meno.

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Newsletter080422: Sanzioni, quando il PD rincorreva la Lega

POLITICA Sulle sanzioni alla Russia, così come sulle armi, l’ipocrisia della politica non ha limiti. Un piccolo episodio del 2016 ci mostra come l’odierna intransigenza di Letta sul tema dei rapporti economici con la Russia sia stata preceduta, invece, da una notevole “flessibilità”. ANALISI La guerra è un fenomeno complesso che va studiato in modo rigoroso. Alcuni esempi storici ci ricordano che nei conflitti armati agli aspetti più strettamente politici e militari si mescolano fattori economici e demografici. Parlare in termini semplici di un tema complesso significa, il più delle volte, fare propaganda.

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