Newsletter031219: L’Economist e il mondo in subbuglio

POLITICA L’Economist ha pubblicato un editoriale in cui si interroga sulle mobilitazioni in atto nel mondo – dal Cile a Hong Kong, dal Libano all’Algeria – le diverse interpretazioni, analogie e differenze tra i diversi paesi, possibili parallelismi col passato. Quello che non fa la politica, che pure per sua natura dovrebbe essere la prima a interessarsene, lo fa invece un organo del potere economico. La cosiddetta ‘crisi della politica’ ha radici anche in questa sua assenza di pensiero strategico. SCIENZE L’intervento di un noto climatologo tedesco su Der Spiegel spiega come già negli anni ’70 un ricercatore della compagnia petrolifera ExxonMobil avesse ipotizzato l’impatto delle emissioni di CO2 sul clima. L’azienda ha reagito investendo milioni di dollari in campagne di pubbliche relazioni per negare la tesi concepita nei propri laboratori di ricerca. Una strategia, che, in vista delle presidenziali 2020, sembra concentrarsi in particolare sul Partito Democratico.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter220219: CGIL, no al salario minimo?

ECONOMIA Un disegno di legge del M5S per l’introduzione di un salario minimo orario per legge suscita la contrarietà della CGIL, che a sua volta innesca l’ennesima polemica sui social. Ma il salario minimo è un istituto presente in 22 paesi dell’UE e nel 2015 è stato introdotto anche in Germania, dopo aver superato anche lì le tradizionali resistenze del sindacato. Di che cosa si tratta? Quali sono le obiezioni del sindacato e quanto sono fondate? POLITICA Un’editoriale pubblicato la settimana scorsa dall’Economist, una delle voci più autorevoli del capitalismo mondiale, chiama a raccolta i liberali a contrastare il revival di una pur generica idea di socialismo negli USA e in Europa, in particolare tra i giovani. SINDACATO Lo sciopero delle infermiere irlandesi è sospeso dopo l’intervento della Labout Court, che propone una mediazione con aumenti salariali su cui le lavoratrici saranno chiamate a pronunciarsi in un referendum a marzo. Mentre dall’Albania arriva la notizia della nascita del primo sindacato nell’industria dei call center.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi