Newsletter110624: Capitalismo e salute, una nuova pandemia in arrivo?

CAPITALISMO&SALUTE Dopo i casi registrati negli USA nei mesi scorsi, pochi giorni fa è arrivata la notizia del primo essere umano contagiato dall’aviaria in Australia, una bambina di due anni e mezzo, e di un decesso in Messico (l’OMS poi ha precisato, definendo il virus una “concausa”). Ma il pericolo di nuove pandemie è concreto ed è alimentato dai principi dell’economia di mercato. Alcune riflessioni dagli Stati Uniti. SINDACATO Negli USA Stellantis cerca di svuotare il rinnovo contrattuale strappato dall’UAW e dai lavoratori dell’auto con gli scioperi: centinaia di precari, invece di essere stabilizzati, sono stati licenziati, ma i lavoratori reagiscono e nell’impianto Toledo Jeep, Ohio, riescono a sventare parzialmente la marcia indietro del gruppo italo-francese. La cronaca di Labor Notes.

Newsletter311023: USA Ford e Stellantis firmano, un primo bilancio

LOTTE Lo sciopero dei lavoratori dell’auto americani comincia a raccogliere i suoi primi frutti. Nei giorni scorsi prima Ford e poi Stellantis hanno raggiunto un accordo con l’United Auto Workers. In questa newsletter un primo bilancio che ci arriva dagli USA, scritto prima dell’accordo con Stellantis, in attesa di maggiori dettagli sui testi dei due accordi e delle assemblee dei lavoratori, che saranno chiamati a ratificarli nelle prossime settimane. In ogni caso la prima impressione, a caldo, è che l’azione del sindacato abbia strappato risultati abbastanza significativi. GUERRA&COMUNICAZIONE La guerra si combatte sempre più nello spazio della comunicazione virtuale. Un articolo sull’IDF, le forze armate israeliane, l’ “esercito più social del mondo”, ci aiuta a capire l’attualità.

Newsletter190923: USA, la strategia sindacale per piegare le Big Three

LOTTE Allo scoccare della mezzanotte tra mercoledì e giovedì la prima tranche dei 150.000 lavoratori dell’auto negli USA è entrata in sciopero simultaneamente contro General Motors, Ford e Stellantis chiedendo aumenti salariali del 40%, riduzione dell’orario di lavoro, posti di lavoro stabili con salari e diritti uguali per tutti. Una cronaca delle prime ore di sciopero, la strategia sindacale dell’UAW e la solidarietà dei Teamsters, le controproposte delle imprese. SICUREZZA Altri sei morti sul lavoro in 24 ore rivelano l’ipocrisia di una politica che non lesina lacrime di coccodrillo, ma non muove un dito per mettere fine alla catena degli “incidenti”. La denuncia del Procuratore generale di Torino sulla mancanza di risorse a disposizione di chi si occupa di prevenzione e di inchieste suona come una condanna dello Stato pronunciata da un funzionario dello Stato stesso. CASA&LAVORO Salari al palo e canoni di affitto e tassi di interesse in crescita rendono ai lavoratori sempre più arduo trovare casa, anche a causa del business degli affitti brevi. Il ddl Santanché? Un palliativo. La denuncia del Sunia e del Sicet in una regione turistica come la Liguria conferma un quadro nazionale.

Newsletter070323: Licenziamenti high-tech, Car2go taglia uno su tre

LICENZIAMENTI HIGH-TECH Share Now, multinazionale tedesca del car sharing di proprietà del gruppo Stellantis, quasi 500 dipendenti, lo scorso autunno ha annunciato una ristrutturazione lacrime e sangue, che in Italia comporterebbe il licenziamento di 10 dipendenti su 31 della filiale Car2go. In Germania, dove si trova il grosso dei lavoratori, la IG Metall è riuscita a portare la percentuale di esuberi dal 36% al 13%. Qui la partita è tutta aperta. Ne parliamo con Emanuele Avalle, delegato UILTuCS. In generale le web companies sono investite da una valanga di licenziamenti. Simone Robutti, uno dei fondatori di Tech Workers Coalition, ha redatto un breve prontuario su come comportarsi in questi casi, rivolto a chi lavora in aziende come Car2Go, tradizionalmente poco sindacalizzate. Nel frattempo in Francia, mentre i lavoratori gremivano le piazze per protestare contro la sua riforma delle pensioni, Macron insigniva della Legione d’onore Jeff Bezos, fondatore di Amazon, un’azienda che negli USA continua a rendersi protagonista di ritorsioni contro i lavoratori che si organizzando sindacalmente. Quello di Sara Fee è solo l’ultimo caso.

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