Newsletter300819: Ma non era invincibile?

POLITICA La crisi di governo suicida aperta a ferragosto dall’apparentemente inarrestabile Matteo Salvini demistifica una narrazione della politica che va di moda, ma è stata evidentemente incapace di rendere conto dei fatti e di coglierne il senso profondo e la concatenazione logica. Il nostro editoriale di oggi prova a delineare una narrazione alternativa, che guarda agli interessi materiali in campo e al contesto internazionale. ECONOMIA La crisi di governo a Roma arriva mentre la recessione colpisce Berlino. Cosa c’entra? Apparentemente nulla, ma se analizziamo gli intrecci commerciali e azionari tra l’economia tedesca e l’industria del profondo nord da cui la Lega ricava il 90% della sua forza, ci rendiamo conto che qualche relazione c’è. SINDACATO La crisi di governo lascia sul tavolo, insoluta, la questione ILVA, uno dei tanti punti di crisi della siderurgia europea nell’era dei dazi. Tra questi anche l’acciaieria di Cracovia, anch’essa di proprietà di ArcelorMittal, 4.200 lavoratori che da maggio vedono il proprio posto di lavoro messo a rischio. Ne parliamo con Krzysztof Wòjcik, presidente di NSSZ Pracownikòw, Sindacato Autonomo Indipendente dei Lavoratori di ArcelorMittal-Polonia.

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Newsletter260319: FridaysForFuture, già spaccati?

AMBIENTE Nei giorni scorsi abbiamo scoperto che già prima della manifestazione del 15 marzo gli studenti in lotta contro i mutamenti climatici (o forse è più corretto dire i loro rappresentanti) in Italia si erano spaccati. Dietro una vicenda abbastanza singolare, che ricostruiamo nei particolari, emerge un dato politico: la conferma che la mobilitazione è qualcosa di più complesso di un fenomeno totalmente spontaneo o di un complotto ordito da un pugno di manipolatori occulti. E allo stesso tempo che lo scontro esploso in Italia appare il frutto di un corto circuito tra i diversi livelli organizzativi e i differenti interessi presenti al suo interno. POLITICA In Algeria la situazione non si è normalizzata dopo il rientro di Bouteflika e il ritiro della sua candidatura (ma anche il rinvio delle elezioni). All’orizzonte la possibile liquefazione del blocco sociale che sosteneva il vecchio presidente, di cui l’esercito, la centrale sindacale UGTA e l’associazione degli imprenditori algerini e l’associazione dei veterani della guerra di indipendenza sono i pilastri. Ma le prime crepe segnano anche la coalizione politica che lo aveva sostenuto e lo stesso Front de Libération National. SINDACATO ArcelorMittal il colosso indiano della siderurgia che da pochi mesi gestisce l’ILVA è alle prese con un’altra dura lotta sindacale. Dopo l’Ucraina questa volta a scioperare sono i lavoratori dei sei impianti sudafricani, dove il NUMSA, il sindacato nazionale dei metalmeccanici, contesta l’abuso di lavoro precario e le basse paghe dei dipendenti in affitto.

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Newsletter301118: UCRAINA, perché una nuova crisi

GEOPOLITICA Questa newsletter è integralmente dedicata alle tensioni tra Russia e Ucraina esplose domenica scorsa col sequestro di tre imbarcazioni militari ucraine da parte di unità dell’FSB e della marina russa nel Mar Nero. Una scelta dovuta in parte allo scarso risalto dato dalla stampa italiana a questo episodio, in parte alla rappresentazione artefatta e tutta in chiave esclusivamente geopolitica che viene data, ancora una volta, della situazione ucraina. Per la stampa internazionale lo scontro tra Kiev e Mosca si spiega esclusivamente come scontro tra gli apparati politici e militari dei due paesi sotto l’occhio attento delle altre potenze regionali e globali, USA in prima fila, mentre le popolazioni si muovono mosse in primo luogo da motivazioni legate alla questione nazionale. Andando a scavare, tuttavia, sotto la crosta dello scontro tra opposti nazionalismi emerge prepotente la questione sociale. A cozzare tra loro infatti sono due regimi che riflettono le contraddizioni sociali della transizione dall’economia pianificata al mercato e la consegna degli apparati produttivi della Russia e dell’Europa dell’est a un pugno di oligarchi e, talvolta, a grandi gruppi industriali multinazionali. E’ il caso delle miniere del Donbass e dell’acciaieria ArcelorMittal di Kryviy Rih, di cui ci occupiamo. Guerra e nazionalismo si riconfermano come una delle più tradizionali strategie per depotenziare e tenere sotto controllo il conflitto sociale, quando esso arriva a sfiorare i limiti di guardia. Ma la storia non è fatta solo di cancellerie, ambasciate e stati maggiori. Esistono anche le masse dei lavoratori e dei comuni cittadini, che, anche quando non riescono a far sentire la propria voce aldilà dei propri confini, spesso riescono a condizionare le scelte dei propri governanti.

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Newsletter100718: ILVA, si riapre la partita?

ILVA Questa settimana è successo qualcosa che potrebbe far tornare alla casella di partenza, proprio come nel gioco dell’oca, la complessa procedura per la vendita del gruppo siderurgico al primo produttore di acciaio nel mondo, l’indiana ArcelorMittal. Il governatore pugliese Emiliano martedì ha inviato al Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio una lettera in cui lo invita a fare luce sulle ‘zone d’ombra’ presenti nella procedura di aggiudicazione, eventualmente rivolgendosi all’ANAC, cosa che Di Maio ha fatto il giorno dopo. Ma tutto sembra partire da un’intervista rilasciata meno di un mese da Lucia Morselli, ex numero uno di AcciaItalia, la cordata italiana sconfitta da Mittal, ad Affari e Finanza, che un anno dopo evidenziava le incongruenze dell’iter seguito dal governo precedente. Un’intervista che è sembrata un assists sia a Emiliano sia a Di Maio. PUGLIA ENERGETICA C’è un altro punto di vista da cui è possibile analizzare la vicenda ILVA, che riguardala politica energetica nazionale, le sue implicazioni geopolitiche nel Mediterraneo e la posizione che la Puglia si trova a occupare in questo risiko politico-economico. Una posizione che aiuta anche a capire perché Emiliano sia in grado da Bari di giocare un ruolo politico nazionale. Dietro storie come queste, attorno a cui ruotano investimenti e disegni geopolitici da capogiro, dietro ai protagonisti politici (o presunti tali) di queste vicende si muovano interessi che i media di solito non raccontano. PuntoCritico prova a raccontarli e a comprenderli, ponendosi nei panni di lavoratori e comuni cittadini che, senza un proprio punto di vista autonomo, di quegli interessi rischiano di diventare massa di manovra inconsapevole.

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Newletter270418: Bollorè, fine di un impero?

ECONOMIA Vincent Bollorè, patron di Vivendi a capo di un impero economico globale – agricoltura, logistica, tv, pubblicità, telefonia, finanza e molto altro – nel mirino di un fondo americano che contende a Bollorè-Vivendi il controllo sull’italiana TIM e dei giudici francesi che martedì hanno arrestato lui e poche settimane prima avevano arrestato, per ragioni diverse, il suo illustre padrino politico, l’ex Presidente della Repubblica Nicholas Sarkozy. E’ la naturale fine di un impero o un regolamento di conti ai vertici del capitalismo francese? E, se sì, che atteggiamento hanno le classi dirigenti italiane verso Bollorè e che conseguenze potrebbero avere i fatti di questi giorni sulla nostra economia? PuntoCritico prova a rispondere a queste domande analizzando il fenomeno Bollorè dalle origini, nei primi anni ’80, quando il futuro ‘scalatore’ rileva una malandata azienda di famiglia. POLITICA Il consiglio comunale straordinario di martedì a Roma sulla crisi dell’ATAC conferma la reticenza della Giunta Raggi, ma anche i dubbi sulla sua capacità di risolvere i problemi del trasporto pubblico romano, dubbi del resto confermati anche dall’analisi che abbiamo effettuato del piano industriale allegato alla proposta di concordato preventivo al vaglio del Tribunale di Roma. Nel frattempo, nella zona d’ombra lasciata dalle consultazioni per la formazione di un nuovo governo, Gentiloni e Padoan preparano una legge di bilancio che in qualche misura potrebbe predeterminare la strada per il prossimo Presidente del Consiglio. SINDACATO Ieri l’infinito tavolo di trattativa su ILVA ha visto i sindacati protagonisti di quello che qualcuno chiama ‘una pausa che sa tanto di strappo’. Lo scontro si consuma non solo sugli esuberi, che ArcelorMittal conferma alla fine saranno 5500, ma anche sul nodo della continuità dei contratti di lavoro per i dipendenti che verranno confermati.

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Newsletter170418: E se Macron fallisse?

INTERNAZIONALE L’ultimo numero di Limes, la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, ci fornisce un’immagine della Francia di Macron priva di quell’alone agiografico con cui la politica italiana è solita porsi nei confronti di qualunque fenomeno a cui pensa di potersi ispirare per uscire dalla propria crisi. Le aspirazioni regali di Macron alla riconquista della ‘grandezza perduta’ vengono ridimensionate e le sue contraddizioni messe in rilievo in tutta la loro portata. ITALIA Limes sottolinea anche le possibili influenze della politica francese sull’Italia. Un nuovo governo a trazione leghista o pentastellata potrebbe decidere di non confermare la missione italiana in Niger decisa a gennaio (col voto contrario del M5S), così come per il ‘lepenista’ Salvini la conferma del ‘Trattato del Quirinale’, messo in cantiere lo scorso autunno da Macron e Gentiloni, potrebbe essere un boccone troppo indigesto. Anche un articolo del britannico International Institute for Strategic Studies, tratto dall’edizione 2018 dell’IISS Military Balance+, si interroga sugli sviluppi della politica estera italiana nei prossimi mesi. Il nuovo governo italiano infatti non sarà chiamato a occuparsi solo di fisco o di reddito di cittadinanza. C’è anche la politica internazionale, soprattutto dopo le recenti tensioni in Siria. SINDACATO Sabato a Genova all’incontro internazionale organizzato dal coordinamento dei consigli di fabbrica europei della siderurgia rappresentanti sindacali italiani, francesi, tedeschi e belgi del settore hanno analizzato i possibili effetti della ristrutturazione della produzione europea, con migliaia di esuberi in arrivo nei prossimi mesi e lanciato un segnare chiaro e forte al sindacato europeo e mondiale: i lavoratori europei della siderurgia vogliono scioperare insieme per difendere stipendi e posti di lavoro, ma anche per non farsi arruolare e dividere dalle iniziative protezioniste in atto, non solo da parte degli USA, nel mercato dell’acciaio. IN BREVE Il Corriere pubblica un’interessante e ampia intervista ad Arturo Schwarz, poliedrico scrittore, artista, editore e collezionista, militante politico marxista, che riepiloga una vita avventurosa e densa di contatti con personaggi come Lev Trotsky e André Breton. Al Cinema è ‘Karl Marx mania’? ‘Il giovane Karl Marx’ è un piccolo successo. Partito in sordina, raddoppiano le copie in circolazione per rispondere alla richieste delle sale.

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