Newsletter221019: Erdogan, vittoria a metà

GEOPOLITICA Chi ha vinto e chi no in Siria? E’ la domanda che si pongono analisti italiani e stranieri dopo i recenti accordi diplomatici a seguito dell’offensiva delle milizie filo-turche contro la Siria nord-orientale. Un interrogativo che trova risposte interessanti ma tutte rinchiuse in un’angusta narrazione i cui protagonisti sono solo cancellerie, stati maggiori e consigli d’amministrazione. Tuttavia a mettere in crisi Erdogan più che le sanzioni e le minacce della diplomazia potrebbero essere lo sgretolamento della sua autorità e le contraddizioni sociali in patria. ECONOMIA L’ipocrisia europea sulla questione curda è esemplificata dall’atteggiamento del premier Conte, che in pochi giorni è passato dal ‘basta armi alla Turchia’ a ‘bloccare le armi non serve’. Esiste un complesso militar-industriale italiano? E quanto ha pesato su questa ‘correzione’ di rotta? POLITICA Rapido capovolgimento di fronte anche sull’ILVA, col secondo passo indietro della politica italiana sullo ‘scudo legale’ ad ArcelorMittal. Ancora una volta la politica, invece di risolvere i problemi sociali, addebita alla società i costi delle proprie contraddizioni interne.

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Newsletter151019: e ora tutti coi curdi…

GEOPOLITICA La recente ondata di solidarietà al popolo curdo espressa, almeno a parole, da governi e media di tutto il mondo dopo l’aggressione da parte delle truppe di Erdogan è l’ennesima dimostrazione che le classi dirigenti delle grandi potenze si ricordano delle vittime solo quando fa loro comodo. Una breve ricostruzione della loro storia del resto mostra come i curdi siano stati sempre vittime delle ingerenze straniere e del cinismo dei propri dirigenti. ECONOMIA Alla base dell’attuale rivolta contro il governo di Lenin Moreno in Ecuador c’è l’ennesima azione di massacro sociale del FMI, intervenuto per trasferire i debiti delle grandi imprese che operano nel paese sulle fasce più povere della società ecuadoregna. Un dramma le cui radici però affondano già nelle politiche del governo di Rafael Correa. L’eredità del ‘Socialismo del XXI secolo’ va in frantumi. LIBERO MERCATO California: oltre 2 milioni di persone da una settimana sono senza energia elettrica. Il gestore privato, i cui impianti sono stati giudicati responsabili dei tremendi roghi del 2017 e del 2018 – questi ultimi hanno causato 86 morti – ha deciso di affrontare la stagione dei venti e degli incendi staccando la corrente alla California del nord per ‘motivi precauzionali’. Intanto anche in Italia decolla il ‘mercato libero’ dell’energia.

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Newsletter060819: Le ragioni sociali della vittoria di Assad

POLITICA Se c’è un argomento su cui in questi otto anni si è sentita la mancanza di un’analisi capace di rendere conto degli eventi in modo scientifico piuttosto che propagandistico è stata la Siria. La sinistra poi si è divisa tra chi ha deciso di accodarsi agli ‘esportatori di democrazia’ occidentali contro Assad e chi invece nel dittatore siriano ha visto la bandiera della lotta contro l’imperialismo americano e il fondamentalismo islamico. Un’interpretazione esclusivamente geopolitica che ignori le dinamiche sociali di classe sottese all’azione del regime e delle contraddittorie correnti dell’opposizione tuttavia rivela tutti i propri limiti al primo confronto coi fatti. Ad esempio, per citare un solo caso, quando rimuove le decisione di Assad di liberare i prigionieri jihadisti all’inizio delle rivolta del 2011 proiettandoli alla guida dell’opposizione. Altro che argine all’integralismo. Un autore marxista, Joseph Daher, con un saggio sull’argomento di recente pubblicazione ci aiuta a orientarci nell’intricato dipanarsi dei fili sociali, economici, politici e militari che costituiscono il groviglio siriano.

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Newsletter130418: Siria, nuova guerra fredda?

POLITICA Le roboanti dichiarazioni di Trump contro la Russia e le minacce di un intervento contro Assad dopo il presunto attacco chimico ai danni di civili in Siria sono da prendere sul serio o sono una delle solite sparate a cui il presidente degli Stati Uniti ci ha ormai abituato? Secondo la maggior parte degli analisti in realtà né USA né Russia, aldilà degli accenti propagandistici utilizzati nei giorni scorsi, hanno intenzione di dare vita a una vera e propria escalation in Siria Allo stesso tempo però qualunque iniziativa militare – e qualcosa Trump dovrà pur fare – può generare effetti che vanno aldilà delle intenzioni dei protagonisti. In Siria poi al fianco di Assad non c’è solo l’esercito russo ma anche le milizie iraniane, di cui è più difficile prevedere e gestire eventuali reazioni. TRASPORTI A Roma i radicali di Emma Bonino lanciano un’offensiva tutta politica contro il trasporto pubblico locale. Nel mirino l’ATAC che i radicali vorrebbero privatizzare, ma anche il trasporto non di linea, che i radicali vorrebbero comunque affidare al mercato (leggi UBER). Il 3 giugno si svolgerà il referendum consultivo che il comitato Mobilitiamo Roma ha imposto alla sindaca Raggi raccogliendo 33mila firme. Un’operazione che va oltre i confini della Capitale e guarda al panorama politico nazionale. Dopo il risultato insoddisfacente di +Europa Emma Bonino gioca la carta dell’assalto ai servizi pubblici per accreditarsi come la più autorevole voce del ‘macronismo italiano’ scavalcando anche un PD in crisi di identità. Ne parliamo con Stefano Fassina, promotore del comitato per il NO ‘ATAC Bene Comune’. SCIOPERI FRANCESI Mentre la mobilitazione sindacale a difesa dei servizi pubblici prosegue, abbiamo intervistato Jean-Marc Salmon, uno dei trenta intellettuali che hanno lanciato la cassa di resistenza a favore dei ferrovieri in sciopero, e pubblichiamo anche un’intervista, tratta dal sito americano Jacobins, a Bruno Ponchet, ferroviere e sindacalista di Sud Rail. I due ci aiutano a capire più in profondità il clima in cui è scoppiato questo scontro tra Macron e i lavoratori francesi. Nella nuova sezione IN BREVE oggi lo sciopero alla GTT di Torino e la lettera di solidarietà inviata da sei delegati sindacali genovesi dell’igiene ambientale alla CGT di Marsiglia a sostegno degli scioperi dei colleghi francesi.

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Newsletter060418: In Siria Macron sfida Erdogan

INTERNAZIONALE A sette anni dall’inizio della guerra civile in Siria si combattono una guerra pubblica e una guerra segreta. Lo confermano le notizie riportate da più fonti, ma non confermate ufficialmente dai diretti interessati, di un’iniziativa congiunta franco-americana per fermare l’offensiva turca contro le città della Siria settentrionale controllate da milizie curde (YPG) e arabe. Un’iniziativa che conferma ancora una volta una crescente tendenza di Parigi a porsi come potenza geopolitica europea, ma dotata di una sua ‘autonomia strategica’ e che, del resto, si riflette nei numeri della recente Legge di programmazione militare 2019-2025, con una previsione di crescita costante della spesa militare nei prossimi anni. SINDACATO C’è da pensare che sui tagli ai servizi pubblici contro cui stanno scioperando i lavoratori francesi ci sia anche l’esigenza di reperire risorse per le ambizioni militari di Macron e dei settori dominanti della società francese che lo sostengono. Anche i lavoratori dell’intero comparto dei rifiuti scendono in campo e denunciano una vera e propria ‘dichiarazione di guerra’ dell’esecutivo nei loro confronti, dopo che alcuni impianti occupati dagli scioperanti hanno assistito all’arrivo di reparti della polizia in tenuta antisommossa. ECONOMIA Mentre la risposta cinese all’ultima ondata di dazi imposti da Trump non si fa attendere, alcuni economisti sottolineano che il mito di una Cina lanciata in un’inarrestabile cavalcata verso la supremazia economica nel mondo comincia a incrinarsi alla prova dei fatti. In particolare entra in crisi la tesi secondo cui la forza dei numeri per Pechino sarebbe una bronzea garanzia di successo. Il peso crescente della tecnologia e in particolare dell’intelligenza artificiale in campo economico potrebbe, al  contrario,rendere una popolazione di oltre un miliardo di persone una palla al piede più che un vantaggio. Questa almeno è la tesi di Kenneth Rogoff, docente di economia ad Harvard ed ex capo economista del FMI dal 2001 al 2003.

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