Newsletter191121: La crisi dei profughi e il dilemma tedesco

IMMIGRAZIONE Sembrano lontani i tempi in cui l’Europa si commuoveva per i profughi afghani. Oggi, con migliaia di rifugiati, anche afghani, stretti tra soldati bielorussi e polacchi ai confini dell’UE, il cinico gioco dello scaricabarile è ripreso come nulla fosse. In Germania la destra chiede “rigore”, mentre verdi e socialdemocratici vorrebbero che la Merkel risolvesse loro il problema per evitare di doversene occupare loro. LAVORO L’ennesima commedia burocratica dell’assurdo: i 20 operatori dell’Istituto Statale Sordi di Roma, unica struttura pubblica che si occupa di sordità a 360 gradi,assunti ogni anno per 11 mesi con contratto di collaborazione, sono senza contributi dal 2019, senza stipendio da sei mesi, in un edificio fatiscente e senza riscaldamento (per morosità) perché… in 20 anni il governo italiano non è riuscito ad approvare un regolamento di riordino dell’ente.

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Newsletter300819: Ma non era invincibile?

POLITICA La crisi di governo suicida aperta a ferragosto dall’apparentemente inarrestabile Matteo Salvini demistifica una narrazione della politica che va di moda, ma è stata evidentemente incapace di rendere conto dei fatti e di coglierne il senso profondo e la concatenazione logica. Il nostro editoriale di oggi prova a delineare una narrazione alternativa, che guarda agli interessi materiali in campo e al contesto internazionale. ECONOMIA La crisi di governo a Roma arriva mentre la recessione colpisce Berlino. Cosa c’entra? Apparentemente nulla, ma se analizziamo gli intrecci commerciali e azionari tra l’economia tedesca e l’industria del profondo nord da cui la Lega ricava il 90% della sua forza, ci rendiamo conto che qualche relazione c’è. SINDACATO La crisi di governo lascia sul tavolo, insoluta, la questione ILVA, uno dei tanti punti di crisi della siderurgia europea nell’era dei dazi. Tra questi anche l’acciaieria di Cracovia, anch’essa di proprietà di ArcelorMittal, 4.200 lavoratori che da maggio vedono il proprio posto di lavoro messo a rischio. Ne parliamo con Krzysztof Wòjcik, presidente di NSSZ Pracownikòw, Sindacato Autonomo Indipendente dei Lavoratori di ArcelorMittal-Polonia.

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