Newsletter280726: Tocci: “Mandare soldati in Ucraina per abituarsi alla guerra”

GUERRAFONDAI Nathalie Tocci, figlia di Walter, ex vicesindaco di Rutelli a Roma ed esponente di spicco del PD nella Capitale, ex consigliera d’amministrazione di ENI e dal 2023 nel board di ACEA su nomina del sindaco Gualtieri, scrive un editoriale sull’Economist, in cui spiega che l’Europa dovrebbe mandare i suoi soldati in Ucraina, non tanto per sostenerla, quanto per ravvivare quello “spirto guerrier” che soprattutto tra gli italiani, secondo i sondaggi, è ormai sopito. LAVORO La chimica di base, settore poco noto, ma che produce materie prime fondamentali per l’industria, in Europa è vittima di una gravissima crisi di sovracapacità e di disinvestimento da parte dei maggiori player. A rischio 200 mila posti di lavoro in 5 anni e l’Italia non fa eccezione dagli impianti del nordest a Brindisi e Priolo passando per la Sardegna. L’analisi di Francesco Barbetta.

Newsletter240726: Cadorna ‘diffamato’, la storia va in tribunale

STORIA&POLITICA Una recente sentenza del Tribunale di Lecce – diffamazione aggravata ai danni del generale Cadorna, comandante in capo dell’Esercito durante la Prima guerra mondiale tra il ‘15 e il ‘17 – porta alle estreme conseguenze un trend a cui in realtà ci stiamo abituando (senza farci troppo caso) ormai da alcuni anni: in tempi di guerra anche la storia diventa un campo di battaglia. LAVORO In Francia Stellantis smantella uno stabilimento dopo l’altro e l’auto elettrica non risolve il problema: mentre procede la chiusura programmata di Poissy alla vigilia delle ferie arriva la notizia che chiuderà anche Douvrin: altri 150 posti di lavoro in fumo.

Newsletter210726: Genova 2001-2026, riflettere, non celebrare

MOVIMENTI Più che celebrare serve riflettere. Nei giorni in cui a Genova si celebrano i 25 anni delle manifestazioni contro il summit del G8 Bruno Manganaro, all’epoca uno dei 18 portavoce del Genoa Social Forum, prova a fare un bilancio di quell’esperienza – opportunità, limiti e contraddizioni – e pone un interrogativo: da dove ripartire per portare avanti le sacrosante aspirazioni di quel movimento? Caterina Maggi ci porta oltre Adriatico per scandagliare le ragioni di un altra mobilitazione. Una settimana dopo torniamo nelle piazze albanesi che si rivoltano contro lo strapotere delle oligarchie; l’intreccio perverso tra politica, affari, mafia e speculazione; l’inevitabile fuga verso occidente di centinaia di migliaia di giovani, che con le loro rimesse costituiscono il vero welfare del paese.

Newsletter170726: Fenomenologia del General generico

POLITICA Aldilà delle lamentazioni di rito, l’ultimo fenomeno nel circo Barnum della politica italiana, il Generale remigratore e i suoi pittoreschi compagni di viaggio, convengono a tutti: al governo, perché può recuperare il dissenso a destra e ricondurlo all’ovile, e all’opposizione, perché ancora una volta potrà estorcere un voto ai suoi elettori evocando il fascismo alle porte. L’opinione di Marco Veruggio. ECONOMIA L’eccesso di capacità produttiva accumulato dalla Cina nel corso dei decenni e la stagnazione della domanda interna per ora non danno luogo a conseguenze esplosive, perché in parte compensate dalle esportazioni nel settore high-tech, a loro volta alimentate dalla bolla americana dell’IA. L’analisi di Alessandro Siglioccolo.

UCRAINA Arruolatori nel mirino. UE toglie la protezione ai renitenti?

ANTIMILITARISMO Mercoledì scorso a Leopoli, Ucraina occidentale, esplode la rabbia contro le squadre di arruolatori che battono le strade del paese a caccia di renitenti e disertori. Circa 200 persone circondano un’auto della TCK, liberano un ragazzo appena fermato, strappano le divise ai militari, rovesciano il veicolo e gli danno fuoco. L’ultimo episodio di una vera e propria escalation. Mentre la Commissione europea, su pressione di Kiev, propone di togliere la protezione temporanea agli ucraini in età di leva che fuggono dalla guerra. LOTTE Un articolo da In defense of marxism sulla rivolta in Albania, prova, forse con qualche ottimismo di troppo, a descrivere la natura del movimento, la sua composizione sociale, il modo in cui affonda le sue radici nella storia recente del paese e il rapporto che lo lega alla rivolta serba, insomma ad andare oltre la narrazione della semplice rivolta in difesa dell’ambiente o della “sovranità”. Per questo, anche se è un po’ datato (risale ai primi giorni di lotta) abbiamo deciso di tradurlo per i nostri lettori.

Newsletter100726: SUDAN La catastrofe e il silenzio

INTERNAZIONALE Un aggiornamento di Elena Rusca sulla guerra in Sudan, una catastrofe umanitaria non meno barbara e devastante di quella che avviene a Gaza, ma di cui nessuno parla. Gli Stati non si muovono e questo non deve stupirci. Ma possibile che anche la sinistra, il movimento pacifista e quello per i diritti umani non dicano una parola e soprattutto non si mobilitino? Non molto distante dal Sudan, in Congo, Eni e Lukoil, una delle principali compagnie petrolifere russe, fanno affari in società estraendo e commercializzando GNL. PuntoCritico è stata la prima testata italiana a denunciare il silenzio ipocrita dei media su questa collaborazione col “nemico”, in nome della sicurezza energetica dell’Italia, proprio mentre in Africa se ne celebrava l’avvio. Alessandro Siglioccolo analizza l’impatto di queste politiche energetiche sia sui proletari del Congo sia su quelli italiani. La loro sicurezza non ne esce in alcun modo rafforzata. Cresce al contrario la sicurezza degli azionisti di Eni e Lukoil che faranno soldi a palate.

Newsletter070726: Minnesota, sindacalisti arrestati, avevano ostacolato l’ICE

SINDACATO Una quindicina di arresti nel Minnesota, tra cui parecchi militanti sindacali. Sono accusati di associazione a delinquere per aver ostacolato i raid dell’ICE a inizio anno contro gli immigrati. Partita la campagna di solidarietà: è possibile sostenere il fondo per la difesa legale. TRASPORTI Nel Lazio la giunta Rocca smantella i collegamenti tra i comuni, con tagli fino al 70% delle corse (e al 100% nel fine settimana), l’opposizione fa qualche educata critica di metodo, i sindaci di ogni colore “segnalano le criticità”. In provincia, insomma, lontano dai riflettori, si fa con più disinvoltura ciò che in Parlamento richiede qualche cautela in più.

Newsletter030726: UE Proposta killer sui diritti del lavoro

LAVORO Un rapporto dello European Trade Union Institute spiega cosa succederebbe se venisse introdotta la EU Inc., la forma societaria europea sponsorizzata nei rapporti Draghi e Letta sulla competitività dell’Unione e da tre mesi in discussione a Bruxelles nel silenzio generale della politica e dei media di ogni colore. Affiancherebbe le fattispecie giuridiche previste dalle normative dei paesi-membri, spazzando via – è l’accusa dell’ETUI – ogni possibilità di regolare l’iniziativa delle imprese in materia di lavoro, fisco, sindacato e favorendo il riciclaggio di capitali e altri crimini finanziari. LETTURE Un impietoso atto d’accusa rivolto alla classe dirigente dal suo interno, con troppe illusioni sulle “buone regole di mercato” e un eccesso di enfasi sulla “anomalia italiana”. PuntoCritico recensisce ‘Venti contrari. Imprese e politica nel declino economico italiano’ (Il Mulino, 2026).

Newsletter300626: GAZA Movimento 26 giugno, tra manipolazione e minacce

LOTTE A Gaza la giornata di lotta convocata dal movimento 26 giugno contro l’occupazione e la guerra, ma critica anche verso il governo di Hamas, non sembra aver avuto molto successo, un po’ per le minacce di Hamas e un po’ per le difficoltà della situazione nel suo complesso. Un articolo di +972 di qualche giorno prima anticipava l’esito della giornata, ma soprattutto provava a darci un’immagine un po’ meno stereotipata di un movimento stretto tra i tentativi di strumentalizzazione del governo israeliano e dei suoi alleati e le accuse di collaborazionismo delle autorità di Gaza. In Turchia, a pochi giorni dal vertice NATO del 7-8 luglio ad Ankara, Erdogan inasprisce la repressione ai danni del sindacato degli insegnanti della scuola privata, che reagisce ricorrendo allo sciopero della fame come “arma di ultima istanza”. Intervista a un esponente del sindacato protagonista dell’iniziativa.

Newsletter260626: Enclavi per ricchi, un business del futuro

ECONOMIA&POLITICA Il megaprogetto di un resort di lusso sull’isola di Sazan, in Albania, che sta scatenando una sollevazione popolare, è parte di un fenomeno internazionale già in crescita, ma che in pochi anni potrebbe esplodere: una riorganizzazione capitalistica degli insediamenti residenziali sulla base degli interessi economici di grandi corporation, ma anche degli obiettivi geopolitici di alcuni paesi. Vere e proprie enclavi di lusso per ricchi, residenziali o turistiche, si moltiplicano a ogni latitudine, isolate dal resto della società, sorvegliate da agenti di sicurezza privati, in parte dotate di servizi e infrastrutture autonome: un fenomeno in crescita anche nei grandi paesi europei. Da Cipro Caterina Maggi sugli insediamenti israeliani (ma non solo) che da quando il Medio Oriente ha ripreso a bruciare suscitano aspre polemiche politiche sull’isola. Dall’India il rapporto della società di consulenza Redseer ci spiega che nel 2031 nelle aree urbane di quel paese metà delle famiglie vivrà in comprensori recintati e per quali ragioni essi rappresentino un segmento di mercato sempre più strategico per le aziende del commercio e dei servizi digitali.

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