Newsletter210519: scuola in piazza contro Bolsonaro

POLITICA In Brasile una grande mobilitazione degli insegnanti e degli studenti risponde al taglio del 30% dei fondi alle tre maggiori università del paese, accusate di indottrinare gli allievi con idee marxiste. Già prima dei tagli era arrivato l’invito rivolto da Bolsonaro agli studenti a filmare i professori che esprimono idee di sinistra in classe, un episodio che ricorda le polemiche di questi giorni in Italia a proposito della docente sospesa a Palermo. TRASPORTI Come la scuola anche i servizi pubblici sono interessati a una drastica riduzione dei fondi pubblici in tutto il mondo e questo sta provocando la reazione dei lavoratori del settore. Dopo lo sciopero del primo aprile a Berlino nelle scorse settimane il trasporto pubblico locale si è fermato in Corea del sud, in Olanda e in Sud Africa. Nella newsletter di oggi una breve panoramica sulle ragioni di queste tre mobilitazioni e sul loro esito e una riflessione sul loro significato strategico. CINEMA Nel week end è uscito nelle sale italiane Bangla, opera prima di un giovanissimo regista di origine bengalese, che utilizzando la forma della commedia romantica confeziona un film ironico, fresco e intelligente (soprattutto mai incline alla retorica) sui paradossi dell’integrazione in un quartiere della periferia romana.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Newsletter250918: Cina, la geopolitica di Francesco

POLITICA&RELIGIONE L’accordo siglato sabato scorso da plenipotenziari vaticani a Pechino e presentato come una ‘intesa storica’ che risolverà finalmente lo scontro sulle nomine di vescovi in Cina, non nasce da motivazioni ideologiche o religiose, ma da una questione squisitamente di potere e quindi politica: Pechino chiede al Papa di non interferire nella vita della Cina e di non dare sponda ai suoi nemici, mentre la Chiesa cerca un modo per sopravvivere in quel paese unificando i propri fedeli e allo steso tempo una sponda per vincere la sfida con Islam e Chiesa pentecostale in Africa, senza rompere con gli USA, pregiudicandosi il futuro in una regione altrettanto strategica come l’America Latina. PUTIN Il decisionismo del presidente russo, che meno di sei mesi fa sembrava uscire trionfatore nelle urne, oggi viene rimesso in discussione dalla reazione dei russi alla controriforma delle pensioni, che spinge migliaia di persone in piazza e milioni di elettori verso un voto di protesta, di cui il maggiore beneficiario è il Partito Comunista. I brogli elettorali a Vladivostok, a vantaggio del candidato governatore di Putin, suscitano una reazione popolare tale da costringere il Cremlino a intervenire per annullare il voto. ITALIA Nella colorata ciurma degli amici italiani di Putin la mobilitazione contro la riforma delle pensioni e i brogli a Vladivostok suscitano imbarazzo o addirittura silenzio, perfino nelle file dei ‘comunisti’ più legati agli oppositori russi della riforma e alle vittime di quei brogli. Tra i simpatizzanti dell’ex spia del KGB però ci sono anche gruppi di estrema destra ed esponenti della maggioranza di governo. CINEMA Un gruppo di oltre mille attori italiani, Facciamolaconta, lancia una campagna per chiedere che anche nel settore audiovisivo sia introdotto un contratto nazionale di lavoro per chi recita. Un rapporto redatto dai ricercatori della Fondazione Di Vittorio fa emergere le ragioni materiali di questa iniziativa.

Se vuoi accedere alla newsletter integrale e all’archivio completo clicca qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi