Newsletter180920: La crisi sfida i sindacati europei

CRISI&SINDACATO Ad affrontare la crisi c’è un sindacato in crisi. Potremmo sintetizzare così la newsletter di oggi, dedicata alla sfida che i sindacati delle maggiori economie europee si trovano ad affrontare alla ripresa del lavoro e della scuola e sotto la minaccia di una nuova ondata virale. Allo stesso tempo, però, la crisi del sindacato non è uguale ovunque. Per rendersene conto basta paragonare il manifesto della giornata di lotta di ieri in Francia coi contenuti degli odierni presidi di CGIL CISL UIL in Italia. E riflettere su come nel sindacato francese e nella IG Metall tedesca venga avanti con forza l’idea della riduzione dell’orario di lavoro come strumento di contrasto alla recessione e di accompagnamento ai settori industriali in fase di transizione, come in Gran Bretagna questa proposta venga raccolta almeno parzialmente dal Trades Union Congress (che questa settimana celebrava ‘virtualmente’ il suo convegno annuale) mentre in Italia è sostanzialmente assente dal dibattito sindacale. Con 800.000 posti di lavoro persi e una riduzione del PIL a due cifre, come pensiamo di affrontare la crisi che colpisce il lavoro dipendente, ma anche di quei settori sociali intermedi che in Italia vivono in larga misura grazie al potere d’acquisto di operai e impiegati?

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Newsletter101219: Germania, crolla la produzione industriale

ECONOMIA In Germania nei giorni scorsi sono stati diffusi i dati sull’andamento dei principali indicatori economici nel terzo trimestre: la produzione industriale fa registrare un calo dell’1,7%, mentre le esportazioni continuano a crescere, aumentano sensibilmente i lavoratori colpiti dal Kurzarbeit (una sorta di cassa integrazione) e diminuiscono le ore di straordinario. Lo spettro della recessione incombe anche sulla locomotiva tedesca. LOTTE Dopo cinque giorni di sciopero che hanno paralizzato il paese il braccio di ferro tra il governo francese e i sindacati si avvicina a un passaggio decisivo. Nel secondo giorno dello sciopero PuntoCritico ha intervistato Eric Beynel, portavoce di Solidaires, organizzazione parte dell’intersindacale che ha promosso gli scioperi e terzo sindacato tra i ferrovieri francesi protagonisti della lotta. POLITICA A 48 ore dal delicato voto in Gran Bretagna i sondaggi vedono i Tories probabili vincitori sui laburisti. Le anticipazioni e le promesse filtrate in campagna elettorale del resto fanno pensare che per Corbyn una vittoria non farebbe che accrescere le contraddizioni all’interno del Labour e del suo elettorato fino al limite della sostenibilità.

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Newsletter211218: Gilet gialli e sindacato, un rapporto difficile

POLITICA&SOCIETA’ Da un mese a questa parte si discute molto del movimento dei gilet gialli, l’informazione perlopiù insiste sulle manifestazioni, gli scontri con la polizia e l’impatto della mobilitazione su Macron e sulla politica in generale, magari sulle prossime elezioni europee. Nelle newsletter precedenti PuntoCritico ha scelto di adottare un altro punto di vista, concentrandosi piuttosto su un aspetto specifico e più sostanziale: chi sono e che cosa rappresentano socialmente i gilet gialli? Non per un intellettualismo da sociologi, bensì perché pensiamo sia opportuno comprendere la sostanza di qualunque fenomeno sociale, di individuarne punti di forza e debolezze per anticiparne i possibili sviluppi e capire quale atteggiamento assumere nei suoi confronti. Nel numero di oggi ci occupiamo in particolare di un aspetto di cui l’informazione francese ha iniziato a occuparsi pochi giorni fa, cioè del rapporto tra gilet gialli e sindacato, dopo che i due soggetti, superate almeno in parte le iniziali diffidenze, hanno cominciato ad annusarsi e a prendersi le misure, coi conseguenti contraccolpi  interni, soprattutto nel movimento sindacale, tra le diverse organizzazioni dei lavoratori e all’interno di alcune di esse, la CGT in particolare, tra base e apparato, istanze nazionali e territoriali. SINDACATO Il futuro dei lavoratori Piaggio Aero non è ancora chiaro e la loro mobilitazione quindi non si ferma. Ne parliamo con un lavoratore e militante della FIOM.

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