Newsletter131120: ArcelorMittal battuta a Genova. Una lezione

LAVORO A Genova ArcelorMittal, primo produttore mondiale di acciaio, licenzia pretestuosamente tre dipendenti e proclama una serrata. La reazione della FIOM e dei lavoratori delle grandi fabbriche genovesi, che scioperano e scendono in piazza, la solidarietà di tutto il mondo del lavoro e della città, compensano la defezione di FIM e UILM e della politica di governo (nazionale, regionale e comunale) e di opposizione. ArcelorMittal è costretta a fare marcia indietro. E se il sindacato facesse sempre così? ELEZIONI USA Come hanno votato i diversi segmenti dell’elettorato? Quali sono le prospettive per la sinistra e il sindacato americano dopo la seconda sconfitta di Bernie Sanders? Ne parliamo con Dan La Botz, studioso e attivista del movimento operaio americano. Integra la nostra intervista un’analisi dei flussi elettorali rispetto al 2016.

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Newsletter280220: Sanders e la questione palestinese

GEOPOLITICA Dopo la vittoria di Sanders in Nevada in molti vedono il ‘candidato socialista’ come probabile avversario di Donald Trump a novembre. Gli osservatori esteri e gli estimatori di Sanders si concentrano in particolare sulle misure di politica economica che egli dice di voler introdurre se sarà eletto. Ma il presidente degli USA è anche figura di vertice della principale potenza economica, politica e militare nel mondo. Nella newsletter di oggi utilizziamo il conflitto israelo-palestinese e più in generale il tema della politica americana in Medio Oriente come cartina di tornasole per analizzare le posizioni espresse dai candidati alle primarie democratiche e le loro critiche a Trump. Per Sanders, ebreo americano, la tradizionale politica USA in Medio Oriente e l’alleanza con Israele non sono in discussione e il conflitto in Palestina rimane rigidamente compresso nello schema dello scontro tra nazioni, senza alcuna concessione alle dinamiche di classe interne alle società israeliana e palestinese. La domanda è: si può essere ‘socialisti’ in America e nazionalisti all’estero?

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Newsletter201219: Sanders come Corbyn?

SINISTRA Da ambienti della sinistra americana vicini alla campagna di sostegno a Bernie Sanders, candidato socialista alle primarie democratiche, arriva una riflessione interessante sulle recenti elezioni britanniche. E se Sanders, per le stesse ragioni di Corbyn, finisse anch’egli sconfitto? GEOPOLITICA La visita del ministro degli esteri italiano in Libia, avvenuta nel disinteresse della stampa internazionale, conferma l’assenza di strategia del capitalismo italiano, che continua a gestire la Libia come un mero problema di sicurezza degli impianti ENI e di politica interna legato all’immigrazione. SINDACATO La mobilitazione contro la riforma delle pensioni in Francia prosegue e si arricchisce di iniziative inedite. La CGT ha rivendicato i distacchi dell’energia elettrica alle maggiori imprese francesi, alla grande distribuzione e persino ad alcune prefetture. Eppure l’omologa francese della CGIL è tutt’altro che un sindacato rivoluzionario.

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Newsletter091118 USA, radical sotto i riflettori

POLITICA Alexandria Ocasio-Cortez ha conquistato un seggio al Congresso e potrebbe essere la nuova bandiera della sinistra radical americana ed essere immediatamente adottata da una sinistra europea in cerca di numi tutelari. Una lunga intervista rilasciata a luglio, subito dopo la sua vittoria alle primarie democratiche, ne rivela punti di forza e debolezze e soprattutto aiuta far luce sulla nuova generazione di candidati ‘socialisti’ che nelle elezioni di mid-term sembrano aver fatto bene ma non benissimo. Saranno in grado di promuovere un’efficace opposizione sociale all’amministrazione Trump, che dalle urne è uscita senza troppi problemi? CINEMA&STORIA Un film uscito nelle sale di alcuni paesi europei nelle scorse settimane (in Italia è possibile guardarlo in streaming coi sottotitoli italiani) racconta un episodio della storia europea tanto importante quanto negletto, la Grande Carestia irlandese scoppiata nel 1840. Un tema di straordinaria attualità, visto che quell’avvenimento fu anche il motore di una delle più grandi ‘migrazioni economiche’ (come si dice oggi) della storia moderna.

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